23C: Parma-Inter 2-2

Questa volta i tifosi nerazzurri sono divisi, anche se il pareggio di Parma impedisce altri voli di fantasia su una prossima riapertura del campionato per l’Inter. Resta da capire se il 2-2 finale lasci la bocca più dolce o più amara. Io ritengo che questa rimonta sia comunque diversa dalle precedenti, perché ottenuta in inferiorità numerica su un campo tradizionalmente non facile per l’Inter. E’ però difficile accorgersene perché pesano troppo i precedenti pareggi ottenuti in condizioni ben più favorevoli. C’è chi afferma che Mancini abbia completamente sbagliato ad individuare in Coco e Davids i sostituti di Favalli e Cambiasso. Si può discutere su Coco, ma non su Cambiasso, che in attesa del trittico Roma-Derby-Udinese e del ritorno ormai imminente della Champions League aveva assolutamente bisogno di un turno di riposo. Io continuo a credere che il vero Davids possa essere utilissimo a questa Inter. “Davids” – ha detto Mancini – “vale Cambiasso!”. Al momento non è così, ma la ‘coccola’ intelligentemente elargita all’olandese ora dovrà essere ricambiata come merita. L’impiego di Coco ha invece una matrice completamente diversa: serviva a lui e a Mancini una gara contro un avversario diretto fortissimo come Marchionni per capire se Francesco può ancora avere un futuro all’Inter. Ha sofferto troppo Coco per non meritare una chance come questa, ma sarebbe ingeneroso ritenerlo il responsabile unico dell’iniziale tracollo difensivo dell’Inter. Coco è partito malissimo commettendo un netto fallo da rigore su Gilardino, che poi un Collina distratto ha subito riequilibrato ignorandone un altro solare per un tocco volontario di braccio di Paolo Cannavaro. Coco ha continuato a soffrire anche in campo, al punto che Mancini, dopo l’espulsione di Materazzi, è stato costretto a spostarlo al centro della difesa, inventando Davids esterno sinistro di difesa: un esperimento che ha ridotto l’olandese stracotto a inizio ripresa. Al momento del raddoppio di Gilardino, più bravo lui che scarsi i difensori nerazzurri nell’occasione della sua girata da fenomeno, mancava un quarto d’ora alla fine e questa volta credevo davvero che l’ennesima rimonta non si sarebbe perfezionata. E invece, ancora una volta, l’Inter ha confermato la sua imprevedibilità, riuscendo sui nervi a riportare la gara al punto di partenza: in crescita Stankovic e Veron, soprattutto l’argentino che ha interpretato la rimonta come un fatto personale, giocando con il coltello tra i denti. In calo invece Martins, inferiore alle apparizioni precedenti, e Adriano, che ha insistito troppo in iniziative personali per cui non è ancora pronto. Peccato per Vieri che ha sciupato il match-ball solo davanti a Frey, autore di una prestazione maiuscola, forse anche per dimostrare agli operatori di mercato nerazzurri che hanno fatto male a smettere di seguirlo dopo i primi due mesi di campionato. Frey quest’estate è stato ad un passo dal clamoroso ritorno, ma l’incastro magico non si è trovato. Ora comincia la serie terribile che alla fine di febbraio dovrà finalmente svelare le ambizioni dell’Inter per il rush finale del torneo, anche se la seconda sconfitta consecutiva della Juventus, dopo le due del Milan, oltre ai tanti, troppi pareggi dell’Inter, ben 15 su 23 gare, testimoniano l’imprevedibilità di un torneo che può ancora assegnare ad ogni squadra la bellezza di 45 punti!

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