Champions: pensieri in libertà

Stavolta avevo seguito il consiglio di qualche cugino di campagna: “Vai al cinema durante le serate di Champions!” – mi aveva detto. Non sono andato proprio al cinema, ma a teatro, anzi proprio nel teatro di proprietà di Silvio Berlusconi, il Manzoni, a vedere lo spettacolo di cabaret “Stasera non Escort” con le bravissime Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni.
Solo che il Manzoni è completamente schermato ai cellulari, lo spettacolo era in un unico atto e cominciava proprio alle 20.45. Cos’ non ho saputo nulla di Atletico Madrid-Milan fino alle 23, quando risalendo di corsa le scale verso l’uscita col cellulare che mi diceva solo ‘Ricerca rete in corso’ ho appreso da una maschera, il cuore nerazzurro Ivan, della batosta di Madrid. Ancora fuori agli ottavi e con quattro gol sul groppone, come col Manchester United e col Barcellona, tanto per citare solo le ultime edizioni di Champions.
A casa ho poi rivisto la partita a notte fonda. Che dire del presuntissimo campione che solo un anno fa i rossoneri festeggiavano al solito ristorante perché era finalmente arrivato nella squadra giusta di Milano? Lui si crede ancora più forte di Ibra, ma io vi avevo avvisato per tempo.
Insomma scrivo queste righe, in colpevole ritardo e su pressante richiesta, solo per dire ai tifosi interisti, ovvero i più incontentabili del mondo, che a volte si lavora da cane anche da altre parti. Vogliamo parlare del mercato del Milan, tra Matri, Honda, Taarabt e compagnia bella? Davvero l’operazione-nostalgia Kakà, con gli altissimi costi d’ingaggio è stata così fantastica come ve l’ha raccontata Galliani? Intendiamoci, Ricky ha piedi che il Italia fanno ancora la differenza, ma dura al massimo un tempo. E se il migliore è ancora lui…
Insomma tanti saluti alla Champions che chissà quando rivedremo a Milano. Noi, cugini di città, l’abbiam vinta per ultimi, ai cugini di campagna restano le rivisitazioni storiche, ma qualcuno dovrebbe raccontargli di due amministratori delegati che non si sopportano e lavorano a compartimenti stagni con due staff in assoluta concorrenza tra loro o, a quanto ho saputo, della bella sede nella periferia di Milano, costata più di dieci milioni di euro e che non è neppure di proprietà dell’ AC Milan, a differenza del terzo piano nella centralissima via Turati, che ora è lì, tristemente sfitto. Li avesse fatti l’Inter tanti colpi di genio, tutti insieme…
Ancora alla vigilia, Galliani andava bofonchiando: “Siamo a Madrid per scrivere la storia!”.
In effetti uscire sempre agli ottavi con 12 gol complessivi nei retour-matches di tre edizioni è storico! Bentornati sul pianeta Terra, dove se la Premier vi regala Essien o Taarabt o se il Montpellier vi rispedisce Niang per disperazione, qualche ragione tecnica ci sarà!
Eppure Seedorf  è un genio anche se pensa di allenare gente forte com’era lui, mentre quel provinciale di Mazzarri è da cacciare subito a calci, anche se senza rigori a favore è laddove la scarsa qualità della squadra nerazzurra avrebbe condotto chiunque, ossia dietro Juve, Roma, Napoli e Fiorentina. Per ora…

4 Commenti su Champions: pensieri in libertà

  1. Marco Ferrara // 15 marzo 2014 a 12:39 // Rispondi

    Però, come gioca bene il Milan di Seedorf…!!! Cit.

  2. Silvio da Torino // 15 marzo 2014 a 16:46 // Rispondi

    Che altro da aggiungere? Uno dei commenti più belli degli ultimi anni. Peccato non riguardi un grande successo della nostra Inter, ma il declino di quelli che hanno la Champion’s nel DNA, quelli che non sbagliano un colpo, quelli che rivitalizzano campioni al tramonto e quelli che vivono in una società idilliaca tipo Shangri-La. Balotelli lo consideravo un sopravvalutato già quando era da noi. Gli anni sono passati ed è migliorato pochissimo e senza Champion vorrà cambiare aria. Palla a Raiola.

  3. Gian Luca, il Milan e’ decaduto da tempo e lo sanno tutti ma proprio tutti e la colpa e’ di chi ha abbandonato la barca o se n’è disinteressato demandando o circondandosi di gente non troppo competente o che ha fatto il proprio tempo (Gallani ad esempio). Seedorf secondo me diventerà un grande perché conosce il calcio e saprà far apprezzare a tutti il proprio lavoro. Ai milanisti manca il gioco e non i risultati dato che il calcio in primis e’ uno spettacolo. Mazzarri e’ un piazzato cronico. AF

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