Il giallo della lista europea

L’Inter ha utilizzato fino alla mezzanotte, cioè fino all’ultimo minuto, il tempo limite per consegnare la lista per la seconda fase di Europa League. Alla fine, com’era prevedibile, Mancini ha scelto Shaqiri, calciatore di proprietà dell’Inter e non Podolski, in prestito all’Inter, poiché, da regolamento, avendo entrambi partecipato alla Champions, uno dei due doveva comunque essere tagliato. Fuori ovviamente anche Brozovic, che aveva già giocato in Europa League con la Dinamo Zagabria. Questa attesa, mai così lunga, si è però tinta di giallo, con un retroscena che per qualche ora dev’essere girato attorno a Osvaldo. Nel pomeriggio era circolata la voce che Podolski in avrebbe potuto scavalcare in extremis Shaqiri per una ragione puramente tattica: con Palacio in queste condizioni, nel caso di infortunio di Icardi, Podolski è per caratteristiche più prima punta di Shaqiri, ma l’esigenza di essere più coperti in quel ruolo sarebbe andata di pari passo al reintegro anche di Osvaldo, che secondo alcuni si sarebbe definitivamente cosparso il capo di cenere con Mancini pur di tornare abile e arruolato anche per l’Europa.
Purtroppo, alla resa dei conti, si è trattato solo di un wishful thinking, come dicono gli inglesi, ossia di un travisamento ottimistico della realtà basato sul desiderio, nemmeno tanto segreto, di qualcuno di noi. Anche mio. La verità più vera è proprio che Mancini Osvaldo non lo vuol più vedere nemmeno in fotografia e la lista di Europa League è la pietra tombale su una brusca interruzione di rapporti, dove evidentemente è successo molto di più di quanto detto e scritto. Fino a oggi non avevo mai seriamente creduto all’ipotesi che l’Inter e Osvaldo si ritrovassero in tribunale. Il mondo del lavoro in fondo è pieno di cause minacciate, annunciate, ma poi mai aperte. Stavolta invece temo che ci siano tutti gli elementi perché la vicenda possa davvero finire male e a questo punto non credo più nemmeno che tra i due siano volate solo parole grosse e spintoni. Non si va in giudizio per qualche ‘vaffanculo’, ci si va invece per atti sui quali non si può proprio passare sopra, nemmeno in nome della ragion di Stato, che è poi l’Inter, che dovrebbe venire prima di tutto. Ve lo confesso: io alla sorpresa di Osvaldo in lista Europa League all’ultimo minuto ci ho creduto, soprattutto quando l’Equipe in Francia in serata lo ha ‘sparato’ online. Purtroppo pochi minuti dopo ho invece avuto la conferma definitiva del contrario: Osvaldo fuori. Fuori dall’Europa League e fuori per sempre dall’Inter. Peccato, rivedere Osvaldo in lista a sorpresa sarebbe stato quasi un colpo di mercato in extremis. Mi sarebbe piaciuto tanto. Ma qui la famiglia del Mulino Bianco non ha mai attecchito, ma non mi sogno neppure lontanamente di mettere in dubbio il diktat di Mancini. Lui i suoi ce li ha davanti tutti i giorni e sta faticosamente cercando di costruire un gruppo. Se è stato così rigido sulla vicenda, ancora di più che con Tevez al Manchester, che era il precedente su cui contavo, avrà i suoi motivi e nel solito casino Inter ogni tanto di qualcuno bisogna pur fidarsi.

14 Commenti su Il giallo della lista europea

  1. io ho fonti autorevoli che mi hanno detto che sia successo qualcosa di molto grave.mi sorprende che tu,così come altri giornalisti,speri in una riappacificazione. perchè se è vero ciò che è successo osvaldo non esiste più nel gruppo.non si dovrebbe mai fare in modo che le esigenze tecniche valgano più della morale e dell’educazione.fa bene mancini.anche se si infortunassero tutti osvaldo non esiste più.e mancini la pensa come me.

    • Questo mondo è pieno di gente che ha fonti autorevoli, ovviamente sempre anonime: uno tira in ballo l’autista di Moratti, l’altro il cugino di Branca. Ogni giorno mi scrivono decide di mitomani con gli scenari più assurdi. Non esistono fonti autorevoli in un mondo in cui si sparano cazzate a vanvera ad ogni minuto e ognuno cerca di far passare quel che gli conviene. La storia del calcio racconta invece di zuffe in qualunque spogliatoio risolte, anche solo per il comune interesse, dopo qualche settimana o di calciatori di una stessa squadra che nemmeno si salutavano ma hanno vinto titoli a raffica
      GLR

      • Qualcosa di veramente grave comunque deve essere successo al di là di tutto. Non credo che sia stata solo una zuffa o un vaffa. Alla fine per arrivare ad una causa milionaria e buttare fuori un giocatore dalla rosa e pure da Appiano, pur sempre valido come Osvaldo, qualcosa di estremamente serio ci deve essere stato e non solo all’Olimpico. Osvaldo comunque si sa che è una ” testa calda” e la conferma è che ha cambiato più squadre che mutande.

      • Tutta invidia la tua! Se Topo Gigio ed il pupazzo Rockfeller parlano con altri e non con te non devi prendertela troppo… :-) :-) :-)
        A proposito, la talpa è il giardiniere di Moratti!

      • Ciao GLR, l’unica fonte certa è Mancini che non lo vuole più nemmeno vedere in foto, e forse ha ragione dal momento che neanche il Milan che di solito tutto quello che passa dall’inter lo prende, oppure la Juve che ha preferito Matri lo hanno voluto.
        Per una volta direi brava alla società che sta facendo quello che dice l’allenatore, e spererei che i tifosi dell’Inter la smettessero con dichiarazioni tipo siamo tafazzisti o cose del genere.

  2. Da un certo punto di vista mi sento di dire che le scenate di Osvaldo in campo, prima verso Nagatomo e poi verso Icardi, erano in fondo anche giustificate nel merito, visti gli errori marchiani a raffica nei passaggi e nei contropiede che la nostra squadra commette ogni domenica… Purtroppo, nei modi ha sbagliato… Se poi è successo anche qualcosa di più grave negli spogliatoi, benissimo fa la società a escluderlo, cederlo, fargli causa… Certo che, come si dice, piove sempre sul bagnato, eh!

  3. Osvaldo non è Maradona, anche se crede di esserlo. Quindi meglio fidarsi di Mancini.

  4. Osvaldo è un caratteraccio e, forse, si spiegano le sue ” taccata e fuga ” presso tutte le squadre in cui ha militato – giusto non passare sopra i fatti gravi dopo Juve-Inter – tuttavia la sua mancata presenza nella lista Eurpa League, visto lo status, in ogni senso, dei nostri attaccanti, ha il sapore di piccola “tafazzata”

  5. Il Mancio è davvero cambiato. E’ sempre stata, fin dai tempi in cui giocava, una persona che denotava intelligenza, ma questi anni anglo-turchi lo hanno davvero fatto crescere ancora di più in spessore. Poi magari il tempo dirà che sta sbagliando tutto, però dà davvero l’impressione di essere una persona che ha tutto sotto controllo (mentre se ci pensi nei primi anni nerazzurri era molto più nervoso, anche nei post-partita). Che dire….sperèm in ben!

  6. Fabio Primo // 4 febbraio 2015 a 18:08 // Rispondi

    L’argomento EL non mi appassiona, primo perchè le possibilità di arrivare in finale sono vicine allo zero, secondo perchè l’Inter ha un problema molto più importante che è la classifica del campionato

  7. Sicuramente un giocatore dai piedi buoni come Osvaldo sarebbe stato utile in coppa (dove passa il turno chi sbaglia di meno) ma penso che la serenità nello spogliatoio favorisca lo spirito di gruppo e spero spirito di sacrificio per superare gli attuali problemi tecnico-tattici (mi piacerebbe che la nostra squadra avesse un’anima d’acciaio come l’Atletico Madrid!)

  8. Chissà perchè alla Juve si è comportato bene, io una risposta potrei anche immaginarla.
    Forse perchè le Società si comportano diversamente dall’inizio?
    E la scenata di Icardi e Guarin con i tifosi?
    Può magari ET intervenire anche su questo fronte, mettendo qualcuno con gli attributi, please?

  9. La questione per me più importante è una sola: l’Inter ha, o non ha bisogno di una guida ferma e sicura? Sappiamo ben tutti che senza buoni giocatori nessuna squadra può pensare di vincere una CL (il derby madrileno l’ha “purtroppo” confermato) ma, senza un’ anima (allenatore e società) non si va da nessuna parte. Il Triplete è stata una combinazione di ottimi giocatori e un mister con le palle grosse così.
    Ve lo ricordate come Mou risolse il caso Balottelli? 😉

  10. Se oggi a distanza di un mese ancora non sappiamo realmente cosa sia successo a Torino fra Osvaldo e l’Inter è sinonimo di bene, vuol dire che per una volta i panni sporchi li abbiamo lavati in casa nostra e io mi fido di Mancini. Un tempo alle 8 del mattino di domenica con la squadra in ritiro ad Appiano sapevi che Vieri e Di Biagio avevano dormito la notte a casa loro per via del troppo caldo in camera.

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