L’Inter è in Cina, non su Sneijder

maomouDifficile chiudere operazioni di mercato quando incombe un appuntamento importante come la Supercoppa Italiana a Pechino. Certo i dirigenti proseguono in contatti, sondaggi e trattative ma con la squadra e, soprattutto con l’allenatore a oltre 8.000 km da casa, non si chiude nulla. Al proposito l’Inter n Cina è stata accolta con grande calore e la divertente vignetta di Valerio Marini gioca anche sul’assonanza Mao-Mou. Così la dichiarazione di Valdano a Cadena Ser che mette in discussione la cessione di Sneijder potrebbe pure rientrare nel classico gioco delle parti tra due grandi club in trattativa. In realtà l’Inter al momento è ferma anche sulle cessioni di Vieira, Mancini e Burdisso. I giorni caldi per questo tipo di trattative sono storicamente quelli dopo Ferragosto. Certamente Valdano un messaggio lo ha mandato: cara Inter, prima ancora di valutare l’idea del prestito oneroso di Sneijder, mettiamoci d’accordo sulla cifra del riscatto, anche perché a parole l’Aston Villa si è dichiarato pronto ad acquistare Sneijder per 18 milioni di euro. Ovvio che Jorge Valdano in questa fase cerchi di indurre l’Inter ad un riscatto che vada oltre i 12-15 milioni ipotizzati da parte nerazzurra. Ma le buone relazioni tra Valdano e Oriali ci inviano a non raffreddare la trattativa per l’olandese. Tanto più che l’Inter ha già virtualmente in mano Deco, la soluzione di ripiego. Il portoghese aspetta con ansia il tesseramento di Pirlo al Chelsea, circostanza che sbloccherebbe anche il suo destino. E spera ovviamente che Inter e Real non si accordino su Sneijder il tempo che avanza alla chiusura del mercato non gioca certo a suo favore.

2 Commenti su L’Inter è in Cina, non su Sneijder

  1. Enzo Lepore, Caserta // 23 gennaio 2010 a 04:24 // Rispondi

    Ciao Gian Luca sono un tifoso interista e vivo a Caserta. Mi piace la tua schiettezza, perciò ti espongo il mio problema. Mia suocera vive a Marina di Massa e vengo spesso a trovarla. Attorno a Pasqua scorsa ho portato la mia famiglia a vedere Inter – Palermo: due bimbi 5 e 9 anni e mia moglie. Al botteghino ho chiesto posti con buona visibilità e mi hanno dato l’anello arancio spiegandomi di essere sistemati quasi a centrocampo. Ho pagato ok 210 euro tra ridotti e interi per il settore 150, sotto il secondo anello a fianco alla gradinata verde, cioè la nostra curva. Praticamente eravamo in curva anche noi! Come si fa a far arrivare un primo anello arancio praticamente in curva? Ora mi chiedo: il caro Moratti, per il quale nutro grande stima, non poteebbe almeno abbassare i prezzi, i più cari d’ Italia, prima ancoa degli ingaggi?

    • Caro Enzo, apprezzi la mia schiettezza e allora sarò schietto. Non è certo la prima volta che affronto qui o in Tv questo tipo di problemi e lo faccio a modo io: usando il bazooka, se serve. Per di più, dopo oltre vent’anni di professione e avendo in animo di non occuparmi di calcio e dell’Inter per tutta la vita, non ho certo bisogno del consenso di società e dirigenti, ai quali appena chiedo un favore, mi guardano come se gli avessi tirato un calcio nel culo. Le società di calcio, e bada bene non solo l’Inter, se ne fregano dei tifosi. Al di là delle solite belle parole, da anni non contate più nulla, nemmeno come fonte attiva per il bilancio. Oggi le società cercano soprattutto tele-spettatori, perché garantiscono introiti forti dalle Tv a pagamento. La vice incassi dal botteghino è tra le ultime nel bilancio di una società calcisitica moderna. Anzi, meno gente allo stadio, meno problemi logistici e di ordine pubblico. Inoltre, quelle calcistiche sono aziende sui generis: non hanno necessariamente bisogno di vendere un buon prodotto per non perdere la loro clientela: i clienti, cioè voi tifosi, ci sono sempre, anche se trattati a pesci in faccia. Un’azienda normale se non ha clienti, chiude. La società calcistica fa leva sul cuore su passioni più forti di tutto, al di là dei servizi offerti. Non è tanto grave che un rettilineo arancio arrivi fino alla curva dell’impianto o che quei rompicoglioni dei giornalisti qualche anno fa siano stati improvvisamente sbattuti dove ai miei tempi c’erano i popolari, per far posto ai lussuosi sky-boxes, assai più remunerativi. E’ grave che ci sia un incapace a raccontare alla gente che il settore 150 è quasi centrale. Gran parte di questa gente, appena indossata una giacca con il logo dell’Inter, pensa di esserne il presidente. E a proposito di presidenti, Moratti, Berlusconi e Cobolli Gigli o non sanno o se sanno se ne fregano, avendo cose ben più importanti a cui pensare. Puntualmente ogni anno ho a che fare con decine di abbonati di Inter e Milan che si ritrovano a loro insaputa in posti assurdi, pagati a peso d’oro e magari bersagliati da pioggia e guano o ostacolati da improvvisate barriere di sicurezza. Un anno fa un’anziana signora con problemi fisici si ritrovò con una bella balaustra davanti al posto che aveva da decenni. Per non dire del tizio al quale avevano venduto in abbonamento un posto numerato inesistente dopo alcuni lavori sulle tribune. A volte le Tv suonano la gran cassa e il problema si risolve. A volte, però. Sono stato schietto? E’ dall’epoca di Ernesto Pellegrini che mi imbatto in queste questioni, mai risolte. Quanto a tua suocera, non l’hai portata allo stadio? Peccato era una buona occasione per buttarla dalle scale! Ovviamente è una battuta, giusto per farti sorridere un po’.
      GLR

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