Il casino Adriano

Caso Adriano? No, stavolta è un casino e non nel senso di piccolo caso. Quando dico che dal punto di vista giornalistico l’Inter è una squadra unica, capite ora cosa intendo? Non esiste squadra al mondo capace di far parlare e scrivere di sè come l’Inter. Capace come nessun altra di regalare titoli che fanno impallidire quelli sulla sconfitta del Milan a Livorno o sul tormentone Del Piero. Giornalisticamente l’Inter ha un fascino che non ha eguali, ma per chi ne è tifoso il discorso è diverso, perché stavolta la mia categoria non ha montato nessun caso: stavolta ha fatto tutto Adriano e, inutile nascondersi, le dichiarazioni di Adriano sono assolutamente certificate. Rilasciate in casa propria, ad Appiano Gentile, senza alcuna manipolazione e forzatura nella traduzione dal portoghese. “Mi fanno molto piacere le parole di Florentino Perez e spero di realizzare il sogno mio e suo!” è la frase di Adriano che pesa più di ogni altra. Il sogno oggetto della domanda è quello di giocare nel Real Madrid. Brutta botta per i tifosi interisti che lo adora(va)no. Adriano ha fatto proprio tutto da solo! Si è già stancato dell’Inter? Adriano come Ronaldo? Agghiacciante solo pensarlo. Ora delle due l’una: o Adriano è così ingenuo da voler essere gentile con chiunque gli chieda di giocare in un’altra squadra, ed era già accaduto qualche tempo fa, sempre in TV con il Milan, oppure è spaventosamente furbo e ha già cominciato le prove di fuga. Ora la palla passa all’Inter che, come per Ronaldo, ha ancora in mano tutti gli strumenti, tra cui un contratto, per bloccare Adriano. Facchetti ha già risposto, ma non basta. Perché Kaka, davanti all’interessamento del Chelsea, declina con cortese fermezza e giura eterno amore al Milan e Adriano strizza invece l’occhio alle rivali? Stavolta l’Inter non può permettere e permettersi la fuga di un altro campione. L’Inter dev’essere inflessibile nello spegnere al volo il disagio del brasiliano, senza trattativa. Serve subito un bel colloquio con Adriano ad alto livello, in cui mi auguro che a parlare sia però solo Moratti. Molti accusano la società di incapacità nella gestione dei propri campioni anche durante le interviste, ma vi dico per esperienza personale e diretta che chi vuol parlare, parla. Non serve nemmeno essere troppo insistenti: ci sono state occasioni in cui ho intervistato da solo Vieri e Moratti, tanto per fare due nomi a caso, e non c’era un titolo neanche a piangere. Altre volte, con tre addetti stampa che mi tiravano la giacca, gli stessi Vieri e Moratti mi hanno regalato scoop da tornare in TV, interrompere la normale programmazione e andare in onda per cinque ore di fila. E’ accaduto, accadrà ancora. La vera domanda invece è da psicanalista: perché l’Inter quasi ogni anno rischia di perdere o, peggio, perde un suo campione, comunque strapagato e stracoccolato dai tifosi? Il solito adagio “tanto all’Inter non si vince mai niente” è una risposta semplicistica. Verifico ogni giorno che i calciatori non sono più quelli di un paio di decenni fa: oggi quasi tutti pensano prima a se stessi che al proprio club o ai propri tifosi, ma c’è un limite che non va superato. Quello del buon gusto, che si può anche imporre con la forza. Credo che la vicenda Adriano, che in effetti ricorda fin troppo quella di Ronaldo, sia ridimensionabile anche con la collaborazione dei tifosi. E io ai tifosi dell’Inter non ho nè l’autorità nè il coraggio di chiedere più nulla. Tocca ad Adriano chiudere questo casino, a lui che lo ha cominciato. Infine, se proprio volete farvi del male, scaricate il servizio esclusivo di Canal Plus e trasecolate:

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