Zac merita la riconferma

Pubblicato su Il Giorno, rubrica Inter nos – 8 aprile 2004

L’Inter è decollata per Marsiglia con animo decisamente più sereno. La vittoria nel derby d’Italia ha finalmente chiarito, almeno in parte, i dubbi dei mesi precedenti. La prima gara con i francesi si giocherà nel famigerato Vélodrome, lo stadio che nel ’91 vide Galliani ritirare il Milan, per il mal funzionamento di un riflettore, dalla Coppa dei Campioni, ironicamente ribattezzata dagli interisti Coppa dei Lampioni. Quello era il primo Galliani e il suo gesto costò un anno di squalifica al Milan dall’Europa. Oggi il presidente di Lega è cambiato e una leggerezza del genere non la commetterebbe più. Ma torniamo all’Inter, perché il gioco espresso con la Juventus ha segnato tre punti anche nella personale classifica di Zaccheroni. Da Natale Zac va ripetendo che l’Inter sarebbe tornata una squadra solo con il recupero degli infortunati. Paradossalmente proprio la Juventus ha confermato sulla sua pelle l’equazione tanti infortuni=poca squadra. Lippi nella settimana cruciale si è trovato senza i suoi uomini migliori e ha perso tutto: campionato, Champions League e coppa Italia, giungendo al capolinea di un ciclo francamente irripetibile. Al proposito non capisco lo scoramento dei tifosi bianconeri: dopo dieci anni di successi ci può stare un’annata storta e, forse, persino la fine di una squadra che merita l’onore delle armi per quello che ha vinto. Vien da pensare che abbiano davvero ragione i tifosi dell’Inter, che hanno ammonito i rivali via striscione: “ Quindici anni come i nostri e di voi non ci sarebbe più traccia”. Nel calcio, come nella vita, ogni tanto capita di ricominciare da capo. L’ Inter lo ha fatto anche troppo, in questi anni. Anche in società oggi, perché con l’Inter il domani è più che mai un’ ipotesi, l’orientamento prevalente è quello di fidarsi della tesi Zaccheroni e di dare un’altra opportunità al tecnico che, da buon interista, sogna di regalare e regalarsi anni migliori di questo, cominciato in sella a un cavallo già in corsa e per giunta nemmeno suo. Zaccheroni assegna un ruolo decisivo alla preparazione estiva: secondo lui la grande squadra, quando nasce, nasce in estate. Zac ha sempre amato cominciare il lavoro tutti insieme, per conoscersi a fondo nel periodo in cui non ci sono ancora le gare da tre punti: lì si possono fare esperimenti e, durante il ritiro, si cementa il gruppo. Cose che gli mancano dai tempi del Milan, visto che all’Inter, come alla Lazio, è subentrato in corsa. Ma, conoscendo Moratti, più che mai attento alla squadra, è chiaro che Zaccheroni la riconferma se la gioca proprio in questo rush finale: la gara con la Juve è stata un’ottima ripartenza, tanto per usare un linguaggio caro al tecnico, ma ora servono fatti come il quarto posto e la Coppa Uefa. Mete che garantirebbero a Zac di ricominciare l’anno prossimo secondo le sue regole, cioè dall’inizio. E, in questo senso, la doppia sfida di Uefa con il Marsiglia è decisiva: quella francese è una squadra di livello Champions League, l’avversario ideale, ben più del Sochaux e del Benfica, per ritarare il mirino del tecnico, che in Europa ha spesso mancato il bersaglio grosso.

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