8RitUEL: Inter-Tottenham 4-1 dts

MARCATORI Cassano al 20’ p.t.; Palacio al 7’, Cassano al 30’ s.t; Adebayor (T) al 7’ p.t.s.; Alvarez al 5’ s.t.s.
INTER (4-3-1-2) Handanovic; Jonathan (dal 2’ s.t.s. Ranocchia), Juan, Chivu, Zanetti; Gargano, Kovacic (dal 34’ s.t. Benassi), Cambiasso; Guarin (dal 26’ s.t. Alvarez); Palacio, Cambiasso (Belec, Pasa, Belloni, Colombi). All. Stramaccioni.
TOTTENHAM (4-4-2) Friedel; Walker, Gallas, Vertonghen, Naughton (dal 14’ p.t.s Caulker); Dembélé, Livermore (dal 25’ Lennon), Parker, Sigurdsson; Defoe (dall’11’ s.t. Holtby), Adebayor (Lloris, Huddlestone, Assou-Ekotto, Carroll). All. Villas Boas.
ARBITRO Bebek (Cro)
NOTE – Ammoniti Livermore, Friedel per c.n.r., Walker per gioco scorretto, Holtby per simulazione, Juan, Adebayor per gioco scorretto. Recuperi p.t.2’; s.t.3’; p.t.s.3’; s.t.s.2’

Dopo la rimonta sfiorata sul Tottenham, terza forza della Premier League, la madre di tutte le domande è se l’Inter, che stata sepolta dai gol di Udinese, Fiorentina, Siena e proprio dal Tottenham all’andata ed è naufragata nei primi tempi con Milan e Bologna in casa solo quattro giorni fa sia la stessa squadra che nel retour-match di Europa League ha fatto vedere i sorci verdi agli inglesi. Ci sarebbero da catalogare anche i secondi tempi del derby e di Catania, ma già così si fatica a capirci qualcosa. Già perché un filo logico non c’è e ora non si capisce nemmeno più se sia il caso, come qualcuno chiedeva da tempo e come Moratti sta(va) per fare, di intervenire con una mannaia anticipata sulla panchina di Stramaccioni.
Calciatori che domenica sera sembravano andare in direzione opposta al tecnico, non avrebbero potuto giocare la partita tutta cuore e orgoglio con Tottenham se fossero poi così stufi di chi li dirige.
Intanto, per la prima volta nel 2013, Stramaccioni ha messo in campo una formazione logica, visto che in panchina poteva contare solo su Alvarez e Ranocchia, oltre alla solita pattuglia di primavera: il 4-3-1-2 scelto ha finalmente giocato a calcio!
Guarin, unica nota stonata della serata, ha fatto da spalla ai due attaccanti, mentre Kovacic ha agito da vertice basso del centrocampo, anche se è stato fermato dai crampi sul più bello di una prestazione convincente.
A restituire voglia di vincere alla squadra sono stati i tre senatori più invisi ai rottamatori in servizio permanente effettivco: Chivu, col solito piede in plexiglass a dirigere dietro, Cambiasso, uomo ovunque con inserimenti e recuperi e Zanetti, coi polmoni di un vent’enne per 130 minuti.
Dal canto suo Cassano, alla sua migliore gara in nerazzurro, una delle migliori di sempre, ha staccato il bonus dei 200mila euro previsti per il raggiungimento di quota 20 tra assist e gol, ma in realtà con la doppietta e l’assist per il quarto gol di Alvarez agli inglesi è già salito a 22.
Fantantonio pareva aver esaurito le batteria già prima dell’intervallo, ma a metà della ripresa è ripartito coi circuiti d’emergenza come Terminator, mostrandosi decisivo fino ai supplementari. I tre gol che servivano sono arrivati nello spazio di un’ora, il quarto per la qualificazione è stato sfiorato da Cambiasso per questione di centimetri al 92°.
Spurs annichiliti, ma salvati da una zampata di Adebayor all’avvio del primo supplementare, su precedente leggerezza dell’ultimo entrato Benassi, perché il calcio non è matematica, ma mistero agonistico, a volte impietoso e crudele.
Antonio Cassano stavolta ha fatto il fenomeno: ha tirato in porta per primo, ha chiesto un rigore per una spinta alle spalle di Gallas e, dopo nemmeno venti minuti, ha schiacciato di testa in rete il primo gol ispirato da Palacio. Pochi minuti dopo con una verticalizzazione ha restituito il favore, ma il pallonetto del Trenza è finito sulla traversa.
In avvio di ripresa Cambiasso ha illuminato il percorso sul quale Palacio ha trovato l’angolino più lontano da Friedel e a quel punto l’Inter ha cominciato a crederci, completando la rimonta alla mezz’ora con una fortunosa punizione-flipper sulla quale Gallas ha infilato la sua porta.
Il Tottenham, impoverito oltremisura dall’assenza di Bale, fin lì si era fatto vivo grazie alle iniziative più o meno pericolose di Sigurdsson, Adebayor e Naughton, ma nei supplementari è ripartito meglio portando all’Inter allo sbandamento decisivo. Handanovic, dopo aver salvato sull’incornata di Vertonghen, ha respinto corto una minella da destra di Dembelé e Adebayor, fin lì impalpabile, ha anticipato tutti mettendo dentro. L’Inter però ha avuto ancora la forza di ripartire trovando il quarto gol con il subentrato Alvarez, fino al concitato finale, quando Ranocchia, spedito a fare il centravanti sui palloni alti, ha colpito di testa sopra la traversa. Il 4-1 finale non è bastato. Sarebbe stata una rimonta da leggenda, anche se resto convinto che l’Inter non avrebbe comunque vinto l’Europa League, avendo in rosa solo due punte, già chiamate a sobbarcarsi le dieci partite finali di campionato e il tentativo di vincere la Coppa Italia.
Per ora accontentiamoci di avere ancora un’anima e di aver rispolverato per una sera quell’orgoglio interista quest’anno intravisto solo in Juventus-Inter a novembre e nella rimonta di Catania. Alla fine tutti hanno sputato sangue, anche se è mancato Guarin, ma nemmeno lui è in condizioni fisiche straordinarie, mentre addirittura Jonathan è parso per una volta un calciatore: evidentemente doveva aver fatto una partita come questa, quando i nostri geni l’hanno portato via dal Brasile.
E a proposito di considerazioni sul mercato, visto che il Tottenham senza Bale se l’è fatta addosso oltre ogni ragionevole limite, ci sarebbe da chiedersi in che modo il costosissimo e giustamente celebrato André Villas-Boas abbia preparato questa partita, rinunciando troppo a lungo a Lennon. Fosse stato l’allenatore dell’Inter, dopo un’esibizione del genere, gli avremmo levato la pelle.
Un’ultima cosa: di solito dopo una partita di livello come questa è un florilegio di ‘grazie ragazzi’, ‘bravi comunque’ e amenità del genere. Credo sia del tutto fuori luogo: “Grazie!” dovrebbero dirvelo loro, per quello che avete sopportato in questa stagione. E magari, smettiamola anche con tutta questa letteratura pseudoromantica sulla ‘Pazza Inter’: chissenefrega di avere una squadra pazza, una vera squadra è razionale e continua: qui facciamo calcio, mica è soap-opera. Le Inter di Trapattoni, di Mancini e di Mourinho vincevano quando dovevano vincere, per poi magari perdere una volta su dieci. Nessuna di queste Inter batteva campioni d’Italia a casa propria e poi regalava puntualmente sei punti all’ultima in classifica e tanti, troppi punti a tutte le altre, dalla penultima in su.
Ora tutti preoccupati per la stanchezza con cui la squadra giocherà a Genova con la Samp, il vero bivio della stagione e di Stramaccioni. Lo sono anch’io, ma con l’Inter non c’è mai nulla di scontato.

 

 

90 Commenti su 8RitUEL: Inter-Tottenham 4-1 dts

  1. Peccato. Venire eliminati così è proprio un peccato. Doppio, perché con uno solo dei due gol divorati a Londra finiva al 90’. Triplo, perché giocando così la EL si poteva vincere, eccome.
    Viene ancora più rabbia, perché significa che è questione di testa più che di gambe. Ma da una partita così amara si può trarre una lezione: giochino così le prossime 11 e giocheranno anche la 12^, a Roma, il 26 maggio. E la vinceranno. Per il 3° posto, purtroppo, non dipende soltanto da loro e forse è tardi.

  2. Andrea Ibiza // 14 marzo 2013 a 23:23 // Rispondi

    Niente se ne ma, serata da Campioni. Sebbene amara, vittoria di grande spessore che Gianluca, consentimi di dedicare ad un grande cuore nerazzurro che ci ha lasciato troppo presto. Ciao Nick!

  3. pasquale somenzi // 14 marzo 2013 a 23:27 // Rispondi

    E’ arrivata la prima vittoria casalinga per Stramaccioni con 3 gol di scarto,
    infatti finora le piu’ “roboanti” vittorie erano state 2-0 contro Catania,
    Pescara, Cluj e Verona, il 3-1 contro il Chievo, nonche’ il 4-2 contro la squadra
    piu’titolata al mondo.
    L’ultima vittoria in casa con almeno questo scarto era difatti il 5-0 sul Parma del
    7 gennaio 2012.

  4. Qual è la vera Inter? In ogni caso, amo questi colori e questa squadra.

  5. Sostengo da sempre, che per amare la nostra squadra, che non cambierei con nessun’altra al mondo, soprattutto dopo 60 anni di amore, si debba avere sistema cardiaco di ferro – stasera altro attentato alle coronarie. rimangono la semi-finale con la Roma x la Coppa Italia e il più problematico 3° posto – proviamoci!

  6. Hai proprio ragione, oggi bisogna essere orgogliosi!
    Quando la squadra è almeno un po’ più al completo e resta compatta riusciamo ancora ad esprimerci bene. Ma quanto è forte Kovacic!
    Un ultimo pensiero lo voglio dedicare a Jonathan e Alvarez. Magari a questo livello non sono giocatori adeguati ma, umanamente, sono molto contento per la loro prestazione…
    Sempre Forza Inter

  7. Questa fantastica partita dà la risposta a coloro che dicevano che abbiamo una squadraccia. A mio parere invece tutto dipende dalle motivazioni. Ecco! Forse Stramaccioni deve diventare anche un motivatore alla Mou. Solo così anche i giocatori normali possono dare molto, in attesa di tre top players. Uno per reparto difesa, centrocampo e attacco. Comunque, stasera che emozioni!

  8. Pardita di cui essere orgogliosi. Spero che adesso la squadra capisca che se non c’è tecnica, almeno ci sia cuore. E che sia così fino alla fine del campionato.
    SU LA TESTA!

  9. Fatto il massimo al Meazza. Sempre cosi’.

  10. Persino un Jonathan qualsiasi sembrava Maicon, il solo Guarin ha mancato l’appuntamento. Ma tutti gli altri hanno dato una prova di cui essere orgogliosi. Adesso che non avremo piu’ una partita ogni 3 giorni abbiamo due obiettivi da onorare, resta il rammarico che se si fosse deciso prima magari oggi guarderemmo la Juve un po’ piu da vicino.

  11. La domanda sorge spontanea: “Ma dov’era questa Inter nelle passate partite?”
    Comunque, questa è una vittoria molto pericolosa, perchè ai tifosi e soprattutto alla società, potrebbe far considerare in maniera meno negativa tutte le problematiche di cui abbiamo ampiamente parlato (assetto societario, strategie, mercato, parco giocatori, staff medico atletico ecc.) e di farci perdere un altro anno, tra titubanze e compromessi. Le vittorie costruite sui nervi e sull’orgoglio, non portano lontano.

    • Più che opportuna direi valutazione perfetta. Buttare il cuore oltre l’ostacolo e sperare che il corpo lo segua non é una strategia che funziona sempre.
      L’enorme rammarico é che lo stesso gruppo con un minimo di condizione atletica e con un barlume di organizzazione di gioco avrebbe potuto conseguire risultati importanti.
      Ritengo superfluo ripetere di chi ne sia la responsabilità.
      In ogni caso il conto alla rovescia é partito e credimi non si fermerà a prescindere.

  12. Paolo Sabiu // 15 marzo 2013 a 07:23 // Rispondi

    Ecco perché tante volte un interista si infastidisce: quando la squadra VUOLE, una prestazione DEGNA la sa sfoderare!

  13. Mauro Cozzi // 15 marzo 2013 a 07:37 // Rispondi

    Peccato davvero. Grande prova di orgoglio a dimostrazione che la squadra con tutti i suoi limiti ed infortuni è compatta e con l’allenatore. Quindi basta mettere in discussione tutto e tutti ed avanti fino a fine stagione, poi si vedrà cosa migliorare. Certo che se entra il tiro di Cambiasso al novantadue…Qualcuno sostiene ancora che nello scambio Cassano-Pazzini + soldi ci abbia guadagnato il Milan?

    • Sono Milanista. A seconda delle prestazioni di Cassano e Pazzini ci sono diversità di giudizio che cambiano di settimana in settimana. Giudizio a fine anno, please in base ai numeri e posizione in classifica: esporsi prima è molto arduo.

      • Mauro Cozzi // 15 marzo 2013 a 18:40 // Rispondi

        Posizione in classifica non dipende da singolo giocatore. In questo momento la rosa nostra non è paragonabile a quella del Milan, sette attaccanti di livello a due, ma Cassano per noi è fondamentale, Pazzini una buona riserva, altrimenti non avreste speso altri 20 cuzze per Balo. In più, ribadisco, ballano sette milioni.

  14. viviana berghella // 15 marzo 2013 a 08:09 // Rispondi

    Alla facciaccia mia che non credevo alla remuntada, visto che roba, peccato ma se da ora si fa così…ssst scaramanzia. Ma Jonhathan era lui o un alter ego ,e mi scuso con Juan Jesus: ha meritato il suo secondo nome, e se Cassano imita se stesso, e se Cambiasso fa quello che sa fare…xò sti vecchietti hanno retto 120 minuti, sicuramente sono bionici, irripetibili. Finalmente un po’ di dignità. Bacioni mamma Viviana

  15. Usciamo dall EL a testa alta questa volta tra gli applausi. in effetti quelli di ieri sera erano i lontani parenti di una settimana fa, non avrei scommesso un centesimo su un gol dell’inter invece per un po’ ho perfino creduto alla qualificazione. hanno lottato fino in fondo facessero così anche in campionato…

  16. Noi tifosi vogliamo vedere questo impegno e lottare coi ns. giocatori…..poi se si perde, pazienza!! Mi preoccupa la frase del presidente “giocassero sempre cosi confermerei tutti”, ma credo scherzasse. Bravo Kovacic che vedo sempre + lucido ed autoritario ed un elogio ai polmoni di Gargano! Speriamo di nn pagare dazio con la Samp.

  17. faccino 82 // 15 marzo 2013 a 08:23 // Rispondi

    sono sempre critico quando scrivo, però sono obiettivo e stavolta posso solo dire grandi ragazzi. Poi mi fermo a pensare e mi viene di più il nervoso: se in questo campionato ci avessimo messo un briciolo di quello che abbiamo tirato fuori ora non saremmo in questa situazione!

  18. Un grazie a tutta la squadra per le belle emozioni che da tempo non provavo durante una partita.

  19. Silvio da Torino // 15 marzo 2013 a 08:39 // Rispondi

    Questa volta tutti ci hanno messo voglia, cuore, grinta e corsa. Bravi ragazzi e pazienza se in EL ci fermiamo qui. Se si perde o si esce da qualche competizione in questo modo, credo che nessuno abbia qualcosa da dire. Adesso mettiamoci la voglia di ieri fino alla fine del campionato perchè il terzo posto mi sembra veramente indispensabile (money).

  20. Peccato, non credo avremmo comunque vinto l’Europa League. Se non altro, una gara dopo molte inguardabili, di cui andare orgogliosi.

  21. stavolta c’è mancato veramente poco per l’impresa, questo è lo sprito giusto per affrontare le partite, onorare la maglia e soprattutto il lauto compenso.

  22. ci sono due modi per spiegare la partita di ieri: uno solenne ideato da Elio e uno scanzonato che ci ha accompagnato nel recente passato la conclusione è la stessa.

  23. finalmente una vittoria con tanto orgoglio, si ama l’Inter perchè è pazza.
    Nonostante tutto tanti opinionisti danno per finito Strama, io non sono daccordo, va bene la critica ma rendiamoci conto degli uomini a disposizione.Io credo che con Samuel e Milito oggi parleremo di altro, quando Strama ha potuto schierarli l’Inter ha fatto bene. Gli manca l’esperienza, ha fatto degli sbagli ma lavora seriamente, diamogli fiducia e giudichiamolo solo a campionato finito

  24. Quando il ns coach(che continuo a ritenere, per il momento, non adeguato) “mette” in campo la squadra con un minimo di logica i risultati arrivano. Si può anche perdere ma non in maniera imabarazzante. Senza indulgere a facili ottimismi, speriamo in buon finale di campionato. E, vivaddio, facciamo giocare con un poco più di continuità Kovacic. Sbaglierà qualche partita, ma la classe è cristallina. E la classe a lungo andare paga sempre.
    Ad majora! e sempre FORZA INTER!!!!!!!!!!

  25. Roberto Scibetta // 15 marzo 2013 a 08:58 // Rispondi

    Quindi, quando vogliamo, siamo ancora capaci di giocare al pallone!
    Mi voglio fermare a questa piacevole notizia

  26. Questa è l’Inter che amo! Bella e perdente :)