Inter Nos 11

Pubblicato su San Siro Calcio, domenica 25 gennaio 2015  

L’ORA DELLE CONFERME – Dopo aver raggiunto i quarti di finale di Coppa Italia, prossimo avversario il Napoli al San Paolo, ora si punta all’ennesima conferma in campionato, contro il Torino a San Siro.
Un anno fa Mazzarri con le sue scelte e le sue parole volle utilizzare la gara di Coppa Italia con l’Udinese per mostrare, anche alla società, la scarsa qualità delle seconde linee. Pagò con l’eliminazione, anche per alcune decisioni arbitrali, questa cervellotica scelta. Mancini invece, al di là di un certo turn-over quasi fisiologico, con la Sampdoria a San Siro ha presentato più qualità possibile e si è qualificato, grazie alle reti nella ripresa di Shaqiri, al debutto da titolare, e del solito Icardi, che nel primo tempo aveva sbagliato anche un calcio di rigore.
Certamente sulla Sampdoria ha pesato l’espulsione, fin’anche esagerata di Krsticic dopo poco più di dieci minuti, ma recentemente l’Inter non era stata capace di battere anche in superiorità numerica avversari ben più modesti della Sampdoria che, classifica alla mano, resta tra le migliori squadre del campionato.
Quel che si è capito è che, in certe situazioni, se si corre tanto e tutti insieme, si possono pure reggere anche quattro giocatori offensivi come Shaqiri, Podolski, Kovacic e Icardi. Con la Sampdoria, l’Inter ha creato e divertito, ma guai a dimenticarsi della partitaccia di Empoli di sabato scorso. Al di là della striscia positiva dei nerazzurri, solo con un filotto di successi si potrà parlare di reale metamorfosi. Per questo la gara col Torino vale più di quel che si potrebbe pensare.
Intanto non ci sono più dubbi, semmai ce ne fossero stati, sul fatto che solo con un certo carisma in panchina, Mancini ne ha da vendere e, soprattutto solo con una certa qualità in campo, Shaqiri e Podolski al di là della condizione hanno colpi e danno profondità, è possibile risorgere davvero. I detrattori, davanti al gol di Shaqiri, all’esordio, invitano a non illudersi, ma poterlo fare di nuovo è già un lusso. Molto meglio l’illusione che la rassegnazione di prima.
E nell’eterna ricerca di qualità, sul fronte mercato si continua a lavorare per il centrocampo.
Un anno fa Erick Thohir arrivò in Italia nella settimana decisiva e portò in dote Hernanes. Stavolta il tycoon indonesiano è tornato più o meno negli stessi giorni di mercato, certamente non solo per andare a San Siro a vedersi la partita.
Non a caso, dopo le difficoltà incontrate con l’Atletico Madrid per avere Mario Suarez, l’Inter ha virato a sorpresa sul croato Marcelo Brozovic, classe 1992, preso in prestito dalla Dinamo Zagabria scavalcando la concorrenza di Milan, Napoli e Arsenal. Arriva in prestito con riscatto a giugno tra i 6 e gli 8 milioni a seconda dei bonus.
Da Londra Piero Ausilio continua invece a monitorare le situazioni di Thiago Motta e di Lassana Diarra, impegnato in una vertenza con la Lokomotiv Mosca. In difesa è invece tornato alla ribalta il nome del 22enne colombiano Jeison Murillo.
Il mercato dell’Inter prevede anche 3 o 4 giocatori in uscita tra Alvaro Pereira, Mbaye, Kuzmanovic e, soprattutto Pablo Daniel Osvaldo, per il quale, dopo la sospensione dall’attività, si va verso la risoluzione del contratto per giusta causa. Osvaldo sta temporeggiando il più possibile, perché non vuole alcuna destinazione di ripiego, ma prima o poi la situazione dovrà sbloccarsi. Fosse per lui tornerebbe di corsa dalla Juve.
Thohir proverà a risolvere tutto nella prossima settimana, ma non è facile.
Intanto però c’è il Torino e i punti in classifica vengono prima del mercato.

 

 

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