Argentina: aspettando il Clausura 2011-12

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com/

In Argentina sta per riprendere il calcio che conta. Dopo la tradizionale parentesi dei Torneos del Verano, cioè quelli dell’estate australe, nel giro di poche settimane ripartiranno tutte le categorie professionistiche.

Quello in procinto di aprirsi è il secondo semestre consecutivo in cui la Primera Divison non vedrà protagonista il River Plate, impegnato nella rincorsa alla riconquista della massima serie dopo la prima retrocessione della sua storia, lo scorso giugno. Da allora, per questa nobile momentaneamente decaduta le uniche occasioni di confronto con le maggiori protagoniste della prima categoria sono state proprio le recenti sfide programmate nel corso della preparazione, che in Argentina hanno comunque molta importanza. Di quattro, la Banda ne ha pareggiata e vinta una, rispettivamente contro Estudiantes e Racing, e poi perse due col Boca.

Il destino toccato ai ‘millonarios’ che tanto ha fatto sorridere mezzo paese potrebbe però essere, a breve, anche quello di altre grandi del calcio argentino. Per via degli scarsi risultati ottenuti nelle ultime stagioni, infatti, almeno tre di esse si ritrovano nelle parti basse della classifica del cosiddetto Descenso, da cui alla fine di ogni Clausura (quindi una volta all’anno, ogni due tornei corti) dipendono le retrocessioni. Ai nastri di partenza il San Lorenzo è terz’ultimo mentre fra Newell’s e Racing e la prima delle squadre che andrebbero agli spareggi c’è un cuscinetto di appena due formazioni e pochi punti percentuali.

Il Racing, però, è anche la più seria candidata al prossimo titolo. Dalle sabbie mobili del Descenso si dovrebbe tirar fuori con discreta facilità anche perché già nell’ultimo torneo ha ripreso a fare bene, finendo secondo a parimerito con altre tre squadre, e negli ultimi tempi si è rafforzato. La novità prinicipale è il ritorno in panchina di Alfio Basile, ex giocatore e già tre volte allenatore dei biancocelesti, che spera di ripetere con l’Academia quanto fatto al Boca nel 2005-06 quando vinse tutte le competizioni a cui prese parte prima di lasciare il club per intraprendere un secondo ciclo come c.t. della Nazionale (questo, invece, poco brillante). Il Coco, com’è detto, ha rigenerato l’ambiente e messo immediatamente a segno il colpo più importante, vale a dire la conferma dell’irascibile ma talentuosissimo attaccante colombiano Teofilo Gutierrez – che Simeone non era riuscito a domare. Lui, il suo connazionale centrocampista Gio Moreno e l’altro attaccante Hauche restano un trio offensivo di grande valore e concreti segnali positivi circa l’affiatamento loro ma anche di tutto il gruppo non hanno tardato ad arrivare: a gennaio, infatti, sono stati battuti sia Independiente che Boca.

Proprio il Boca è il club sulla cui stagione ci si pongono più domande. Attrezzato potenzialmente per vincere tutto, sembra però ormai accertato che l’obiettivo numero uno sia la Copa Libertadores. Gli Xeneizes non hanno partecipato alle ultime due edizioni del maggior torneo sudamericano e il nuovo presidente, Angelici, vuole entrare anch’egli nella storia legando il proprio nome a quella che sarebbe la settima conquista del club (e permetterebbe di eguagliare il record dell’Independiente). Dopo il successo del rientro dell’esperto Schiavi (miglior giocatore dell’Apertura a dispetto dei suoi 39 anni) contemporaneo però al ritiro di Palermo, per dare l’assalto alla coppa per eccellenza il Boca ha ripreso Pablo Ledesma dal Catania e acquistato dalla Fiorentina il Tanque Silva, la punta di peso a cui affiancare le nuove stelle dell’attacco, su tutti Blandi e Araujo. Sfumati i ritorni di Tevez e Gago, poi, le guarigioni di Riquelme e Battaglia dovrebbero fare il resto aggiungendo ulteriore qualità, quella necessaria, a un gruppo che nella sua difesa ha già un grande punto di forza e che Falcioni ha saputo cementare, tutto, con pazienza.

A proposito di Silva, altra pretendente al titolo locale ma anche continentale è il Velez. Vistosi soffiare da sotto il naso proprio Silva, che da Liniers se n’era improvvisamente andato lo scorso agosto per poi fare rapidamente ritorno in Argentina alla prima finestra di mercato, l’allenatore Gareca si è assicurato un altro bomber di razza, quell’Obolo uscito dalle giovanili del Boca per giocare una prima volta col Velez più di dieci anni fa e che vestendo la maglia dell’Arsenal di Sarandì era stato uno dei più prolifici marcatori del Clausura 2011; a lui il compito di sostituire l’attempato Franco, tornato in Messico. Il Fortìn resta orfano di giocatori importanti che ne avevano fatto le fortune negli ultimi anni, su tutti Maxi Moralez ora all’Atalanta ma anche Ricky Alvarez dell’Inter, però dopo lo sbandamento a principio dell’ultimo torneo si è ripreso – il secondo posto finale ottenuto ne è la prova tangibile – e l’inserimento nell’organico del Pocho Insua (ex, fra gli altri, di Independiente e Boca) potrebbe contribuire a ricreare l’equilibrio caratteristico di questa squadra.

Con riguardo al possibile vincitore, proprio l’Independiente che fu di Insua è una delle grandi incognite del torneo a venire. Affidata ormai da qualche mese a Ramon Diaz, capace di ricostruirla pezzo per pezzo con un paziente lavoro, potrebbe essere la vera sorpresa. C’è una minaccia interna, però, che costituisce il principale ostacolo a un possibile exploit: la squadra potrebbe infatti patire la pressione esercitata da una tifoseria organizzata che è politicizzata come nessun’altra e a cui, a conferma di ciò, si ricondusse il repentino allontanamento del precedente allenatore, Mohamed, epurato nonostante l’eroica conquista della penultima Copa Sudamericana. Il neopresidente Cantero ha dimostrato fin da subito di voler rompere col passato non concedendo alcun favore agli ultrà e per questo ha già subito espliciti attacchi, ma è impossibile prevedere fino a che punto la Federazione continuerà a sostenerlo quindi c’è da aspettarsi qualsiasi sviluppo, anche il peggiore. Il grande rimpianto, parlando del Rojo, è proprio che non ci si possa mai limitare a parlare di calcio giocato; si potesse, sarebbe da celebrare l’acqusito del Tecla Farias che, in attacco, promette di fare fuochi e fiamme con Parra, Defederico e il fortissimo 17enne Martin Benitez.

L’altra possibile scheggia impazzita è il San Lorenzo, che nonostante venga sempre incluso nel gruppo delle pretendenti al titolo per il suo lignaggio ad oggi giocherebbe gli spareggi per non retrocedere e deve fare i conti con un ambiente agitato tanto quanto quello dell’Independiente. La violenza, a Bajo Flores, è di casa. Le minacce e le aggressioni ai giocatori (si pensi all’ex sampdoriano Jonathan Bottinelli), la collusione di alcuni di essi con gli ultrà (sembra accertata l’accondiscendenza a un certo sistema del portiere Migliore), un recente cambio di panchina (con l’arrivo di un uomo della casa come Madelon), la necessità di continue e sostanziose iniezioni finanziarie e l’elezione di un nuovo presidente, quell’Abdo che ha chiesto la soppressione delle retrocessioni, contribuiscono a fare del Ciclon la società destinata a fluttuare più di tutte fra l’agonia e l’estasi. Fuori e dentro al campo. Parlando strettamente di calcio, comunque, importante l’acquisto dell’esperto attaccante uruguaiano Carlos Bueno, che ha già dato segni di grande intesa col paraguaiano naturalizzato Ortigoza.

Questo il quadro della situazione con riguardo ai club più prestigiosi e vincenti. Difficile che possa inserirsi nella lotta per il titolo l’Estudiantes. Se da un lato non andrà lontano, il Pincha, dall’altro però almeno può godere della permanenza di Veron per un altro semestre e del ritorno del portiere Andujar, protagonista proprio con la Brujita della vittoria in Libertadores del 2009; soprattutto, poi, non si trova nelle stesse acque agitate di un’altra grande, il Newell’s. Per risollevarsi la Lepra si è affidata a un simbolo riconosciuto del club, l’ex c.t. della nazionale paraguaiana Martino. A Rosario sponda rossonera resta però una situazione di grande emergenza, con episodi di violenza che non cessano di caratterizzare la storia recente di un club di cui un’altra icona, Batistuta, ha appena assunto un ruolo tecnico-dirigenziale con degli altri rossoneri, quelli del Colon di Santa Fe. Questo mentre ancor più pressione è messa indirettamente dal buono stato di forma dei rivali cittadini del Central, che giocano nella serie cadetta: scenari nemmeno troppo improbabili, infatti, sono quelli di una promozione del club ‘canalla’ contemporaneamente alla retrocessione del Newell’s o addirittura di uno spareggio fra essi, che sono fra quelli coi tifosi che maggiormente si odiano, autenticamente, al mondo.

Con questo si ritorna agli elementi più caratteristici del prossimo semestre, cioè l’assenza del River dalla Primera Divison e il rischio che qualche altro club di tradizione possa seguirlo nel baratro: ora più che mai il calcio argentino viaggia su due binari paralleli, e in prospettiva ancor più. Su alcuni dei fronti aperti si batteranno però anche squadre dalla cui recente crescita non si può prescindere come Lanus, Godoy Cruz e Arsenal, tutte qualificatesi per la Libertadores: e chissà che a fine stagione non si debba parlare di una di esse come di un nuovo campione.

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