Moratti fuori dalla mischia

Dal febbraio 1995, da quando cioè Massimo Moratti è assurto alla presidenza dell’Inter, c’è sempre stato il rito, di norma in scena al lunedì mattina, della sua intervista. Sia che andasse tutto bene sia che girasse male. “Sono fuori dalla mischia” ha sibilato Moratti il lunedì dopo Inter-Verona prima di sparire nel traffico del centro città, sottraendosi al rito e dribblando i cronisti in attesa. Da allora solo brevi comparsate, come quella alla Presentazione del libro di Gianni Riotta su Capitan Zanetti. Il Presidente vuole abituarsi, ha azzardato qualcuno, al nuovo status che da metà novembre non lo vedrà più come azionista di maggioranza dell’Inter dopo 18 anni e rotti. In realtà è già capitato che qualche volta il rito dell’intervista a bocce ferme saltasse per i motivi più disparati e dall’altra parte del mondo, a +7 ore di fuso orario, Erick Thohir non manca mai di coinvolgere Moratti in ogni intervista sul futuro societario. Entrambi sembrano nella fase nel reciproco rispetto dei ruoli: ognuno, al momento, è pronto a lasciare all’altro il proscenio, ma vedrete che il rito dell’intervista a Moratti non mancherà mai, almeno per tutta questa stagione.
Troppo importante, al di là della crudezza dei numeri e delle percentuali azionarie, l’immagine di Moratti nel mondo Inter. Magari lunedì scorso il Massimo aveva solo altro a cui pensare, ma l’amore per l’Inter è troppo forte per sottrarlo alla mischia e il rito ricomincerà.

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