Moratti e Thohir, due mondi diversi

Massimo Moratti, un presidente-tifoso; Erick Thohir un presidente-manager. Due modi completamente diversi di vedere e di gestire una società di calcio. Uno ha sempre anteposto la passione ai conti fino a farsene travolgere, l’altro ha sempre seguito più che le partite di calcio quelle doppie dei bilanci. Uno, se gli girava, si svegliava la mattina e comprava Ronaldo, all’epoca il calciatore più forte del mondo, l’altro è cresciuto a pane e marketing. Uno sognava e faceva sognare a suon di nomi altisonanti, l’altro vive di realismo. In realtà, fuori dai tipici polveroni mediatici da fine stagione, mi stupisco di chi si stupisce. Era logico che due uomini con filosofie tanto diverse potessero avere qualche giro a vuoto prima di incontrarsi,  ma il bene comune è l’Inter, perché per uno è sempre una questione di cuore e per l’altro è comunque una questione di orgoglio. E che il bene comune sia l’Inter i due se lo sono ribaditi a chiare lettere anche durante l’ultima abbuffata di Inter, fino alla cosa più importante, il denaro necessario per risanare e rilanciare il club: i 230 milioni di euro garantiti da fondi internazionali. Insomma, al di là di comprensibili difficoltà, la macchina si è rimessa in moto, ma per tornare a pieni giri occorreranno due, tre anni e tanta pazienza, quella di cui dovrà armarsi giocoforza il pubblico interista.

18 Commenti su Moratti e Thohir, due mondi diversi

  1. Alessandro // 29 maggio 2014 a 09:40 //

    Mondi diversi. Opposti mi verrebbe da dire. Ma, come insegna la retorica, spesso gli opposti bilanciano l’equazione 😉 A parte gli scherzi, Moratti non lo scopriamo di certo oggi. Grande riconoscenza, ma ne ha combinate di tutti i colori. Ha riempito le tasche a Dio solo sa quanti loschi figuri. Da gestore di costi che spesso sono (o meglio mi cimento) apprezzo molto le idee che Thohir sta perseguendo. Speriamo che i fattori socio-economico-ambientali (come lui ama definire) lo aiutino.

  2. Roberto Scibetta // 29 maggio 2014 a 10:02 //

    Più di questa evidente contrapposizione tra Moratti e Thohir, non ancora esplosa (ma potrebbe avvenire presto..) mi ha un po’ stupito ed infastidito sentire le parole di Zanetti. Il Capitano (resterà tale per sempre) ha a mio avviso sparato a zero su WM e Thohir, con stile e savoir faire, ma in modo deciso. Ha contestato le scelte del tecnico di non farlo giocare nel derby e la scelta della società di non rinnovare il contratto al Cuchu. Umanamente lo capisco, però da un dirigente della società

  3. Federico // 29 maggio 2014 a 10:03 //

    Ognuno di noi ha la propria opinione ma personalmente Tohir incarna quello che è il mio sogno da parecchi anni a questa parte: avere come proprietario dell’Inter un manager serio, competente e soprattutto in grado di non guardare solo all’oggi ma anche al dopodomani..
    Moratti ha fatto tanto per l’Inter ma è dal giorno dell’esonero di Simoni che dal mio punto di vista ha dimostrato di non essere all’altezza di guidare una società come l’Inter. Grazie a lui abbiamo vinto ma molto meno del dovuto..

  4. Giuseppe // 29 maggio 2014 a 10:44 //

    Adesso ti domando: preferisci il cuore o la razionalità ?

  5. Si ok sono due personaggi agli antipodi, ma Moratti certe dichiarazioni al massimo doveva dirle privatamente e non darle in pasto alla mai nostra amica stampa.
    In realtà è troppo viziato e primadonna, e secondo me quello che gli da davvero fastidio è di non essere più il protagonista e non avere più folle di giornalisti ad attenderlo sul marciapiede della Saras. Ci sarebbe molto da discutere anche sull’operazione di maquillage finanziario di Thohir con debito finanziato da altro debito.

  6. Fabio Primo // 29 maggio 2014 a 17:14 //

    Io come credo la maggioranza degli interisti , dopo 3 annate a secco e a mangiare polvere , sono già stufo , e la pazienza è esaurita. L’idea di guardare (e gufare) ancora gli altri vincere per altri 2 o 3 anni non mi garba affatto.

  7. Silvio da Torino // 29 maggio 2014 a 18:24 //

    L’importante è che ET si fidi di Moratti per questioni a lui poco chiare e che arrivino questi benedetti soldoni per allestire una squadra degna della nostra gloriosa maglia. ET deve italianizzarsi un pochino e Massimone deve mettere un pò da parte i sentimenti (non troppo) ed entrare di più in ragionamenti manageriali nel calcio. Devono aiutarsi a vicenda e sono sicuro che il futuro sarà roseo anche se il climax raggiunto nel Maggio 2010 sarà ben difficile ripeterlo almeno a tempi brevi. Amen.

  8. Bene, ora siamo tutti più tranquilli. Quindi che si fa? Ci si dà fuoco davanti alla sede di corso Vittorio Emanuele? Si va a dar da mangiare alle anatre al parco? Ci sono tante cose da fare nella vita. Grazie aL cielo non c’è solo il calcio!
    GLR

  9. Non è questione di preferire, non siamo ad un test su una rivista sotto l’ombrellone: a volte mi sembra di parlare con i muri. Non si può scegliere. Non esiste un piano alternativo a Thohir e alla sua gestione. Spero che prima o poi anche i più tardi ci arrivino.
    GLR

  10. Non è ancora un dirigente della società…
    GLR

  11. Niente…ci vorranno anni perché si impari a scrivere correttamente il cognome del Presidente dell’Inter: Thohir! Non vincerà finché anche l’ultimo tifoso non smetterà di scrivere Toir, Tohir, Thor, Capitan America e l’Uomo Ragno
    GLR

  12. Gianky // 30 maggio 2014 a 02:34 //

    Grande riconoscenza x Moratti, ma io sto con Thohir. Ha un compito molto difficile da portare avanti, sistemare i conti dell’Inter mantenendo la squadra a buoni livelli. Ci vorrà pazienza e buon senso anche da parte dei tifosi. E chi magari lo criticherà xché non comprerà i top player dovrebbe ricordarsi chi è stato a creare un bilancio perennemente negativo, non certamente lui.

  13. Fabio Primo // 30 maggio 2014 a 11:24 //

    Al Milan sono sempre avanti rispetto a noi: adesso hanno Casa Milan , una casa di riposo per tifosi depressi, ove possono riammirare i vecchi trofei, anche se costa 15 euro solo l’ingresso

  14. Francesco // 30 maggio 2014 a 13:55 //

    Io ritengo che il MALE OSCURO che ha sempre impedito all’Inter di diventare veramente GRANDE è stata la PRESUNZIONE DI ESSERLO… per diritto divino!!!
    Penso che SOGNARE oltremisura, grazie a Moratti, abbia alimentato un modo sbagliato di gestire la società, basato sulla sottovalutazione delle debolezze strutturali e sulla sopravvalutazione delle proprie possibilità.
    Credo che un graduale ritorno alla parità di bilancio sia salutare e rappresenti un ritorno alla NORMALITA’ dall’abituale PAZZIA

  15. Francesco // 30 maggio 2014 a 14:11 //

    Ci sarebbero 3 strade da percorrere:
    1- Vivacchiare tra il 3° e il 9° posto per i prossimi 20 anni sperando in qualche Coppa Italia!
    2- Sperare in qualche altro Moratti che butti un sacco di soldi e ci illuda di brutto vincendo alla fine forse un’Europa League in 20 anni… perché gli anni 2006-2010 sono frutto di una serie notevolissima di coincidenze fortunate quindi irripetibile!!
    3- Credere in un manager come Thohir, realista e concreto, che PROVI a fare dell’Inter una GRANDE SOCIETA’!

  16. Per quanto ho capito dei personaggi in questione ritengo che un Thohir sia una manna dal cielo di questi tempi. Ti salva dai debiti e punta al risanamento senza smembrare la squadra. Basta soffermarsi a guardare l’altra sponda del naviglio in cui gente vecchia e superata ha indebolito la squadra e reso la società un casino. Praticamente uno scambio di ruoli tra Inter e Milan. Saluti.

  17. Ma i mezzi ci arrivano? E’ un po’ fuori città rispetto a Corso Vittorio Emanuele! :)
    Sempre più cugini di campagna…
    GLR

  18. Sono complementari, l’uno bilancia l’altro.
    Dal punto di vista prettamente “gestionale” meglio Thohir, sembra avere le idee chiare sul come organizzare una società che deve fatturare;
    dal punto di vista “emozionale” Moratti porta un cognome che vuol dire Inter.

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