Dedicato agli anni ’70

Sei cresciuto a cavallo degli anni ’70-’80? Allora preparati ad un viaggio nei meandri della tua memoria: se ricordi tutte o quasi, le prossime immagini significa che hanno ragione i ventenni e che sei proprio vecchio!!!


LA PUBBLICITA’

Da sinistra: i gelati 'Mazinga' della Motta. Ve la ricordate Daniela Goggi? La pubblicità 'Big-babol' era spesso nel settimanale Topolino. La 'Girella' resta la protagonista indiscussa della merenda nelle Scuole Medie. Indimenticabile il 'Ciao Crem' con il panino che parlava e diceva Ciao Crem nello spot Tv!

Da sinistra: i gelati 'Mazinga' della Motta. Ricordate Daniela Goggi? Quanto autoerotismo sulla pubblicità 'Big-Babol', inserita spesso in Topolino. La 'Girella' resta la protagonista indiscussa della merenda alle Medie. Indimenticabile il 'Ciao Crem' con il panino parlante che nello spot diceva proprio "ciao crem".


I CARTONI

Tra i cartoons, c'è l'invasione dei 'manga' dal Giappone, ma i più originali restano gli americanissimi 'Dastardly e Muttley' by Hanna & Barbera!

Tra i cartoons, ecco l'invasione 'manga' dal Giappone, tra Holly e Benji e Goldrake. Io però stravedevo per gli americanissimi 'Dastardly e Muttley' by Hanna & Barbera!


I TELEFILM

Da sinistra:chi non ha visto almeno due volte tutte le puntate di 'Arnold' può considerarsi un ex-bambino emarginato. Bei tempi quando J.R. faceva le corna a Sue Ellen in 'Dallas' e l'unico tifoso VIP dell'Inter era Gino Bramieri. 'Chips', ovvero gli imitatori americani di Otello Celletti il vigile di Alberto Sordi. 'La casa nella prateria' faceva pietà, ma quando sei piccolo guardi proprio tutto.

Da sinistra: 'Arnold'; 'Dallas', quando J.R. tradiva Sue Ellen e l'unico tifoso VIP dell'Inter era Gino Bramieri. I 'Chips', ovvero l'americanizzazione di Otello Celletti, il vigile di Alberto Sordi. 'La casa nella prateria' , noiosissimo.

Da sinistra: 'Hazzard', ovvero che senso ha saldare gli sportelli per essere poi costretti a entrare in tuffo dai finestrini? Con apposito film-remake nel 21° secolo. 'Love Boat', quante volte ho desiderato affondasse! George de 'I Jefferson', dove il mio idolo era il vicino di casa, Mr.Bentley. Il 'Tenente Kojak', tra l'altro indimenticato interprete della pubblicità "Biancosarti, il mio drink vigoroso.

Da sinistra: 'Hazzard', overo Bo e Luke che per saire in auto non usavano le portiere ma entravano tuffeandosi dai finestrini. Scontato il remake cinematrografico nel terzo millennio. 'Love Boat', più fortunata del Titanic. George de 'I Jefferson', col mitico vicino di casa, Mr.Bentley. Il 'Tenente Kojak', quando essere pelati non era di moda con Telly Savalas, anche tra interprete della pubblicità 'Biancosarti, il mio drink vigoroso'.

Da sinistra: 'L'incredibile Hulk', ovviamente altro film remake nel 21° secolo. 'Wonder Woman', il supereroe più inutile dell’universo. 'L’uomo da 6 milioni di dollari', che più correva più le immagini rallentavano! 'Spazio 1999' con i personaggi antipatici come la merda e le navicelle spaziali a forma di canocchia!

Da sinistra: 'L'incredibile Hulk', interpretato da Lou Ferrigno, con imancabile remake nel 21° secolo. 'Wonder Woman', la supereroina più inutile dell’universo. 'L’uomo da 6 milioni di dollari', che più correva più le immagini rallentavano! 'Spazio 1999' con i personaggi antipatici come il prurito alla schiena quando guidi e le navicelle spaziali più brutte di sempre!

Da sinistra: Fonzie in 'Happy Days', il mito di ieri dei trentenni d’oggi.Starsky e Hutch', quelli veri, ben prima di Ben Stiller e Owen Wilson nel solito film-remake del 21° secolo. 'Le 'Charlie's Angels', con le prime polluzioni notturne e addirittura un doppio remake nel 21° secolo.'Mork e Mindy' (nano-nano).

Da sinistra: Fonzie in 'Happy Days', un mito. Starsky e Hutch', tutto sommato non ben ripoposti da Ben Stiller e Owen Wilson nell'ultimo remake. 'Le 'Charlie's Angels', anche se non ho mai capito bene quale delle tre ispirava vere erezioni e riproposte addirittura con doppio remake nel 21° secolo.'Mork e Mindy', con lei ben più carina che nella foto.

Da sinistra:l'indiano 'Orzowei'. 'Sandokan' con Yanez. Il Dottor Spock, impersonato da Leonard Nimoy, in 'Star Trek', una saga interminabile. 'Bonanza', il cow-boy di origine siciliana. Che tristezza!

Da sinistra: 'Orzowei', l'indiano. 'Sandokan' con Yanez. 'Star trek', con Loenardo Nimoy nel ruolo del Dottor Spock: una saga immportale. 'Bonanza', l'imporbabile cow-boy di origine siciliana.

E in chiusura, la cosa in assoluto più kitch degli anni '70: dal Giappone 'Megaloman', inguardabile!

E in chiusura, il prodotto giapponese in asosluto più più kitch degli anni '70: 'Megaloman', inguardabile!

E poi, pensandoci bene noi bambini degli anni ’70, come abbiamo fatto a sopravvivere?
– Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
– Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
– Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.
– Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
– Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
– Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale.
– Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
– Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
– La scuola durava fino a mezzoggiorno, arrivavamo a casa per pranzo. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.
– Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c’era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.
– Mangiavamo biscotti, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
– Condividevamo una bibita in quattro, bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
– Non avevamo Playstation, Xbox, Videogames, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computers, chat su Internet, ma avevamo AMICI!
– Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era li e uscivamo a giocare.
– Si! Lì fuori!, Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto?. Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati non subivano alcuna delusione che si trasformava in trauma.
– Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.
– Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità…ed imparavamo a gestirli. La grande domanda è: Come abbiamo fatto a sopravvivere? e, soprattutto, ad essere le grandi persone che siamo ora. Appartieni a questa generazione? Se la risposta è si, pensaci bene…… In fondo siamo stati molto felici!!!

E per concludere: Dedicato a tutti i nostalgici innamorati di un calcio che non c’è più.
Noi che…non facevamo i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa.
– Noi che…agli appuntamenti c’eravamo sempre quasi tutti, anche senza telefonini.
– Noi che…se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo più forti di Rivera.
– Noi che…invece avevamo ai piedi le Tepa Sport.
– Noi che…il pallone di cuoio sapevamo come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri.
– Noi che…o il Super Tele, l’Elite o addirittura il Tango Dirceu, se andava di lusso.
– Noi che… non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale.
– Noi che…”Siete dispari posso giocare?” “Eh non lo so, il pallone non è mio!”.
– Noi che…chi c’aveva il pallone giocava sempre anche se era una schiappa.
– Noi che…quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi.
– Noi che…l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta.
– Noi che…anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal: “goal o rigore” metteva sempre tutti d’accordo.
– Noi che…costretti alla regola di “portieri volanti” o “chi si trova para”. Noi che “segnare da oltre centrocampo vale?” – Vale…vale tutto!
– Noi che…chi arriva prima a dieci ha vinto.
– Noi che…c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel momento 19-1.
– Noi che…quando aprivamo le bustine ci si rimaneva male se si trovava il triplone di Piloni (Juventus).
– Noi che…celo, celo, celo, manca…quante ne vuoi per questa?
– Noi che…la Stock di Trieste è lieta di presentarvi ‘Tutto il calcio minuto per minuto’.
– Noi che…Ciotti :…”scusa Ameri,scusa Ameri….clamoroso al Cibali” , ch’era più famoso di Catania.
– Noi che…”cielo da cartolina ma giornata fredda come un contenitore televisivo oppure “tutta la squadra dell’ Internazionale retrocede a protezione dei 16 metri”, sempre Sandro Ciotti.
– Noi che…vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Luigi Necco da Napoli, Giorgio Bubba da Genova, Marcello Giannini da Firenze, Gianni Vasino da Milano, Cesare Castellotti da Torino, Tonino Carino da Ascoli e Franco Strippoli da Bari.
– Noi che…la domenica alle 19,30 vedevamo sulla RAI un tempo di una partita di serie A e c’erano sempre la Roma o la Juve.
– Noi che…riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome.
– Noi che…l’1 era il portiere, il 2 e il 3 i terzini destro e sinistro, il 4 il mediano di spinta, il 5 lo stopper, il 6 il libero, il 7 l’ala destra, l’8 una mezzala, il 9 il centravanti, l’11 l’altra punta possibilmente mancina, il 10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il più bravo.
– Noi che…quante squadre di Subbuteo ch’hai te?
– Noi che…andavamo dall’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “Chiedi a Patrizia se si vuole mettere con me?” Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: “Patrizia ha detto che ci deve pensare…”.

– Noi che…Patrizia ci sta ancora pensando!

1 Commento su Dedicato agli anni ’70

  1. Bellissimo. Mi sono imbattuto su questo sito per caso. Mi ha toccato il cuore, attraverso i ricordi.
    Condivido i sentimenti e le opinioni espresse qui. Eh, si! Quando non si capiscono più i giovani, vuol dire che sei invecchiato. In senso buono: conservi la memoria di un tempo migliore, o che noi consideriamo tale, con le nostre buone ragioni.
    Certo, era lo stesso, anzi, l’inverso con i nostri genitori.
    E anche i nostri nonni, nonostante la guerra, rimpiangevano la loro, di giovinezza. Sob

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Viva l’Inter!


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