Escort e mignotte

Da La Repubblica di  Marco Bracconi – 5 novembre 2010

Da tempo ho abbandonato le ideologie: Destra? Sinistra? Negli ultimi tempi mi sforzo di stare sopra, occupandomi sempre meno di politica, visto che la politica sempre meno si occupa di me, inteso come cittadino. Questa ‘illuminazione’ non m’impedisce tuttavia di pescare le cose più interessanti qua e là, perché torto e ragione non stanno mai da una parte sola. Pertanto, trovo godibilissmo il pezzo di Bracconi da La Repubblica che vi invito a leggere, conservandomi il diritto di qualche osservazione finale.

Un buon governo, nel terzo millennio, non si muove ideologicamente. Non va per titoli, e non  butta l’acqua sporca con il bambino. Sa distinguere. Sa che ci sono negri e persone di colore, per esempio, e che i primi vanno stipati nei Cpa mentre i secondi vanno tirati fuori in qualche modo dalle questure. Non solo. Questo moderno governo, che non fa di tutta l’erba un fascio, sa che ci sono omosessuali e froci, e allora questi li sfotte nei motorshow e quegli altri li piazza alla direzione di Chi.
Se si vuole un’altra prova di questo talento nel cogliere le sottili differenze della contemporaneità basta ascoltare le  parole pronunciate oggi da Berlusconi e Maroni. L’annunciato giro di vite sulla prostituzione è la dimostrazione che ci sono prostitute e prostitute. Quelle che battono per strada, che vanno cacciate col foglio di via, e quelle in tubino nero che invece si invitano a cena per fare il coretto sulle canzoni di Apicella.
Quelle si chiamano mignotte, queste escort. E non è certo colpa di Berlusconi se la lingua italiana, dai tempi di Dante, è tanto ricca da avere sempre almeno due nomi per dire la stessa identica cosa.

Per carità c’è del vero in quello che scrive Bracconi e ad alcune delle sue conclusioni arrivo spesso anch’io, nel mio piccolo. Quello che però continua a sfuggire alla nostra ‘intellighenzia’ è che alla gente normale, quella che vive con l’incubo del mutuo o, peggio ancora, del lavoro a rischio, interessa ben poco delle menate sulla casa di Gianfranco Fini o delle donnine del Premier, come di omossessuali, froci, puttane, Apicella o della vita che ognuno abbia scelto di vivere. Alla gente normale intereressa arrivare in modo un po’ più umano alla fine di ogni mese. E magari vorrebbe poter pensare liberamente che i neri pericolosi per la sicurezza dovrebbero essere rispediti a casa propria e i bianchi in galera, senza sentirsi razzista o fascista, termini tra l’altro superati come coloro che ne continuano a usarli! Insomma la politica è sempre più lontana dalla gente comune. Obama, appena perse le elezioni americane del Midterm, si è presentato in Tv ammettendo candidamente la bruciante sconfitta. In vita mia non ricordo un politico italiano aver mai detto una cosa così semplice dopo un qualsiasi Election Day nostrano. Qui vincono sempre tutti, tranne la gente comune.

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