6C: Juventus-Inter 2-0

L’Inter ha fallito nel modo peggiore l’esame di laurea al Delle Alpi contro una grande Juventus, giunta alla sesta vittoria consecutiva su sei gare e al momento padrona assoluta del campionato. Dopo tre vittorie consecutive, sinceramente mi aspettavo ben altro. Invece, ho rivisto l’Inter di Cuper, intimidita dal grande avversario fin dalle prime battute di gara, come in quella terribile serata d’inizio marzo 2003, quando la Juventus vinse 3-0, terrorizzando l’Inter dopo soli 5 minuti in virtù di un pasticcio tra Guglielminpietro e Toldo, per poi passeggiarci sopra con le reti del solito Nedved e di Camoranesi. Come quella volta, l’Inter stasera non ha perso solo sul campo, dopo aver giocato un primo tempo da incubo, ma anche nell’approccio, nella testa e nell’atteggiamento, che non è stato da grande squadra, nemmeno nella ripresa, quando la Juventus, persi Thuram, Ibrahimovic e Trezeguet, oltre agli assenti di partenza Buffon e Zebina, aveva comprensibilmente smarrito buona parte del suo tasso tecnico. Con la Juventus a Torino si vince solo se non si ha paura, o non si ha nulla da perdere, dicono i critici. Ed è strano che una squadra, come quella di Mancini, capace di norma di giocare libera di testa, fino ad aver fatto in certi momenti dell’incoscienza un’arma importante, abbia pagato così tanto in termini di mentalità rispetto alla miglior squadra del torneo. Rivedendo la gara, l’Inter ha assolutamente demeritato e la sconfitta è sacrosanta. Meglio tacere anche in occasione del contatto, assai dubbio, che ha indotto Paparesta a concedere la punizione di Ibrahimovic, ribattuta in rete dall’opportunista Trezeguet, in occasione del primo gol. Non si è perso certo per questo. La seconda punizione di Nedved è stata splendida e imprendibile, ma quanto nervosismo, quanti falli inutili da parte di Cambiasso, Cordoba e di Materazzi, decisamente esagerato su Ibrahimovic! Evanescente Adriano che, quando non è in serata, sembra quasi che stia in campo quasi per gentilezza e sempre a vuoto Martins. Sottotono Pizarro, perché in partite dove l’attacco necessita di supporto va decisamente meglio Veron, e tardivo Mancini nei cambi, con Recoba e Cruz a provare scaramanticamente a replicare l’assalto all’arma bianca che, un anno fa a San Siro, consentì di recuperare uno svantaggio identico. Insomma tante, troppe cose negative per credere che quella vista al Delle Alpi sia la vera Inter, ma la Juventus al momento è superiore. A tutti, non solo all’Inter. Questa è una certezza! Fin qui il nero, ma credo ci sia anche uno spruzzo d’azzurro, visto che il campionato è solo alla sesta giornata ed è un po’ presto per assegnarlo già alla ‘Vecchia Megera’, senza contare che non ritengo preoccupante il fatto che l’Inter abbia già totalizzato in sei partite lo stesso numero di sconfitte, due, incassate in tutto lo scorso campionato. In realtà, ogni torneo fa storia a sè e l’Inter di quest’anno pare essere squadra che vince o perde, ma non inanella inutili pareggi in serie come un anno fa di questi tempi. Certo Palermo e Torino restano due sconfitte pesanti, più la prima della seconda, ma i giochi-scudetto si faranno tra febbraio e marzo e c’è quindi tutto il tempo per cancellare le brutte serate. Che devono comunque restare episodiche e moltiplicate dalle belle figure.

3 Commenti su 6C: Juventus-Inter 2-0

  1. Roberto Di Pietro, Torino // 21 gennaio 2010 a 17:34 // Rispondi

    Ciao GLR,
    leggo stamattina sui giornali e sul tuo editoriale cronache catastrofiche riguardo la partita di ieri sera. Personalmente non ho visto questa superiorità schiacciante della Juve, se non quella di carattere come quella che citi nell’editoriale con la quale concordo. Se si va a vedere le occasioni da gol oltre alle due punizioni mi ricordo solo un colpo di testa di Vieira su corner ben parato da Julio Cesar. Poi il secondo tempo abbiamo iniziato a giocare quasi come sappiamo e le occasioni a nostro favore non sono andate bene come le loro (punizione splendida del Chino e autogol di Kovac le più ghiotte).
    Quest’anno siamo una squadra molto tecnica, e il campo pesante ha favorito la potenza del centrocampo juventino, non permettendoci di giocare mai palla a terra e di cercare solo lanci lunghi per un Adriano che il Mancio sta continuando a spremere inutilmente. Non si era detto dopo Palermo che gioca chi sta meglio? Come si fa a lasciare un Cruz così fuori?
    Infine, almeno in questo momento, questa squadra non può fare a meno di Veron, più forte e completo di Pirlo ed Emerson: fa girare la squadra, attacca, rifinisce e allo stesso tempo randella in mezzo al campo.
    Mi sembra quindi una sconfitta maturata da un nostro approccio sbagliato, anche se la cattiveria in una partita così ci va, e da episodi e circostanze favorevoli alla Juve.
    Sarei stato più preoccupato se ci avessero chiuso nella nostra area tutta la partita ma sarai d’accordo con me che così non è stato, e mi sembra un po’ ingeneroso il paragone che fai tu con il 3-0 di tre anni fa: lì non avevamo mai visto palla!
    L’unica cosa che mi preoccupa è: vuoi vedere che hanno ragione quelli che dicono che quando cominciamo a essere sotto pressione, che quando arrivano gli appuntamenti dove ti giochi i trofei, ci sciogliamo? Ecco, secondo me ora questo è il limite da superare: si vince solo se si cerca di imporre sempre il nostro gioco ai mille all’ora come con la Fiorentina, non sappiamo giocare in altro modo.
    Roberto

  2. Carmelo Finocchiaro, Siracusa // 21 gennaio 2010 a 17:40 // Rispondi

    Ciao Gian Luca,
    ho visto il tuo editoriale post-Juve e devo dirti che non sono d’accordissimo con quanto dici.
    Io penso che l’Inter abbia da imparare dalla Juve. Ieri hanno vinto alla grande, hanno trovato in qualche maniera il gol, hanno raddoppiato grazie alla dabbenaggine della nostra barriera (sono abbastanza sicuro che se avessero dato ascolto a Julio Cesar Nedved non avrebbe segnato) e poi hanno contenuto alla grande il nostro ritorno: insomma hanno giocato da grandissima squadra, e stavolta senza aiuti arbitrali :-).
    Certo, il fatto di avere in mezzo al campo due mostri come Viera e ed Emerson aiuta parecchio (più il primo che il secondo, a mio parere il nostro Cuchu vale come Emerson ed è anche più giovane) ma è stato l’atteggiamento di tutta la squadra a metterci sotto: nel secondo tempo hanno capito che non potevano più segnare e allora hanno chiuso tutti gli spazi. Hai voglia poi di dire che Adriano non è brillante, che mancava Veron (indubbiamente la sua assenza ieri si è fatta sentite), quando affronti un centrocampo così forte è dura per chiunque fare gioco. Io poi ho una personale convinzione, cioè che un centrocampo forte come quello della Juve vada affrontato con un centrocampo a cinque.
    Io comunque rimango fiducioso, il Mancio sta facendo un buon lavoro per cui stiamo a vedere che succede; metti la difesa ad esempio, non è che abbiamo corso grandissimi pericoli (unica azione di rilevo, il colpo di testa di Viera parato da Julio Cesar), tant’é che la Juve è passata su calco piazzato. Ti ringrazio per l’attenzione e ti auguro ogni bene per le tue iniziative professionali e non.

  3. Fabio Valerio, Milano // 21 gennaio 2010 a 17:46 // Rispondi

    Dopo il risultato di domenica ti sembrerà strano sentire uno che dice siamo grandi, ma io lo pensavo già prima di domenica e ti spiego perché: gli altri anni eravamo abituati a preparare gli scontri con la Juve piangendo sui torti arbitrali, e mille altre cose che poco avevano a che fare con il calcio, quest’ anno mi è sembrato che abbiamo cercato di concentrarci soprattutto sulla partita, declinando le patetiche provocazioni da parte della Juve con i vari Moggi e Giraudo. Questo secondo me è importante, perchè si è finalmente capito che dobbiamo pensare sempre e solo a noi stessi senza cercare alibi ma giocandole tutte le partite, dimostrando ancora una volta che dietro i pochi successi dell’Inter non ci sono sospetti di sorta.
    Credo che stiamo veramente diventando una grande squadra, e la conferma la vorrei subito adesso, reagendo a una cocente delusione come quella di domenica, non facendo i disfattisti, ma analizzando gli errori e facendo quadrato difendendo quanto di buono fatto finora.
    Non pensi che a volte siamo proprio noi tifosi con le nostre critiche a guastare l’ambiente alla prima occasione utile?

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