L’Inter e i suoi amici

Il titolo potrebbe essere: a volte ritornano. All’Inter poi tornano tutti. Prima Moratti che, al di là delle dimissioni da Presidente Onorario, non se ne è mai andato, poi Mancini, ora secondo certa stampa Ernesto Pellegrini, già Presidente nerazzurro dal 1984 al 1995, è sempre più desideroso di avere un ruolo attivo in società. In realtà Pellegrini è azionista dell’Inter da sempre. Lo è tuttora, anche se con una manciata di azioni.
Già nel momento del closing, mentre il pacchetto azionario di maggioranza passava da Moratti a Thohir, l’Ernesto aveva lanciato l’idea di una cordata di imprenditori italiani che rilevasse l’Inter direttamente da Moratti. Ma allora aveva detto subito che lui aveva comunque già dato ed era francamente un po’ tardi per venir fuori con piani alternativi. Di lì in avanti Thohir e Pellegrini si sono parlati e conosciuti e potrebbero vedersi anche nei prossimi giorni. Ma dare una mano a Thohir, o all’interno della sua quota o di quella di Moratti, costa parecchio ed è quindi difficile che Pellegrini possa davvero tornare in società Certo potrebbe alzare un po’ la sua quota attuale di azioni, ma non ai livelli di Moratti, né tantomeno di Thohir. Oggi il calcio è diventata un’azienda da centinaia di milioni di euro l’anno, onestamente fuori portata per Pellegrini che infatti, prima accelera, poi frena. Per la serie: “vorrei, ma non posso!” Resta comunque fisiologico che presto un grande club calcistico sia destinato anche in Italia a non essere più unipadronale o monocratico. In fondo, sparando un po’ alto, chi può identificare il proprietario assoluto della General Motors o di una qualunque public company anglo-americana? In ogni caso, fa sempre piacere sapere che l’Inter ha sempre diversi amici pronti a sostenerla, almeno a parole.

8 Commenti su L’Inter e i suoi amici

  1. Marco Ferrara // 21 novembre 2014 a 10:10 //

    Favorevole a qualsiasi soluzione porti l’Inter ad avere nuovamente solidità economica; come scrissi tempo fa, evitiamo però i pastrocchi. Onestamente Pellegrini ha già dato, bisogna guardare avanti, non tornare indietro…Per rimanere in tema calcistico, un modello (purtroppo difficilmente riproducibile) è il Bayern: Allianz, Adidas e Audi hanno ognuna una discreta percentuale di quote.

  2. Francesco // 21 novembre 2014 a 12:10 //

    Sarebbe una cosa moderna e molto intelligente una multi-proprietà che permetta di suddividere fra i soci oneri e onori. Ed io sarei molto felice di vedere ulteriormente diminuita la presenza ingombrante di Moratti su quest’Inter.
    (x J.B) Ho gioito eccome per le grandiose vittorie del recente passato, ma nemmeno per un secondo ne ho ritenuto il presidente il principale responsabile. Anzi ho considerato Mancini e Mourinho degli DEI in terra per esserci riusciti NONOSTANTE la sua presenza…!!!!!

  3. Silvio da Torino // 21 novembre 2014 a 12:38 //

    Noi interisti siamo di palato fine, ma anche dei romanticoni e spesso ci piace rivedere facce amiche, possibilmente facce che ci hanno portato vittorie. Pensa che bello portasse un po’ di capitali il buon Ernestone (cuoco degli Agnelli nei tempi che furono) ed addirittura si chiedesse un prestito a Lady Renata Fraizzoli vedova del grande Ivanoe, presidente dal nome romantico (e dai) e re dei tessuti. E poi Massimone con Mao e Visconti di Modrone. La formazione pero’ lasciamola a Roberto Mancini.

  4. Roberto Scibetta // 21 novembre 2014 a 14:25 //

    Mi sono fatto l’idea che investire nel calcio fosse interessante per: 1) il ritorno di immagine che appaga desideri di visibilità (vedi MORATTI e LOTITO, tra gli altri) e che può servire per “lavoro (vedi BERLUSCONI), 2) motivi fiscali, 3) guadagno (caso relegato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A POCHISSIMI IMPRENDITORI ILLUMINATI, vedi i Pozzo e pochi altri).
    Ora, vista la crisi economica, il tema “immagine” è molto depotenziato (anzi ..) e quello fiscale è sparito del tutto…

  5. Sarò sempre riconoscente a Ernesto Pellegrini, se non altro per aver portato a milano il mio idolo di sempre, L’immenso Kalle.
    Uno dei più forti giocatori mai visti. Non avesse avuto infortuni probabilmente la Germania avrebbe un paio di titoli mondiali in più.
    Franco

  6. Fabio Primo // 22 novembre 2014 a 12:16 //

    Anche a me fa tenerezza il buon vecchio Ernesto , che ha recentemente aperto a Milano un ristorante ad un euro a pasto per gli indigenti.
    Se non avesse fatto la follia di cedere Bagni appena arrivato, avremmo vinto lo scudetto al suo primo anno di presidenza

  7. Paolo Sabiu // 22 novembre 2014 a 15:34 //

    Pellegrini ebbe la sfortuna di doversi confrontare con il 1° Milan di Berlusca, che all’epoca aveva raggiunto livelli di gestione imprenditoriale e di competitività inarrivabili per chiunque. Il Cavaliere poteva permettersi di comprare campioni di livello internazionale solo per toglierli alla concorrenza (inventandosi la cosiddetta ‘panchina lunga’, composta da riserve di lusso strapagate).
    Ernesto provò a stargli dietro, ma non venne ripagato dei suoi sforzi economici in termini di risultati.

  8. Jack Berga // 25 novembre 2014 a 13:02 //

    niente di male francesco se io e lei continueremo a pensarla in modo molto differente. Per me, chi mette sul piatto tutti questi soldi e, lo sappiamo bene, ascolta pochi consigli e crea squadre come quelle che ha creato Moratti (ALLENATORI COMPRESI), ha SEMPRE i maggior meriti e le maggiori colpe. Quindi, per me, grazie sempre Moratti per averci resi unici e fieri di essere interisti. JB

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