In Europa il Gatto fa piangere ma l’Ibra fa sempre ridere-89

Οι διάλογοι ovvero Racconti da tifosi da Bar – giovedì 17  febbraio 2011

L’equilibrio nei giudizi non è certo una caratteristica del nostro calcio: non ce l’hanno spesso gli addetti ai lavori, figurarsi gli ubriaconi del Bar Sport. Qui si passa dalla gioia più sfrenata alla più cupa disperazione o viceversa, semplicemente in base al risultato di una partita. Tra i più coerenti c’è però il postino Donato, col suo umore quasi sempre tendente al grigio-nero e la bruciante sconfitta del suo Milan a San Siro per mano del Tottenham in Champions ne rilancia il pessimismo cronico: “Alla prima da dentro o fuori in Europa, siamo quasi a casa per il quarto anno di fila – inveisce – Complimentoni a quel nervoso del Gattuso e al solito Ibra che appena esce dall’Italia torna il solito fantasma!”
Stavolta fatica a tranquillizzarlo il compagno di tifo Gianni, a sua volta visibilmente demoralizzato per l’imprevista mazzata: “Vincere a Londra sarà dura – confessa – ma io finché non siamo fuori ci credo! E magari uscire subito dall’Europa ci fa bene per il campionato!”
Come al solito ride sguaiatamente in faccia ai milanisti l’irrispettoso concessionario interista Walter, che solo tre giorni fa aveva patito duramente la sconfitta con la Juventus e ora, dopo che l’Inter si è andata a riprendersi i tre punti a Firenze, è tornato lo sbruffone di sempre: “Cancellata la sconfitta con la Juve, siamo ancora lì pronti a prendervi per la collottola – annuncia – ma quanto mi avete fatto ridere, milanisti del cavolo. Il vostro capitan Gattuso vi ha fatto fare la stessa figuraccia del Galliani alla Coppa dei Lampioni a Marsiglia di tanti anni fa! Meno male che ci siete voi: siete  proprio il profumo della vita!”

Su Ibra il pensionato interista Artemio rincara la dose: “Se si vuol vincere la Champions l’Ibra è l’unico calciatore che non bisogna averci in squadra – osserva – e togliete la fascia di capitano a Gattuso che per colpa sua ci andiamo di mezzo tutti noi italiani! All’estero ce ne stanno dicendo di tutti i colori! Ma come si fa a litigare col Jordan, una persona anziana che è stato pure in serie B con voi?”
E anche l’ortolano milanista Gaetano stavolta se la prende con lo svedese: “Al diavolo il Gatto che ha perso la testa – sbotta – ma lo zingaro in Europa è proprio un fantasma. Adesso cerchiamo almeno di vincere il campionato!”
E anche l’elettricista interista Kevin, tecnico manutentore del videopoker, non ha pietà: “L’ibra in Europa fa sempre ridere a crepapelle – ironizza – vi ha rovinato pure la Champions che, a sentir voi, era il vostro habitat naturale! Adesso voglio vedervi col calendario che vi aspetta in campionato!

Intanto l’entusiasmo bianconero a tre giorni dal successo di misura sull’Inter, festeggiato dagli juventini come avessero vinto alla Lotteria, si è ormai affievolito e non potendo parlare né di recuperi di campionato, né tantomeno di Europa, il parrucchiere Tonino è a corto di argomenti: “Adesso noi di cosa parliamo?” – chiede con aria interrogativa allo studente fuori-corso e collega di tifo Boris, che però non sa dargli una risposta. Il carrozziere Ignazio, come ogni anno, ha invece litigato furiosamente con la moglie Carmela a causa del Festival di Sanremo: lui lo odia, ma lei lo obbliga a incollarsi alla Tv dalla prima all’ultima serata, dal primo all’ultimo cantante. Per questo l’anzianissimo pensionato interista Ambrogio si lancia deciso nel mondo della canzone: “Oggi San Remo fa pure più schifo del pallone – sentenzia – perché non ci sono più i cantanti di una volta, come il Morandi, l’Al Bano, la Patty Pravo!” Ovviamente i tre citati dopo quarant’anni al Festival di Sanremo ci sono ancora, ma lui non se n’è neppure accorto (89-continua, purtroppo…)

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