E’ l’Inter del calciobalilla-85

Οι διάλογοι ovvero Racconti da tifosi da Bar – lunedì 7  febbraio 2011

“Tutti zitti, malnati, oggi finalmente parliamo noi!” – tuona il parrucchiere juventino Tonino, quasi strappando di mano il bicchiere di Aperol, già preparatogli dal barman Pinuccio.
Il ritorno alla vittoria della Juventus nell’anticipo di Cagliari con doppietta di Matri e gol di Toni ha resituito alla pattuglia bianconera l’antico vigore. “Che bel Matri-monio” – scherza il carrozziere Ignazio fin troppo divertito dal suo calambour e lo studente fuori-corso Boris suona la carica: “Dài che ce la facciamo per la Champions – esclama rinfrancato – finalmente una gioia anche per noi”

Lasciano fare gli altri perché per troppo tempo hanno visto gli juventini con la coda tra le gambe e per una volta gli si può pure lasciare spazio, “tanto domenica c’è Inter-Juve e vi tocca frignare di nuovo” –  minaccia senza pietà il concessionario interista Walter che ovviamente ce l’ha con i milanisti: “Altro pareggio e altri due punti rosicchiati, cari i miei terrorizzati – minaccia – qui è la volta che ve la fate addosso. Attenti però al pavimento del bar!”
E pure il pensionato e collega di tifo Artemio non lo tiene nessuno:  “Cinque pere a quei romani che ci portano via i soldi da anni – tuona da leghista della prima ora – ormai siamo scatenati! Sembra che giochiamo al calciobalilla!”
E mentre il postino milanista Donato sta velocemente passando dall’agitazione al panico, l’ortolano Gaetano se la prende con Allegri: “Questo è un vero incompetente – attacca – non vorrei dovermi accorgere ch’era meglio quell’indossatore del Leonardo!”

Sul tema  l’elettricista interista Kevin non lascia scampo: “Certo ch’è meglio il Leo – provoca – e se andate avanti a perdere due punti a partita, finisce che al derby quelli a +5 siamo noi!”
E per la prima volta anche il tassista milanista Gianni appare preoccupato dalla rincorsa nerazzurra e si arrende all’evidenza: “Questi dell’Inter, se ne prendono due, ne fanno tre, ,se ne prendono tre ne fanno cinque – sospira – ma finché siamo davanti dobbiamo avere fiducia”, al che l’anzianissimo pensionato Ambrogio se ne esce con una delle sue:  “Guardate che a prenderlo di dietro è sempre quello che sta davanti – sentenzia – occhio alla penna, ragazzi! (85-continua, purtroppo…)

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