Al Portogallo Euro 2016

BusFranciaAnche senza Cristiano Ronaldo, tolto di mezzo da Payet dopo poco più di un quarto d’ora, il Portogallo ha vinto Euro 2016 battendo la Francia a casa sua. Una bella rivincita per i lusitani dopo la beffa di 12 anni fa, quando persero l’Europeo organizzato in casa sconfitti dalla sorprendente Grecia con un gol entrato nella storia di Angelos Charisteas. Ha vinto una squadra che non ha mai vinto una partita entro i 90 minuti e che è arrivata in finale attraverso supplementari e rigori, ma il calcio è anche questo. Probabilmente la Francia ha un po’ pagato a livello psico-fisico la dura semifinale con la Germania, così come i tedeschi hanno sofferto più del previsto il quarto di finale con l’Italia. I francesi avevano però tutto dalla loro parte, a cominciare dal pubblico e hanno pure fatto una figuraccia mondiale presentando il anticipo al mondo il bus scoperto che già li celebrava come Campioni d’Europa. Ora chissà che fine farà il torpedone immportalato qui a fianco. A decidere, dopo 90 minuti con occasioni e una legno per parte, è stato Eder nei supplementari. Per ironia della sorte Ederzito Antonio Macedo Lopes, nativo della Guinea-Bissau, gioca pure in Francia, a Lilla, che col suo destro vincente ha spazzato via i  precedenti con la Francia persi sempre ai supplementari a Euro 1984 e 2000, oltre alla semifinale mondiale a Germania 2006. Suona strano dirlo, perché la finale l’ha solo iniziata, ma questo è anche il successo di CR7, perché dopo il pestone ricevuto da Payet che lo ha spedito ai box, il fuoriclasse ha comunque fatto il leader dalla panchina: ha sofferto, urlato, incoraggiato i suoi, ‘allenandoli’ per 120 minuti al fianco del CT Fernando Santos. Difficile che quest’anno a CR7 sfugga il suo quarto Pallone d’Oro dopo aver vinto Champions League ed Europeo. La sfida con Lionel Messi, primatista con cinque, prosegue. A margine di questo Europeo restano i terribili incidenti in avvio, le comprensibili discussioni sulla formula, le fantastiche avventure di Islanda e Galles, la solita bella ma incompiuta Croazia, i tonfi storici di Inghilterra e Russia e, per le rose a disposizione, l’ottimo torneo disputato dall’Italia di Conte rispetto alle ben più quotate Spagna e Belgio. In ogni caso le 24 squadre alla fase finale sono già state confermate anche per la prossima edizione che sarà itinerante e si svolgerà in 13 città europee diverse con finale a Londra.

5 Commenti su Al Portogallo Euro 2016

  1. Giusto così. Au revoir, France…

    R.

  2. Mannaggia non ho scommesso ed avevo previsto. A volte nello sport il karma aiuta ed avevo sospettato che essere arrivati in finale senza aver mai vinto potesse essere un bel segnale per il Portogallo. Complimenti a loro

  3. Ragazzi contento per chi ha vinto la prima volta, ma questo europeo e’ stato veramente strano. Arriva alla finale un Portogallo che ha praticamente evitato tutte le grandi non una sola partita di spessore prima della finale ed anche per la Francia si può dire lo stesso a parte i tedeschi. Non si vuole essere italiani e di parte per forza, ma credo sia obiettivo sottolineare anche che gli azzurri hanno incontrato una Germania più forte, più riposata e soprattutto più completa i cugini ringrazino

  4. Caro GLR, non ho seguito tutto l’Europeo, ma mi pare di non essermi perso nulla. Parlo dal punto di vista del gioco, estremamente deludente, caratterizzato da un esasperato tatticismo. Le nazionali che facevano del possesso palla e della tecnica individuale la loro forza hanno fallito, vuoi per logoramento dopo anni di successi (Spagna), vuoi da palese deficit fisico (Germania). Sono andate avanti squadre mediocri che correvano e si difendevano con ordine, ma nulla di più…

  5. Paolo Sabiu // 18 luglio 2016 a 15:12 // Rispondi

    È così terminata una competizione che ha dimostrato un livello generale di qualità di gioco piuttosto deludente, ma c’è almeno stato, almeno a parer mio, il classico “happy end”.
    Comunque la formula sarebbe da rivedere, perché i ripescaggi delle quattro migliori terze hanno creato degli abbinamenti assurdi, pur se frutto dei piazzamenti sorprendenti di ogni girone.

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