Inter Nos 5

Pubblicato su San Siro Calcio sabato 5 dicembre 2015

UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA – Si riparte in anticipo a San Siro contro il Genoa di Gasperini, ex sempre oltremodo lagnoso. Si riparte dopo la sconfitta di misura di Napoli, ma con nuove consapevolezze arrivate proprio dal San Paolo. Già perché ci sono sconfitte e sconfitte e quella di Napoli è stata più che mai onorevole. In fondo non ha poi tutti i torti chi sostiene che se una squadra è uscita rafforzata da questo big-match, questa è proprio l’Inter, al di là della sconfitta. Avrebbe dovuto essere un massacro e invece l’Inter ha tenuto botta alla corazzata di Sarri anche dopo la decisione francamente esagerata di Orsato che l’ha lasciata in 10 per tutta la ripresa. Contro il Napoli finora hanno pagato dazio tutti, chi in parità numerica e chi addirittura umiliato in casa propria. E se andate con la mente alla gara di settembre con la Fiorentina, con lo stesso tremendo avvio, subito sotto di un gol, vi accorgerete delle differenze: allora i viola avevano fatto il bello e il cattivo tempo, stavolta il Napoli ha faticato parecchio e ha rischiato di non vincere. Insomma la crescita dell’Inter, anche nel gioco, è evidente e proprio a Napoli si è capito che se la può giocare con tutti, fino alla fine. Il Napoli è squadra assai più collaudata dell’Inter e schiera l’unico top-player di caratura mondiale della Serie A, Gonzalo Higuain, un mostro. Quest’estate avrei firmato per avere all’inizio di dicembre solo un punticino di ritardo dalla vetta della classifica. Per questo rilancio la mia personalissima tabella: dobbiamo arrivare alla sosta di Natale con 37 punti! Vuol dire raggranellare altre due vittorie casalinghe con Genoa e Lazio, accettando pure che a Udine si possa pareggiare. In tal caso, approfittando degli imminenti incroci in alta classifica, cominceremmo il 2016 nel gruppetto di testa, pronti per qualsiasi impresa.
Ora ci stia pure il Napoli in vetta, ad un quarto di secolo dall’ultima volta, quando c’era Maradona. I conti che contano davvero, scusate il giro di parole, si fanno a primavera.
Non è il tempo di rimpianti o di scervellarci su come sarebbe finita al San Paolo a  centravanti invertiti. E’ universalmente noto che Higuain sia l’unico top-player di livello mondiale rimasto in Serie A, mentre Icardi in questo periodo fa fatica, ma tra i due ci sono anche sei anni di differenza nel grande calcio e se il Pipita sta vivendo a 28 anni il momento migliore della sua carriera, Maurito ha appena cominciato e non possiamo conoscere con certezza le sue reali potenzialità: l’anno scorso ha comunque segnato 27 gol complessivi, di cui 22 in campionato col titolo di capocannoniere. E’ già molto. Bisogna essere lucidi in questo momento e capire che il Napoli ha numeri da grande squadra, visto che è arrivato al diciottesimo risultato utile di fila in una striscia di 24 gare con almeno un gol al San Paolo. Se avete voglia fate un giro in Europa vi accorgerete che da quando Sarri ha capito dove mettere le mani, cioè da metà settembre, a parte il Bayern, nessuno tra campionato e Coppe ha raccolto quanto il Napoli: nemmeno Barcellona e PSG che guidano Liga e Ligue 1. Insomma, al momento siamo al cospetto dalla miglior squadra italiana, che ha forse definitivamente completato il suo percorso di crescita, mentre l’Inter ha appena voltato pagina. Poi nel calcio in pochi mesi può cambiare tutto.
Non vale nemmeno la pena di rimuginare troppo sul mercato di gennaio. Comprare tanto per comprare non ha senso, perché si rischia di andare a toccare meccanismi che finalmente sembrano oliati. A parte le occasioni che si possono presentare per migliorare le alternative in panchina, secondo la nuova regola per cui se entra uno ne deve uscire un altro, non farei chissà quali follie. Certo, se si potesse, valuterei attentamente la situazione di Lucas Biglia, ma la Lazio sta attraversando un momento troppo complicato per privarsi del suo capitano. E’ vero che Claudio Lotito non ha mai patito le pressioni della piazza, ma cedere Biglia a gennaio non è facile nemmeno per lui.
Ora pensiamo al Genoa e poi alle tre partite che restano di qui alla fine dell’anno solare per portare a casa i punti che serviranno per cominciare l’anno nuovo con la massima autostima. Nel calcio la pazienza è ancora più breve della memoria. Bisogna sempre ricordarsi, lo ribadisco, da dove veniamo: da un ottavo posto senza Europa! Ora in troppi fingono di non ricordare che il progetto Inter quest’anno ha come obiettivo il terzo posto e il ritorno in Champions League, non ancora lo scudetto. Poi per carità tutto può accadere, ma perché accada davvero, occorre anche tenere i piedi per terra.

 

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