Sudditanza, che passione!

Se non ci fosse il calcio parlato bisognerebbe inventarlo, perché è l’unico che si gioca su un campo senza regole dove tutto è permesso, dove tutto si può dire e dove ognuno può riscrivere la classifica a suo piacimento. Se si riguarda la moviola con occhi sfacciatamente di parte si potrebbe artatamente portare l’Empoli in Champions League. E la sudditanza psicologica di cui l’inter gode quest’anno non ha nulla di diverso da quella di cui ha goduto ogni capolista. Calciopoli ha esarcebato gli anini e solo chi vince ha interesse a lasciarsela alle spalle. Per chi invece si trova a inseguire la diminutio dei meriti dell’avversario è l’unica via per sentirsi vivi e magari per riscrivere le sentenze fuori dai tribunali, secondo l’ardito teorema: ‘tutti colpevoli, nessun colpevole’. Viviamo in un Paese in cui il plauso all’avversario non è culturalmente previsto, quindi perché stupirsi? Meglio allora essere antipatici e vincenti. Le polemiche in continuo arrivo da Roma rientrano nella logica propagandistica di chi cerca lo scudetto usando tutti i metodi possibili, anche quelli meno leciti. Che a Roma dicano che l’Inter vince grazie agli arbitri è naturale e lo direbbero in ogni caso, perché la destabilizzazione dell’avversario è tattica quasi militare in uso da una parte e dall’altra. L’Inter probabilmente farebbe lo stesso a parti invertite. L’importante è che il ridicolo entri da un orecchio ed esca dall’altro, senza nemmeno farvi un giro, nella testa di chi sa bene di nno trovarsi in vetta per caso. La storia del calcio la fanno i risultati e gli almanacchi, a meno che non siano stravolti da vicende esterne. Tutto il resto è chiacchiera e senza nemmeno il distintivo, citando Robert De Niro ne Gli Intoccabili. Le cose cambiano a seconda dell’angolazione da cui le si guarda e visto che le squadre sono fatte da calciatori, la Roma ringrazi di aver in organico il miglior calciatore italiano e uno dei migliori al mondo, Francesco Totti, che può pure permettersi di prendere a pugni palloni e stomaci altrui. E se non è sudditanza psicologica questa…

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Viva l’Inter!


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