L’Inter che vince è Baresi

Pubblicato su Style – Il Giornale, venerdì 22 febbraio 2013

Esiste un’Inter che non ha ancora smesso di vincere dopo quella di Moratti che dal Triplete del 2010, in tempi di crisi, fatica a ritrovarsi. L’altra Inter è l’ASD femminile Inter Milano, dove ASD sta per Associazione Sportiva Dilettantistica, che guida il girone C del campionato di A-2. L’idea che ci potesse essere anche un’Inter di ragazze coi colori nerazzurri è venuta qualche anno fa a Elena Tagliabue, che da signora però fa Baresi, come Beppe, ex capitano delle Inter Campioni d’Italia di Bersellini e di Trapattoni e poi vice-allenatore nerazzurro, ieri con Mourinho e oggi con Stramaccioni.
In casa Baresi si è sempre respirato calcio, anche per via di Franco, storico capitano dei Milan di Sacchi e Capello e Regina, la primogenita di Elena e di Beppe, è stata la prima a calcare le orme di famiglia.
A 10 anni, la piccola Regina giocava già a pallone in cortile coi maschietti, altro che bambole e danza. Poi ci ha provato il secondogenito Simone, fermato però da un brutto infortunio a soli 15 anni.
Regina Baresi è uno dei punti di forza dell’ASD femminile, una mezzapunta che segna e fa segnare e gioca perché è brava, non per il cognome che porta. Il calcio ce l’ha nel sangue, tant’è che con la famiglia ha appena aperto a Milano il Golden Ball, un football shop in via Novara 87, ad un tiro di schioppo dal tempio di San Siro.
Anni fa Regina fu a un passo dalla Fiammamonza – ricorda Elena – società di calcio femminile tra le meglio organizzate, ma a quei tempi era difficile conciliare scuola, allenamenti e trasferte. Ma ha talento e fosse nata maschio, a sentire mio marito, avrebbe fatto strada!”
La vera storia dell’ASD femminile Inter Milano comincia nella primavera del 2007.
“All’inizio c’erano Le Azzurre – racconta Elena – che giocavano a Corsico, mentre a Gaggiano era nata una FC Inter femminile, ma non c’erano abbastanza soldi per andare avanti. Così, incoraggiati da mio marito, noi genitori delle ragazze ci siamo associati per rilevare il titolo sportivo della Romano e nel marzo 2007 abbiamo fondato l’ASD Inter femminile. Due anni in serie B e poi la promozione in A-2”.
Giocano bene le fanciulle nerazzurre, che hanno appena vinto il derby di ritorno all’Arena Civica di Milano superando 6-0 le cugine del Milan, dopo il 5-0 dell’andata. Consolidato il primato in classifica, ora le interiste volano verso la promozione nella massima serie calcistica in gonnella. Ma quella dell’ASD femminile Inter Milano resta prima di tutto una storia di passione, perché qui il concetto d’ingaggio non esiste.
Tutte le ragazze lavorano o studiano – spiega Elena – e tre sere alla settimana mollano tutto per venire ad allenarsi a Settimo Milanese. Poi la domenica si gioca in campionato. C’è chi viene da Bergamo, chi da Lodi, ricevendo un semplice rimborso-spese.
Oggi l’ASD femminile Inter Milano è una società organizzata con 150 calciatrici suddivise in 7 rappresentative “ma quando siamo partiti, c’erano solo 40 ragazze e tre squadre” – precisa Elena – e siamo cresciuti anche grazie all’interesse di alcune persone. Mio marito Beppe è ovviamente coinvolto anche emotivamente in questa avventura e una volta è venuto a dirigere un allenamento delle ragazze. Anche Cambiasso ci segue con affetto e mi chiede sempre notizie della squadra. L’anno scorso Julio Cesar ci ha perfino organizzato un’amichevole con una selezione di calciatrici brasiliane in visita in Italia”.
I costi di gestione dell’ASD femminile Inter Milano si aggirano attorno ai 150.000 euro a stagione, coperti in buona parte dagli sponsor. Si va dal settore giovanile, con le più piccole che fino a 12 anni giocano nei tornei maschili, alla prima squadra. Tutte rigorosamente in divisa sociale nerazzurra Nike con lo storico marchio Pirelli, come l’FC Internazionale, perché anche Marco Tronchetti Provera ha fatto la sua parte. E il sito www.asdfemminileintermilano.com è aggiornato quotidianamente.
Il primo ad aiutarci è stato Massimo Moratti con un contributo personale – confida Elena – e in questi anni, oltre che su di lui e su sponsor come Acer, Trait d’Union e Pirelli, abbiamo potuto contare su amici che volontariamente continuano a dedicarci il loro tempo, come il dirigente addetto alla panchina Giorgio Graziano e tutto il personale tecnico e medico. E ci sono aziende che ci danno una mano come Herz, Dab Pumps e Edilkamin”.
Un vero e proprio apparentamento con l’FC Internazionale però è ancora lontano, anche se qualcosa si sta muovendo. L’ASD femminile Inter Milano è già stata inserita nel circuito di Inter Campus e tutti gli allenatori, a cominciare dal mister della prima squadra Carmelo Malgeri, frequentano i corsi d’aggiornamento di casa Inter, senza contare il coinvolgimento delle calciatrici nerazzurre in alcune iniziative a San Siro.
Soprattutto dal punto di vista calcistico – osserva Elena – viviamo in un Paese piuttosto maschilista, ma dopo Moratti sembra che anche il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis stia pensando a qualcosa del genere. Facciamo spesso selezioni e giornate aperte per chi vuole provare a giocare a calcio partecipando ai nostri allenamenti. Abbiamo ragazze di talento, come il difensore Francesca Vitale che è nella Nazionale Under 19, mentre le centrocampiste Aurora Galli e Giorgia Bracelli sono già in Under 16. Se vinceremo il nostro girone, andremo direttamente in serie A-1 e a quel punto alcune delle nostre ragazze potrebbero entrare nel giro della Nazionale maggiore di Antonio Cabrini”.
Rispetto ad altri Paesi, il calcio femminile in Italia è indietro anni luce. Al di là degli Stati Uniti, dov’è lo sport più praticato, in Europa, specialmente nel Nord, ogni club ha una sua sezione femminile. Da tempo Barcellona e Paris Saint Germain sono polisportive aperte ai due sessi.
La spinta più importante però potrebbe arrivare proprio dall’UEFA, la massima istituzione calcistica europea, che sta valutando l’obbligo per i club calcistici continentali di istituire nel giro di pochi anni una propria divisione femminile.
Oggi è difficilissimo rosicchiare al calcio maschile un piccolo spazio sui media – conclude Elena – le nostre partite fanno dai 100 ai 300 spettatori, più del doppio all’ultimo derby all’Arena di Milano, ma molti non sanno neppure che esistiamo”.
Chissà che da oggi l’ASD femminile Inter Milano non abbia qualche tifoso in più.

 

 

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