Mancini il miglior acquisto?

Non ho scritto editoriali in questi ultimi giorni perché non ne avevo tanta voglia. L’esigenza e insieme il desiderio di essere anche un giornalista di news da quando sono tornato ad occuparmene con la conduzione di Buogiorno Lombardia mi hanno un po’ tolto il fiato davanti alla strage di bambini in Ossezia. Vorrei ci fosse una condanna più forte da parte di tutto il mondo politico italiano, in altri casi così pronto a sventolare in piazza le rispettive bandiere. Ma, a proposito di bandiere, stanno per tornare quelle negli stadi e, poiché mi sono ripromesso di non parlare mai di politica in questo sito, mi scuso per la parentesi e torno subito al calcio. Sabato alle 18 a Verona tocca all’Inter battere il calcio d’inizio del primo campionato a 20 squadre da mezzo secolo a questa parte. Un pronostico? Dovrebbe vincere ancora il Milan, no? Un po’ perché è la squadra sulla carta più forte con un anno di esperienza in più e un po’ perché io i pronostici non li ho mai centrati. In seconda fila, secondo gli esperti Inter e Juventus, ma anche loro sbagliano. Ho voglia di vedere se tutto quello che di positivo che ho notato da metà luglio ad oggi sarà confermato ora che il gioco si fa duro e i duri devono cominciare a giocare. Voglio davvero vedere se il campo confermerà quello che sospetto, cioè che il miglior acquisto dell’inter sia Roberto Mancini. Impazzivo per lui come giocatore, lo attendo al varco come allenatore. Per quel che so, quello che sta succedendo nell’Inter è qualcosa di assoutamente nuovo: il Mancio parla con tutti i giocatori, anche con quelli che a volte si fatica a ritenere tali, ma tra i dirigenti parla solo con Oriali e con Moratti. Tutti gli altri pare che nemmeno li ascolti. E questa è una novità assoluta, ve lo assicuro! Ma ora dovrà parlare il campo, perché anche Lippi, guadagnandosi la mia immediata stima, era partito così, finendo però ben presto per parlare da solo. Nel calcio è vivamente sconsigliato ascoltare tutti: basta prendere i tifosi dell’Inter, anche nel forum di questo sito, per accorgersi che ognuno ha un’opinione diversa dall’altro. I tifosi dell’Inter poi sono specialisti nel dividersi in due partiti, pro e contro, su tutti i temi possibili: pro e contro Moratti, pro e contro Cuper, pro e contro Ronaldo, pro e contro Vieri. Ognuno dice la sua, ed è legittimo, ma ognuno influenza l’altro in una reazione a catena che, nel passato, ha contagiato anche i dirigenti che, invece, dovrebbero conservare cuore caldo e mente fredda. Al Mancio voglio solo augurare di continuare come ha cominciato, ascoltando tutti, ma andando per la sua strada. Questo ambiente, da troppi anni senza vittorie, ha centrifugato tutto e tutti. Succedeva già ai tempi di Pellegrini: sintomatico il caso della vecchia quercia Osvaldo Bagnoli che, dopo una una stagione e mezza di Inter, ha deciso di andare in pensione. Qui è facile perdere la testa ma chi vincerà sarà immortale! Il Mancio si prepari…

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