5C: Inter-Fiorentina 1-0

Bella, l’Inter del Mancio, come non si vedeva da anni, almeno nel primo tempo, ma sprecona, come si era già vista. Per battere la Fiorentina, una delle squadre più in palla del campionato, è stato sufficiente il gol dopo una manciata di minuti di Martins su un’azione viziata da fuorigioco nel suo inizio, ma è incredibile rileggere il tabellino a fine gara e contare almeno una decina di occasioni sprecate, o neutralizzate dalla bravura dell’ex Frey. Va bene così, con la difesa imbattuta per la quarta partita consecutiva, mentre a San Siro, da 633′ minuti, un portiere dell’Inter non raccoglie il pallone nella sua porta. La lieta novella è che Mancini ha finalmente scelto l’undici titolare e non lo ha praticamente cambiato per tutta la gara, se si eccettuano gli ultimi minuti regalati a Cruz per aiutare Adriano a tener palla, quand’era chiaro che l’1-0 non sarebbe più cambiato. Adriano non è letale come ad inzio stagione, ma se il meno brillante è Adriano, peraltro più che mai utile alla squadra, vuol dire che va tutto a gonfie vele. Bravi tutti, ancora più bravi Figo, una delizia per gli occhi e per gli attaccanti, Veron, in serata di grazia e Cambiasso, centrocampista di rottura e di proposta ormai di livello mondiale. Un mio collega di Madrid, che lo segue assiduamente qui in Italia, considera la cessione del Cuchu uno dei più grandi errori nella storia del club madrileno e, forse, non esagera. Non mi dilungo sul resto, perché il resto è ancora tutto da scrivere, ma penso che questo allenatore, che ho sempre stimato e sostenuto, stia davvero riuscendo ad inculcare nella pazza Inter la mentalità della grande squadra ed è il primo vero gigantesco passo verso la vittoria importante che attendiamo da troppo tempo. Ora mercoledì c’è la parentesi di Champions League contro Rangers scozzesi di Glasgow nella tristezza delle porte chiuse e poi via verso Torino, per misurarsi in un grande scontro al vertice con la Juventus, sempre battuta ultimamente ma più che mai solida e leader del campionato, dove ha già realizzato un’impresa storica: nessuna squadra da quando ci sono i tre punti ha mai vinto cinque partite di seguito. L’Inter di Mancini proverà a vincere, perché gioca sempre per vincere, ma non è ora che si decide il campionato. Ora si decide solo chi potrà davvero competere per vincerlo. E la cosa più importante è non perderla di vista. Mai, conoscendo Capello. E chissà cosa troveranno da dire i soliti criticoni, ma qualcosa da dire c’è sempre: se non ci fosse, sai che tristezza! Conservo gli indirizzi di chi diceva che Mancini era un incapace. Io non so ancora se il Mancio sia più o meno capace, aspetto ma intanto guardo i fatti. Io non so nemmeno se questa squadra vincerà qualcosa, però mi piace. Almeno, per decenza, se non proprio per coerenza, chi è quasi infastidito dai successi del Mancio, taccia! Tanto troverà presto un’occasione meschina per tornare a parlare, ovviamente non con me.

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