2C: Palermo-Inter 3-2

Il 2-3, che fino ad una manciata di minuti dal termine era 0-3, ha reso solo apparentemente meno pesante a Palermo la prima sconfitta alla prima trasferta del campionato 2005-06 per l’Inter. A Palermo si può anche perdere, perché per me la squadra di Del Neri può puntare all’ultimo posto in Champions League per la qualità dell’organico, non a caso buon serbatoio per la nostra Nazionale. Io credo che, dopo Juve, Milan e Inter, sulla carta il quarto posto finale in campionato sia alla portata di cinque squadre: Udinese, Roma, Sampdoria, Fiorentina e proprio il Palermo. La società di Zamparini ha cambiato Toni con Makinwa e Caracciolo, ma ha confermato i nazionali di difesa e centrocampo. Sinceramente non mi sorprenderei troppo se alla fine del torneo dietro le tre grandi ci fossero proprio i rosanero. Quindi a Palermo si può perdere e l’anno scorso ci ha perso anche la Juventus che poi ha vinto lo scudetto, ma c’è modo e modo di perdere e l’Inter ha perso male. La squadra di Del Neri, oltre alle tre reti, ne ha sfiorate altre e ha giocato e creato parecchio, mentre l’Inter è sembrata timida e spenta. La rimonta con la doppietta di Cruz, subentrato a Cambiasso, è stata frutto più dell’ovvio calo del Palermo, che nei minuti finali ha gestito il 3-0, che di una vera riscossa nerazzurra. Ora chi già mette alla berlina Mancini, faccia a meno di scrivermi perché nemmeno risponderò: ci sono tifosi dell’Inter che è sacrosanto che non vincano mai niente d’importante (fino a qualche mese fa avrei scritto’ niente’, ma le due ‘coppette’ vinte da Mancini fanno comunque albo d’oro). Insomma, chi gioca con le figurine e spera che l’allenatore venga cacciato alla prima sconfitta, per ricominciare tutto da capo, non perda tempo con me. Questo vale per Mancini, ma valeva, o meglio avrebbe dovuto valere anche per Cuper, Zaccheroni e i predecessori che hanno avuto poco tempo per lavorare. Già perché c’è già chi mi ha scritto che Mancini, che ha perso 4 gare su 58, non sarebbe da Inter e che Coppa Italia e Supercoppa non contano nulla, ignorando che una grande società non cambia allenatore ogni anno e per anni l’Inter è stata una piccola società. Chi ha certe nostalgie mi stia alla larga: certe idiozie non solo non le leggo, ma non le ascolto nemmeno. Quando Mancini avrà brutalmente fallito un’intera stagione, tornerò a discutere di allenatori e mi auguro che la prossima volta capiti tra due anni. Queste cose, credetemi, le avrei scritte anche se a Palermo l’Inter avesse vinto, perché è bene ribadirle a inizio stagione e non cambio certo idea per una brutta sconfitta, come quella di Palermo. Dove Mancini non ha sbagliato solo nel tandem Pizarro-Veron ma anche nel fallito rilancio di un esterno che l’Inter, a certe condizioni, avrebbe ceduto volentieri: Kily Gonzales. Inguardabile. Ovviamente non si è perso solo per Kily. Adriano era certamente stanco, ma stavolta Mancini non se l’è sentita di farne a meno, da un lato per non offendere l’Imperatore che finora ha fatto cose splendide e dall’altro per evitare, come ha ammesso Mancini stesso, il casino scoppiato l’anno scorso ognuna delle quattro volte che il brasiliano è finito in panca. Mancini ha sbagliato? Certo, ma dirlo dopo è facile! Pensate invece cosa sarebbe successo se a Palermo si fosse perso con Adriano in panchina! In più Martins ha girato a vuoto, Pizarro è rimasto imbrigliato, mentre in difesa un leggero calo di condizione e di velocità in Cordoba è bastato a mandare all’aria l’intero reparto. Sicuramente Ze Maria non vale Javier Zanetti, ma al Palermo è stato concesso troppo in ogni zona del campo e rinunciare dall’inizio causa Champions a Stankovic e a Figo sulle fasce è stato un altro errore. Può anche essere stata una serata storta, determinata pure dal tardivo ritorno dei tanti nazionali, ma è bene lavorarci sopra. Le prossime gare diranno se Palermo è stata una brutta parentesi o qualcosa di più, fermo restando che in questo periodo tutte e tre le grandi non stanno esprimendo un grande calcio.

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