22C: Inter-Atalanta 1-0

Il successo di misura sull’Atalanta accorcia la classifica dell’Inter. Mancini, dopo le due sconfitte consecutive del Milan, aveva augurato la stessa sorte alla Juve. A sorpresa la Juve si è fermata, ma meglio fermare anche i voli pindarici. Il Milan è risorto a Messina e i distacchi, anche se più brevi di qualche domenica fa, restano importanti: -12 dalla Juve, cioè quattro partite secche e -7 dal Milan. Troppi punti per concedersi sogni proibiti. Mi sembra già positivo che ora si sia tornati a guardare i risultati dei rivali di sempre, mentre fino a due settimane fa si guardava a quelli di Udinese, Roma e Sampdoria. Anche ammettendo che l’Inter abbia davvero smesso di pareggiare, non bisogna dimenticare che l’inseguimento doppio raddoppia la fatica. Ci fosse solo una tra Juve e Milan davanti, si potrebbe anche sperare nel miracolo. Miracolo non nel senso di vincere il campionato, ma di provare almeno a spaventare nel rush finale i battistrada. Comunque mi pare già un successo che per una volta le vignette dell’amico Rob non prendano di mira la solita Inter Fabio Capello e il passo falso della Juve. In ogni caso c’è un fattore che rende questo campionato una novità assoluta rispetto ai precedenti: è un torneo a 20 squadre e tutti noi siamo abituati a parametrarci su competizioni a 18 squadre con 34 partite. Invece mancano ancora 16 giornate alla fine con 48 punti ancora disponibili: un’enormità! Il calendario infinito, con il ritorno della fase cruciale della Champions League e nuove sorprese assolutamente impreviste, dopo le sconfitte del Mian a Livorno e con il Bologna e della Juve con la Sampdoria, potrebbero rimescolare le carte. Il problema è che di solito è l’Inter a ‘regalare’ brutte sorprese e nulla ci dice che la squadra del Mancio abbia davvero messo la testa a posto. Per pensare davvero in grande, Juve e Milan dovrebbero scalare le marce, mentre l’Inter dovrebbe vincere sempre. Un conto è sognare, un altro è credere. Restando con i piedi per terra, la gara con l’Atalanta, comunque inferiore a quella di Palermo, ha confermato Martins splendido match-winner, restituito Stankovic più lucido, timidamente riproposto il Davids randellatore che piace alle folle e promosso la fase difensiva nel suo complesso. Consigliano invece massima prudenza il valore modesto dell’avversario bergamasco, mai in zona gol, e la constatazione che l’Inter ha creato ben 24 situazioni offensive, ma ha vinto di misura. La montagna ha partorito il topolino, verrebbe da dire. Ma oggi va meglio di ieri, quando il passo in classifica era da lumaca, con Vieri già dato per finito, Mancini mai dato per iniziato e la fase difensiva non pervenuta. Domenica a Parma potrebbe tornare disponibile Adriano, ma non forzerei i tempi per una partita che l’Inter può e deve vincere comunque. Poi arriverà il trittico terribile con Roma, Udinese e il derby con la Champions League di mezzo: insomma entro la fine di febbraio i verdetti saranno più attendibili. Dice il saggio che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Resta da capire chi siano i veri duri!

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