28 aprile 2010 | In Editoriali | 5 Commenti

RitSFUCL: Barcellona-Inter 1-0

E’ finita con una sconfitta di misura ma in tripudio. Un tripudio che ci porta dritti alla finale di Champions League, a 38 anni dall’ultima. Tutti al Santiago Bernabeu di Madrid il prossimo 22 maggio, contro i tedeschi del Bayern, altro arrivo per me sorprendente. Mai avrei pensato di non vedere almeno una squadra inglese tra le prime quattro d’Europa quest’anno. Il mio racconto del giorno più lungo vissuto a Barcellona è talmente intenso che non saprei da dove cominciare e allora comincio dalla fine, dal momento in cui al Camp Nou cantavano solo i 5.000 nerazzurri, mentre gli altri 93.000 se ne tornavano a casa, pure con qualche eccesso di bile, ma sono latini come noi e per di più poco abituati a perdere. C’era da aspettarselo, altro che fair play! La strombazzata ‘remontada’ si è trasformata in una ‘rintrounada’, come sperava il pensionato Ambrogio, che pensava di non fare in tempo a vedersi un’altra finale di Coppacampioni, come la chiama ancora lui. A volte il tripudio richiede elmetti e trincee ed è quello che l’Inter si è trovata a dover fare ancor prima della mezz’ora quando il pessimo arbitro De Bleckere è caduto come un pollo nel trappolone tesogli da Busquet e ha cacciato Thiago Motta, lasciando l’Inter in 10. E Busquet stramazzato al suolo come fosse stato colpito da una gomitata ha avuto pure il coraggio di aprire l’occhio da terra per vedere se la sua idea fosse andato a buon fine. Ma, a posteriori, chissenefrega. Spiace perThiago Motta che nelle interviste di fine gara era disperato per dover saltare una finale che, come i suoi compagni, aveva meritato. Da qui, vorrei vedere chi contro la squadra più forte del mondo sarebbe riuscito a resistere oltre un‘ora con un uomo in meno. Perché l’Inter ha fatto una partita di contenimento puro, soffrendo pene d’inferno, ma non poteva far altrimenti in quello stadio terribile e contro un avversarlo terribile. Trafitti solo a sei minuti dal fischio finale da Piquè, i nostri hanno resistito, nemmeno fosse stato Fort Apache con una difesa d’acciaio davanti a Julio Cesar decisivo.
Tutti eroi quelli in campo e tutti eroi quelli sugli spalti. Chi è stato là sa di cosa parlo, perché i cinque minuti finali sono stati tremendi, qualcosa che non avevo mai provato prima in vent’anni di partite giocate ovunque. E se di solito non servono gli eroi a guidare le vittorie di un popolo, quello interista, qui c’è l’eccezione: perché l’eroe per antonomasia resta Mourinho. Ora forse anche chi lo detesta a priori, manco gli avesse fottuto la fidanzata, capirà il valore di quest’ometto, portoghese di nascita, ma inglese di adozione, capace di togliere la paura anche all’ultimo dei panchinari e di restituire prestigio internazionale all’interismo militante, oggi più orgoglioso che mai. Al fischio finale ho visto gente piangere di gioia, urlare di follia, ho visto cose che non dimenticherò mai. La partita del Camp Nou non ha mai avuto nulla di tattico, ma è stata psicologica dal primo momento e Mourinho come psicologo vale ancor più del tecnico. Ha saputo, dopo aver battuto Guardiola a San Siro, agire da maestro sul nervo scoperto di ogni catalano: la finale a Madrid. Ogni catalano la viveva davvero come un sogno trasformatosi in ossessione: vestire di blaugrana il tempio del nemico di sempre, vincendogli in faccia la Champions League, Per questo da una settimana al calcio si sono mischiate rivalse politiche, come il mai sopito indipendentismo dell’odiata Madrid centralista. Qui si sono persino scomodate reminiscenze della Guerra Civile Spagnola quando la Barcellona Repubblicana si opponeva col sangue alla franchista Madrid. E una partita da rimontare contro l’Inter è diventata una guerra di nervi che ha finito per inghiottire il Camp Nou. Nel dettaglio, il Barcellona forse non è nemmeno riuscito a vender cara la pelle, come aveva più volte ammonito, perché ha stradominato in modo sterile tirando poco in porta, almeno fino all’ultimo quarto d’ora finale, quando Bojan ha fatto ben più di Ibrahimovic, finito ancora fischiato e sostituito. Come all’andata Ibra ha lasciato il campo al suo corrispettivo di mercato, Samuel Eto’o, che con due Champions in bacheca ha ancora l’umiltà di sgroppare da mediano. Come dire che l’Inter non ha vinto solo la partita del Camp Nou ma anche quella di mercato, visto che Ibra era andato a Barcellona per vincere la Champions che ora può vincere l’Inter. Ho ancora tante cose da raccontarvi, ma è quasi mattina e domani voglio godermi il day after a casa degli sconfitti. Ci sentiamo presto

  1. franco banear scrive:

    GL,

    complimenti a Mou. In un calcio esasperato del quale spesso i soloni eupallici hanno accusato l’allenatore dell’Inter di essere guru e sobillatore, ai proclami degli highlander del Barça, che mi attendo di vedere in campo con i volti pittati, magari a fare la haka a centrocampo, ha risposto con un serafico “è calcio, mica la guerra”.
    Grandissimo.
    Ai tanti amici che ho in Catalunya, terra legata alla mia da comuni ed ancestrali origini, mi sono permesso di rimproverare una cosa. Pep Guardiola dice giustamente che se la sua squadra ha una chance di passare, è solo essendo sè stessa. Esattamente il contrario di quello che ambiente e giocatori van propalando, una battaglia, pelle venduta cara.
    Se la mettono su agonismo e baruffa Principe e Samuel li infilano come tordi. Se giocano da Barça ci vorrà l’Inter dell’andata o quella di sabato post-vacanza difensiva di Materazzi per passare.
    Continuo comunque a pensare che tutto questo tamtam giovi più all’Inter. Dopo domenica sera penso l’ambiente sia più tranquillo: la Roma è andata in rottura, spero prolungata; Moratti ha fatto sentire con fermezza ed educazione la sua voce a proposito del rispetto delle gerarchie e dei ruoli, in campo e fuori; la squadra gioca bene, e il recupero di Wesley darà ancor più serenità alla squadra.
    Forza, dunque. E non è vero che tutta l’Italia non nerazzurra tiferà contro di Voi. D’altra parte i vecchi saggi dicevano che se l’invidia fosse febbre il mondo sarebbe quasi tutto a letto…

  2. Franco interista scrive:

    Concordo e sottoscrivo appieno il post del fratello di fede nerazzura Franco banear-
    e stasera tifo matto per i nostri LEONI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. severino scrive:

    grande gianluca, grandi tutti ragazzi, questa finale ce la siamo strameritata, fuori il chelsea fuori il barcellona, che ha dovuto allestire un clima di guerra, che ha avuto solo l’effetto boomerang, giusto così all’andata li abbiamo asfaltati, ieri abbiamo giocato con il cuore, eto’o e milito i primi difensori, julio cesar strepitoso, il capitano un trattore, e lucio e samuel invalicabili.Ora tutti a madrid, alla faccia dei gufi.Grazie mou per tutto quello che stai facendo, mai allenatore è stato più degno di difendere e portare in alto i nostri colori

  4. andrea scrive:

    ma è tutto vero? svegliatemi

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Viva l’Inter!