20C: Bari-Inter 2-2

Anche a Bari l’Inter soffre e rimonta, questa volta da 0-2 a 2-2 contro una squadra in salute. Quando le partite si vanno a riprendere per i capelli non è quasi mai un caso, tanto più se capita due volte nel giro di una settimana. Non ricordo a memoria due rigori fischiati uno via l’altro dopo poco più di un quarto d’ora di ripresa contro una capolista, ma Rosetti in effetti non ha visto male: più grave il secondo, causato da Lucio, del primo provocato dalla mano scomposta di Samuel in recupero scivoloso. dal dischetto Barreto è stato per due volte implacabile. L’arbitro tra l’altro è stato bravissimo a sospendere momentaneamente la gara per colpire gli idioti che perseverano a disturbare i calciatori in campo con i puntatori laser. Spero sempre in una maggior severità: più radicale è l’idiota, più radicale dev’essere il provvedimento. L’Inter vive una condizione fisica complessiva un po’ precaria dopo il svolto a Dubai, oltre all’emergenza a centrocampo, ma resta sempre in piedi. A metà ripresa il primo gol nerazzurro di Pandev e cinque minuti dopo il pareggio su rigore accordato anche ai nerazzurri e trasformato da Milito, sempre più capocannoniere. Incomprensibile la mancata espulsione di Bonucci, che ha falciato Pandev in chiara occasione da gol. Da lì proteste dalla panchina nerazzurra con l’espulsione di Oriali. Con una ventina di minuti ancora da giocare, la superiorità numerica avrebbe forse permesso all’Inter di prendersi i tre punti anche al San Nicola, ma va bene così. Non mi sono piaciuti Maicon e Balotelli, oltre al solito Quaresma che, subentrato a Samuel, non si è mai visto. Pensandoci bene, non mi dispiace arrivare al derby con un vantaggio contenuto: ricordo a tutti che, a Torino con la Juventus, l’Inter forte degli 8 punti di margine, tenne un atteggiamento supponente e perse la partita. Ora c’è la giusta tensione. Intanto l’ambiente è già caldo per questioni di calendario: Galliani può fare quello che vuole ma l’educazione impone, nei rapporti di cordialità tra società, di comportarsi in un certo modo: una telefonata pensando a Inter-Juventus di Coppa Italia non costava nulla. Però la questione non mi appassiona: trovo comprensibile che il Milan cerchi di preparare al meglio il derby e, fosse per me, gli lascerei pure portare il pallone, ma nel massimo rispetto tra clubs di una stessa città, il dottor Paolillo, e non il signor, come lo chiama il geometra Galliani, i nuovi incastri di Coppa Italia di settimana prossima avrebbe voluto conoscerli non certo attraverso un comunicato della Lega calcio.

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