Rit8iUCL: Manchester Utd-Inter 2-0

manchesterinterManchester-Inter 2-0. Si torna a casa. Giusto cosi’. Si torna a casa tutti pero’, Inter, Juventus e Roma. Inghilterra-Italia 3-0. Questo editoriale mi e’ venuto in mente di getto lungo la M6, l’autostrada che sto percorrendo da Manchester e Birmingham, perche’ quando vengo in UK, non riesco a tornarmene via subito. Infatti me ne sto un’altra giornata qui, tra Birmingham e Nottingham. In ogni caso le prime edizioni dei giornali inglesi riconoscono all’Inter l’onore delle armi e, se lo dicono loro , c’e’ da fidarsi. Capitolo partita: lo stesso identico risultato di dieci anni fa, 2-0. Nel frattempo il Manchester e’ ancora campione d’Europa e l’Inter e’ diventata almeno campione d’Italia. L’Old Trafford e’ lo stesso di dieci anni fa, me lo ricordavo bene, una bolgia che taglia le gambe agli avversari. Il “sit down Mourinho” dei 70.000 fans dei Red Devils all’indirizzo dello Special One, in piedi dal primo minuto, dev’essere risuonato fino a Piccadilly, ma a tratti si sono fatti sentire anche i quasi 5.000 interisti. Partita decisa all’inizio dei due tempi da due colpi di testa di Vidic e Cristiano Ronaldo. Tra i gol degli inglesi sprazzi di buona Inter con un paio di pali, uno di Ibrahimovic nel primo tempo, l’altro di Adriano nella ripresa. Accorciando le distanze, ci sarebbe stato un finale magari piu’ divertente. Certo non si puo’ dire che l’Inter negli episodi sia stata fortunata, ma la fortuna bisogna sapersela meritare e i nostri, diciamocelo francamente, non hanno fatto una Champions memorabile nemmeno nel girone di qualificazione. Di una cosa sono comunque soddisfatto: l’Inter ha lasciato la massima competizione europea senza figuracce e scenate isteriche, ne’ in campo, ne’ fuori. Voi non ci crederete mai, ma si diventa grandi anche cosi’. A fine partita la curva ha invocato la squadra per applaudirla: Zanetti, Cambiasso e qualcun altro hanno risposto. Ricordando quel che e’ successo a Valencia, si puo’ dire di essere maturati, lo avra’ pensato pure l’arbitro tedesco Wolfgang Stark, lo stesso del Mestalla, che ha diretto bene. Ora si aprira’ il tempo dei processi e dell’Italia non interista che ora sara’ contenta, come ha detto Mourinho. Sai che mi frega di quelli con la cultura sportiva ancor piu’ piccola del loro cervello: il che e’ tutto dire! In fondo, molti nemici, molto onore, anche perche’ se si guardano i pulpiti da cui vengono le prediche, viene da pisciarsi addosso dal ridere, pensando ai bilanci del prossimo maggio. C’e’ chi, almeno teoricamente, rischia di vincere un altro scudetto e chi invece dovra’ spiegare come mai non e’ riuscito a a centrare l’obiettivo dichiarato. C’e’ chi mi scrive per complimentarsi perche’ avevo previsto che tutte e tre le italiane potessero venire eliminate dalle tre inglesi. Non era pessimismo, ma realismo. Mi sono accorto ancora una volta, tornando all’Old Trafford, ma potrei riferirmi anche ad almeno altri dieci stadi inglesi in cui sono stato, la differenza di mentalita’ tra i britannici e noi. Loro, anche il pubblico, intendono il calcio, come un divertimento, giocano e tifano senza pressione: se vincono bene, se perdono se ne fottono. Da noi e’ ogni sconfitta e’ una tragedia. La’ manco sanno chi e’ l’arbitro di una partita, qui ce ne preoccupiamo per giorni. Non sempre sono piu’ forti di noi tecnicamente, ma sono piu’ forti mentalmente. Per loro e’ solo un partita di calcio, per noi una guerra di religione. Non e’ vero che abbiano inventato il calcio. Anzi, secondo recenti studi il calcio lo abbiamo inventato noi, o meglio, i legionari romani che ai tempi di Giulio Cesare lo esportarono in Britannia col nome di arpastum. Loro, che a quei tempi scaldavano ancora la carne sul culo dei cavalli mentre noi costruivamo acquedotti, si sono presi la rivincita molti secoli dopo. Hanno codificato l’arpastum e l’hanno trasformato in football, la cui prima regola e’ quella sacra di essere uno sport che come tale va vissuto. E infatti: Inghilterra-Italia 3-0. Appena torno dall’Inghilterra vi faccio un fischio!

Lascia una risposta

Le 4 regole del commentario:
1. Siate educati: i commenti ad personam saranno ignorati
2. Scrivete in italiano, il congiuntivo non è una malattia degli occhi!
3. Non è una chat: se volete conversare tra voi, io che ci sto a fare?
4. La lunghezza del commento non può superare i 500 caratteri (spazi compresi)
Viva l’Inter!


*

 caratteri disponibili