18C: Inter-Sampdoria 3-2

Cose da Inter: 3 gol in 6 minuti! E 3 gol in 6 minuti d’orologio non ricordo proprio di averli mai visti in quasi vent’anni di professione! Ricordo in epoca piuttosto recente una rimonta da 0-3 a 3-3 con un palo esterno in pieno recupero all’Olimpico di Roma, il giorno di Sant’Ambrogio di due anni fa, proprio contro la Lazio di Mancini. Ricordo che al gol del pareggio di Emre, rovesciai il caffè sul desk della tribuna stampa, ma la triplice rimonta coprì 39 minuti e non certo 6 come oggi a San Siro. Un’emozione indescrivibile, cominciata in un momento in cui onestamente stavo già rassegnandomi all’interruzione dopo 28 turni d’imbattibilità. E, invece, questa Inter è affascinante, perché con tutto il rispetto per quelle del recente passato, questa è una squadra che regala sempre grandi emozioni, nel bene e nel male. Questa Inter, quando gioca sui nervi, diventa irresisitibile e può compiere qualunque impresa. Parimenti, quando gioca svaccata, può pigliar gol perfino dai suoi stessi spettatori. Questa è l’ottava volta che l’Inter rimonta il risultato, la terza addirittura da un doppio svantaggio, ma mentre contro Cagliari e Juve si era fermata al pareggio, stavolta è andata a vincere, di classe e di rabbia, di potenza e d’orgoglio. Adesso son otto i punti che l’Inter ha recuperato con gol negli ultimi minuti, per cui suggerisco a chi viene a vedere l’Inter di restare incollato al proprio seggiolino fino al triplice fischio finale, a costo di rimanere puntualmente imbottigliato nel traffico. A decidere la rimonta sono stati Martins, Vieri e Recoba, che hanno sapientemente sostituito un Adriano ancora alle prese con la ‘sindrome da fejioada’, tipico male di stagione tutto brasiliano. Ora che Vieri è tornato a segnare con regolarità e fortunatamente non fa più notizia, tocca a Martins e a Recoba essere celebrati: la partita l’hanno cambiata loro, subentrando dalla panchina, così come aveva fatto Vieri con la Juventus. Per Oba un gol con un esterno sinistro alla Corso e un assist acrobatico allo stesso Vieri, per Recoba il gol più bello: un rasoterra sinistro che Antonioli ha capito quand’era già in rete. Ora non vorrei si riaprisse il tormentone su chi debba giocare dall’inizio: se Vieri e Adriano stanno bene, di norma tocca a loro, ma ogni grande squadra con quattro attaccanti di ottimo livello deve farli ruotare tutti al meglio. Certo, Recoba e Martins, cifre alla mano, danno il meglio quando entrano a partita in corso. Detto questo, Mancini scelga in assoluta serenità. Una serenità che ad un certo punto il Mancio ha perso reagendo civilmente alle continue provocazioni di un paio di tifosi e io, chiarisco subito, sono con lui: avere alle spalle i tuoi tifosi che ti rompono i coglioni per tutta la partita arrivando masochisticamente ad augurarsi che vinca l’avversario pur di aver ragione, è qualcosa che, purtroppo, conosco forse meglio dello stesso Mancini. Quindi capisco la reazione del Mancio, la giustifico e la condivido. Mi spiego meglio: ho segnalato da molto tempo il fastidio che mi provocano quei tifosi interisti a cui non va mai bene nulla e vado dicendo da anni, verificandolo ogni giorno nel mio lavoro, che i peggiori anti-interisti a volte sono proprio gli interisti. Mi hanno pure offerto di scrivere un libro su questo, ma a me non frega nulla di fare due soldi sulla pelle dell’Inter, come hanno fatto e fanno tanti. Io, se scriverò un libro sull’Inter, vincendo la mia pigrizia e inventandomi il tempo, lo farò non certo per sbeffeggiarla ma per celebrarla, a costo di non scriverlo mai. Di professione faccio il critico e quindi, scusate il gioco di parole, critico, ma di carattere tendo sempre al positivo. Certo, spesso l’ottimismo costa fatica perché impone riflessione, ragionamento, capacità di analisi. E’ più facile fare il tifoso-contro. Contro cosa? Contro tutto, a seconda dei casi. Certi tifosi li vedi già al parcheggio dello stadio con le loro facce da funerale, come se gli fosse morto il gatto. Loro cominciano già alla prima giornata di campionato a sputare sentenze che poi loro stessi smentiranno la domenica successiva, se non dopo poche ore. E poi ogni volta sono lì a chiedere nuovi nomi di calciomercato, che poi ovviamente massacreranno dopo le prime partite storte. Insomma, il tifoso interista medio fa tutto in fretta: si esalta, si deprime, ama, brucia, odia, critica, esalta, distrugge! Probabilmente fa anche l’amore in fretta! Questo è un ambiente malato, altro che storie, altro che complotti arbitrali, congiure di Palazzo e vittimismo da quattro soldi: tutto questo viene dopo, molto dopo. L’Inter è un ambiente che da troppi anni si avvita su se stesso e va purificato dalle troppe negatività partorite ancora prima di scendere in campo. Così ci son sempre quelli che, avendo visto l’Inter euromondiale degli anni ’60, guardano a tutto quello che c’è stato dopo come fosse merda e quelli che che son pessimisti a prescindere, perché così non si sbaglia mai!. A metà degli anni ’80, c’era una leggenda metroplitana per cui l’Inter non vinceva perché Appiano Gentile poggiava su una falda acquifera che sprigionava energia negativa ed indeboliva i calciatori. Poi Trapattoni ha vinto e la falda acquifera, negli anni, è salita fino al cervello di alcuni. Io so benissimo che il bilancio di dieci anni di presidenza Moratti è certamente negativo e non dico che l’Inter odierna sia la soluzione di tutti i problemi. Anzi, dirò di più: non faccio nemmeno più le tabelle sul campionato, ma credo in Mancini e nel suo progetto e non mi pare bello desiderare che vada tutto in vacca, come prima, più di prima…t’amerò (mi è venuto così!).
P.S.: in ‘Stadio Studio’ trovate l’esultanza relativa a questa partita!

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