2006-07/1C: Fiorentina-Inter 2-3

Un minuto di silenzio in memoria di Giacintone e via! E via alla grande! Essendo la prima partita di campionato e per di più su un campo difficilissimo, mi aspettavo sinceramente qualcosa di meno dall’Inter e qualcosa di più da parte della Fiorentina, almeno dal punto di vista della spregiudicatezza. Avevo però sottostimato Cambiasso, un po’ appesantito nella gara di Supercoppa Italiana con la Roma, ma stasera già in gran forma. Cambiasso è un campione e resta nel triplice rapporto prezzo-qualità-rendimento il miglior acquisto della Presidenza Moratti e a Firenze ha fatto di tutto e di più: doppietta e assist per il terzo gol di Ibrahimovic! Certo il calo di tensione della ripresa non è piaciuto perché, dopo l’un-due-tre nerazzurro, è arrivato l’uno-due viola per merito di Luca Toni, a lungo inseguito quest’estate e ancora nel mirino della società nerazzurra. Pensate se anche Toni avesse fatto parte dell’attacco nerazzurro, magari al posto di Adriano o di Crespo, com’era nel disegno originale ma non fraintendetemi, Valdanito va benissimo! Come contro la Roma, l’Inter ha sofferto di rilassamenti ed amnesie, ma c’è da capire se sia solo un male d’inizio stagione o qualcosa di più serio. Certo, non appena l’Inter pigia sull’acceleratore, vince le partite. La riflessione che segue spero venga capita, da interisti e avversari: ritengo che, per quanto visto stasera, Vieira e Ibrahimovic possano portare questa squadra verso il salto di qualità definitivo. Ho sempre pensato che l’ultima Juventus fosse fatta da grandissimi calciatori, forti soprattutto dal punto di vista caratteriale e la loro diaspora non può che giovare alle squadre che li hanno accolti. Ammettendone dunque la grandezza, mi chiedo ancora una volta: che bisogno c’era di designatori accomodanti? Se la tesi è che quella Juve avrebbe vinto comunque, il contorno resta un’aggravante ulteriore, quasi si volesse l’assicurazione di successi già più che possibili. Intanto, la partenza dell’Inter resta positiva. In questa stagione la pressione sarà altissima, perché l’Inter ha il dovere di vincere e di convincere anche i più scettici. Ero ottimista quando c’era da mettersi le mani nei capelli, figuriamoci se non lo sono adesso!

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