Scaramanzia, che passione!

Benvenuti nel mondo delle scaramanzie e delle coincidenze, delle leggende metropolitane e dei deja-vu. Quanto materiale ha già regalato l’imminente finale di Champions League tra Milan e Liverpool. Già, perché perfino nel calcio multimilionario dello show-business trovano posto antiche superstizioni. Roba da medioevo calcistico, ma c’è chi ci crede davvero, anche ad altissimo livello. Altro che le cravatta gialle di Adriano Galliani o l’assegnazione dei posti sempre a certi giornalisti nelle conferenze-stampa di Carlo Ancelotti alla vigilia di partite decisive. Tutto fa brodo, tutto fa scaramanzia.
Così il Milan, che a Istanbul avrebbe dovuto indossare la classica divisa rossonera, è stato felicissimo di accordare al Liverpool il privilegio della prima maglia, quella rossa La bianca infatti è la maglia portafortuna perché il Milan era in completo bianco anche a Barcellona, Vienna, Atene e Manchester per i trionfi del ’89, ’90, ’94 e 2003, anche se c’è la macchia di Vienna ’95: maglia bianca ma vittoria dell’Ajax con doccia fredda firmata Kluivert.
Attenzione però perché per il Liverpool la tradizionale casacca rossa è sinonimo di successo in Europa. Gli inglesi l’hanno infatti indossata in tutte le finali di Coppa dei Campioni vinte, nel ’77, ’78, ’81 e ’84. E, occhio alla ‘terribile’ coincidenza, sempre contro avversari in completo bianco.
Su questo sito e nelle redazioni di Telelombardia e Antenna 3 sono bersagliato via posta elettronica da una specie di ‘mantra’ scovato dai gufi del Milan: appellandosi, forse senza nemmeno saperlo, alla teoria dei corsi e ricorsi storici formulata dal filosofo napoletano Gian Battista Vico addirittura due secoli e rotti prima dell’invenzione del calcio,gli antimilanisti mischiano sacro e profano e osservano che, come quest’anno, nel 1978 è morto un Pontefice, anche se per la verità ne sono scomparsi due, la Juventus ha vinto il campionato e l’Inter la Coppa Italia, circostanza quest’ultima ancora da confermare, mentre ovviamente il Liverpool è diventato campione d’Europa. Ma allora ecco puntuale il controrito rossonero che si appella al 2003, ricordando che due anni fa come oggi la Juve ha vinto lo scudetto con la Roma finalista di Coppa Italia, e che anche due anni fa il Milan ha eliminato una squadra olandese, allora l’Ajax oggi il Psv, diventando Campione d’Europa. A fare le spese dei vari rituali, anche il maxischermo che il Comune di Milano sistemerà domani sera in piazza Duomo: un’offesa per gli scaramantici duri e puri, perché lo schermo gigante a San Siro porta fortuna, come due anni fa a Manchester, ma porta malissimo in piazza Duomo: nel dicembre 2003, infatti, il Milan a Yokohamaha perso l’Intercontinentale ai rigori contro il Boca. E a pensarci bene, si potrebbe proseguire all’infinito. Mia mamma ad esempio, mi dice quasi ogni giorno le stesse cose di due anni fa: vorrà dire qualcosa? Comunque sia, buona finale a tutti, a chi ci crede e a chi, come me, figlio dell’illuminismo ormai fuori moda, ha il grave difetto di credere solo a quel che vede.

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Viva l’Inter!


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