Inter Nos 4

Pubblicato su San Siro Calcio sabato 26 ottobre 2013

IL PUNTO – In attesa del closing di novembre, Erick Thohir l’ultima partita col Torino pare l’abbia seguita dal suo mega quartier generale al 26esimo piano di Plaza Asia a Jakarta, dove le luci sono sempre accese, anche di notte, come si conviene a uno che lavora tra New York, l’Europa e l’Australia. E stando a Moratti pare che ET non si sia risparmiato negli sms durante la gara:  “Cartellino rosso”. “Parato!”. ”Grande Carrizo”. “Guaaarin, gooal!” concludendo con un “Goodnight Bro!” forma americana di brother, ossia fratello.
Come prima partita per il nuovo maggior azionista non c’è male, praticamente il vademecum della pazza Inter: a tratti da grande impresa, a tratti da squadra di polli. “Sull’arbitraggio – ha svelato Moratti – io ormai ci ho fatto il callo. E Thohir è un uomo paziente, come me!”
Già perché in casa Inter è tornato il gelo col mondo arbitrale con Mazzarri che, evitando la conferenza stampa dopo la gara  di Torino, è come avesse mandato a dire ai nostri fischietti un bel “ca nisciuno e fesso” degno dei suoi trascorsi al Napoli. Pensate che dal settembre 2012 l’Inter coi rigori ha un saldo di -5, 10 contro e 5 a favore: solo il Parma sta peggio con -7. Le altre grandi? Tutte in attivo ovviamente: Milan e Napoli +7, Juve e Roma +6, Fiorentina + 5. Ma se Thohir, come Moratti, è un tipo paziente Mazzarri lo è molto meno. Ora però guai a perdere altro terreno con il Verona, numeri alla mano, la vera squadra-rivelazione di questo inizio di torneo. I gialloblu hanno un punto in classifica più dell’Inter e Andrea Mandolini, ex che con l’Inter di Trapattoni vinse lo scudetto dei record, una Coppa Uefa e una Supercoppa italiana, sta facendo un lavoro eccellente.

LA SQUADRA –  Mentre Erick Thohir prepara lo sbarco a Milano per novembre, l’Inter squadra serra i ranghi dopo il rallentamento nelle ultime tre giornate, dove ha raccolto la miseria di 2 punti. C’è però da dire che a Torino è andata come sappiamo e che la Roma di questi tempi prende a schiaffi chiunque. I punti davvero lasciati per strada sono i due di Trieste col Cagliari e col Verona bisogna assolutamente tornare alla vittoria. Senza Handanovic squalificato e Campagnaro fuori per la quarta gara consecutiva, l’allarme riguarda la difesa. Con l’italo-argentino in campo l’Inter aveva subito solo due gol nelle prime cinque partite, di cui uno su rigore, senza di lui siamo già a 7 reti subite in 3 partite e non 16 come erroneamente titolato in prima pagina dalla Gazzetta dello Sport di giovedì scorso. 16 sono invece i gol del Verona, squadra che ha sorpreso tutti anche per facilità a trovare la via del gol: ben 11 reti dei veronesi sono state segnate nelle ultime quattro partite. E da come ci sta lavorando Mazzarri, in casa Inter è allarme difesa, perché senza Campagnaro al suo fianco, Andrea Ranocchia è tornato ad amnesie che parevano essere state definitivamente superate. Per questo Mazzarri potrebbe mettergli vicino Walter Samuel che è pronto e scalpita per rientrare. Più difficile invece l’idea Andreolli. Già martedì però l’Inter sarà di scena a Bergamo e quindi il turn-over potrebbe riguardare anche gli altri reparti. Se non altro c’è una buona notizia: Ricky Alvarez ha smaltito i suoi acciacchi ed è pronto a riprendere il suo posto dietro a Palacio.

LA SOCIETA’ – Dalle 9.30 di martedì 15 ottobre Massimo Moratti non è più l’azionista di maggioranza dell’Inter. Dopo una trattativa durata più di sei mesi, il Presidente nerazzurro ha firmato il contratto per la cessione del 70% del pacchetto azionario dell’Inter al gruppo indonesiano che fa capo a Erick Thohir, che nella nuova governance dovrebbe riservarsi una quota analoga a quella di Moratti (intorno al 30%) suddividendo il resto tra i soci Rosan Perkasa Roeslani e Handy Soetedjo, forse proprio per far apparire Moratti, almeno nominalmente e in questa prima fase, al suo livello. Le firme, ossia il cosiddetto signing rappresentano un momento importante, per certi versi storico, ma non sono vincolanti finché non verrà versata la prima tranche: solo allora prenderà vita il cosiddetto closing, e toccherà all’assemblea straordinaria di novembre sancire il cambio di proprietà, con il trasferimento delle azioni al nuovo gruppo, dietro versamento di una cifra di poco superiore ai 250 milioni di euro, che serviranno in gran parte a coprire i debiti. La prossima Assemblea, programmata per venerdì 25 ottobre, sarà ancora di pertinenza di Massimo Moratti, ma è chiaro che ormai il nuovo corso è già cominciato.
L’ufficialità è arrivata martedì 15 ottobre alle 15.12 (ora italiana), col comunicato di FC Internazionale: «L’Inter e il suo azionista di maggioranza Massimo Moratti, hanno firmato oggi un accordo vincolante in base al quale la International Sports Capital (Isc), società indirettamente posseduta da Erick Thohir, Rosan Roeslani e Handy Soetedjo, tre importanti uomini d’affari indonesiani, diventerà l’azionista di controllo dell’Inter con una partecipazione del 70% attraverso un aumento di capitale riservato». Contestualmente Thohir da Giacarta ha spiegato : «Sono onorato che Massimo Moratti mi abbia affidato la responsabilità di guidare l’Inter in un nuovo capitolo della sua storia, e sono molto felice per il fatto che continuerà ad essere presente come mio partner. Il lavoro fatto dalla famiglia Moratti, dalla Grande Inter di Angelo al Triplete di Massimo, ha reso l’Inter uno dei club più rispettati al mondo, per il suo valore in campo, e per il suo impegno sociale. Sono un imprenditore, ma prima ancora un tifoso e un amante dello sport. Non vedo l’ora di mettere la nostra passione e la nostra esperienza internazionale al servizio di questo fantastico Club e dei suoi tifosi». Moratti, in una successiva nota, ha precisato: «Penso che la storia dell’Inter si arricchisca di una nuova stagione, grazie ai nostri partner internazionali che, sono certo, contribuiranno alla continuità di successi. L’entusiasmo e il pragmatismo dei nuovi soci sono certamente una garanzia per il futuro. Auguro a Erick, Rosan e Handy di aggiungere altre vittorie ai nostri amati colori, con la fiducia e l’amicizia dei nostri fantastici tifosi. La mia famiglia ed io continueremo a vivere questa straordinaria avventura insieme a Erick, Rosan e Handy, con la stessa dedizione e l’affetto che ci legano all’Inter e agli interisti».
Ora non si può più tornare indietro, a meno che i soldi indonesiani non si rivelino quelli del Monopoli. La cosa non mi provoca alcun sentimento particolare, perché ho avuto parecchio tempo per metabolizzare il nuovo corso, dopo l’incontro La situazione si era definitivamente chiarito sin dall’incontro a Parigi del 18 settembre scorso, in cui le parti avevano praticamente messo tutto nero su bianco.
Di qui in avanti ne sentirete di tutti i colori sui nuovi soci e sulla loro solidità economica, da amici e nemici, soprattutto da chi teme che il nuovo corso possa riportare l’Inter ai recenti splendori, ma ricordatevi che per un bel pezzo queste saranno solo chiacchiere inutili, destituite già a priori di qualsiasi fondamento logico. Chi scrive di Thohir e soci nulla sa perché al momento nulla si conosce e nulla si può prevedere. Il 90% di quelli che pontificano in rete probabilmente non sono neppure in grado di distinguere una Spa da una Srl. Quel che è certo è che il mondo è cambiato e che l’Inter è la prima società italiana ad affacciarsi su finestre mai aperte prima.
Se tutto ciò sia una bella opportunità o un temibile rischio lo vedremo solo nei prossimi due anni. Alla fine quel che conta davvero è solo l’Inter e il suo ritorno nel calcio dei grandi ed è evidente che per tornare a sedersi ai tavoli da gioco importanti non c’erano altre strade. Si poteva andare avanti con 80 milioni di debito ogni anno, mercanteggiando su acquisti di secondo piano. Si è scelto invece di vedere se l’Inter può tornare di nuovo ad alzare il tiro, ad ogni livello. L’Albo d’Oro dei prossimi anni sarà la vera cartina di tornasole sulla bontà o meno di questa mastodontica e faticosissima operazione.

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