Argentina: Boca, è bello credere a Riquelme

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com

Come un fulmine a ciel sereno è arrivata una telefonata di Riquelme a Bianchi, con la richiesta di poter tornare a giocare.
Ancora per qualche giorno non si deciderà nulla, almeno fino a quando il presidente Angelici non sarà rientrato dalla trasferta in Qatar. Comunque vada a finire, però, in discussione è innanzitutto l’atteggiamento del giocatore. Vale allora la pena di ripercorrere la vicenda fin da ora.

Il possibile ritorno del ‘Mudo’ a vestire la maglia ‘azul-y-oro’ occupa le prime pagine dei giornali argentini e ancor prima è il principale argomento di discussione fra tutti i tifosi del Boca già dalla scorsa estate europea. Appena conclusasi la finale di Libertadores persa contro il Corinthians a luglio, infatti, il giocatore aveva dichiarato che non avrebbe continuato nel club perché si sentiva ‘vuoto’ (al che Maradona, per una volta spiritosissimo, gli aveva replicato che allora avrebbe dovuto ‘riempirsi’). Nei mesi successivi, quindi, man mano che la sua ormai ex squadra andava sempre peggio sotto la nuova presidenza e la conduzione tecnica di Falcioni, con cui non aveva mai avuto un buon rapporto, da parte sua non erano mancati appunti. Che poi, proprio ex squadra il Boca non era e continua a non essere. Il contratto infatti non è scaduto e finché non gioca l’unica differenza è che non riscuote lo stipendio, mentre qualsiasi eventuale accordo con un’altra società comporterebbe il pagamento di una penale da parte sua o più facilmente di chi ne acquistasse i servigi.

Il mese scorso si era scritto un altro capitolo di questa telenovela. Con la firma di Bianchi, quindi con le redini della squadra (e forse qualcosa di più) di nuovo in mano all’allenatore con cui Riquelme aveva vinto tutto, sembrava proprio che quest’ultimo fosse in procinto di rientrare. Alla fine, però, le sue presunte richieste di prolungare la durata del vincolo e di essere pagato d’ora in poi secondo la quotazione del cosiddetto ‘dollaro parallelo’ che è superiore di quasi due punti rispetto a quella ufficiale (almeno un buon 20% in più) avevano portato alla rottura delle trattative.
Chissà però se dietro al suo addio prima e poi al suo mancato ritorno in quei giorni non ci fossero tanto queste apparenti pretese quanto piuttosto la sua intenzione di mantenere la parola data, cioè di non voler più giocare in un certo Boca – tant’è vero che l’inatteso rientro alla base di Bianchi l’aveva obbligato se non altro a valutare altre ipotesi. In questo caso, nemmeno l’amore professionale per gli Xeneizes (essendo in realtà da sempre tifoso del Tigre) avrebbe potuto mai reggere. E lo ha detto chiaro, Riquelme, al che ha sottolineato la sua diversità rispetto alla maggior parte dei protagonisti del calcio e non solo di oggi, chissà se volendo con ciò tirare qualche frecciata. Proprio partendo da questa sua fedeltà a una certa linea, quindi, adesso si può tranquillamente credere a un suo repentino ma genuino desiderio di tornare dopo aver visto come tutti dopo le disastrose prestazioni del precampionato che il nuovo Boca così com’è non è destinato ad andare lontano. Se la squadra ancora non gira, infatti, non sembra essere questione di tempo e assimilazione delle idee del tecnico quanto piuttosto di mancanza di sufficienti elementi validi. I risultati quindi non sono cambiati di molto rispetto agli ultimi mesi, ma forse proprio la difficile situazione in cui si ritrova ora Bianchi, a cui è legato, può averlo indotto a tornare sui suoi passi per contribuire alla causa.

Un altro motivo di fiducia nelle sue intenzioni dipende dalla lealtà sportiva sempre dimostrata quando giocava, che non dovrebbe essere soggetta a deterioramento. Con Palermo e Guillermo Barros Schelotto non andava d’accordo, ma non per questo si è mai rifiutato di passargli la palla e anzi è soprattutto grazie ai suoi spunti e assist che tutti e tre insieme, negli stessi anni in cui praticamente si ignoravano, hanno vinto campionati e coppe. Ugualmente impeccabile in campo era stato al Barcellona, al Villarreal e in Nazionale e se problemi relazionali ha avuto anche nel corso di quelle esperienze questi non l’hanno mai portato a dare meno con la palla fra i piedi. Semmai, ha pagato in prima persona con l’allontanamento. In base a ciò, quindi, è credibile che i suoi attriti col presidente Angelici, ora che Falcioni non c’è più, possano passare innanzitutto per lui in secondo piano a fronte dell’urgenza di far rendere bene il Boca sul campo.

Ora però sembra che ci sia da sciogliere il nodo dello spogliatoio. Presidenza e dirigenza, infatti, paiono indirizzate a dare l’ok alla reincorporazione nonostante la piazza sia divisa. Parte dello spogliatoio, invece, sembra che abbia già storto il naso all’idea di ritrovarlo. Ma se anche alla fine i giocatori schierati con lui fossero meno di quelli contro resta un fatto che attualmente non ci sono nella rosa figure di riferimento forti al punto da farglisi preferire o non sacrificabili al suo cospetto. E non ci sono neppure stelle capaci di far brillare il Boca quanto lo farebbe lui: non lo è Silva, non il ‘Burrito’ Martinez da poco arrivato (e che tutti volevano, in Argentina) e nemmeno Paredes, il giovanissimo trequartista che a dispetto dell’indubbio talento è ancora troppo inesperto per gestire la zona del campo che è sempre toccata al ’10’. Riquelme poi è l’uomo da coppa per antonomasia, e con la Libertadores quale obiettivo ‘xeneize’ non dichiarato ma evidente per il semestre a venire è ragionevole pensare che alla fine trionferanno le ragioni dell’idolo – che fra l’altro vanno di pari passo coi piani di Bianchi, forse mai arresosi all’ultimo ‘no’ del suo pupillo e reduce da manovre diplomatiche volte al suo reintegro rimaste ignote a tutti.

Viste le premesse, allora è bello credere a quel che dice Riquelme. Senza pretendere da lui la condotta lineare che ai più manca. In definitiva, a costo anche di essere frainteso, è rimasto fedele a se stesso finché ha potuto e rimangiandosi la parola solo per amore rischia, si fa per dire, di far tornare grande il Boca suo e di tutti i tifosi… anche quelli sulla carta duri e puri, che non condividono il suo atteggiamento. Perché, c’è da scommetterci, di fronte a una squadra di nuovo forte e di successo come quelle del passato chiunque dimenticherebbe tutto quel che sta succedendo.

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