6UCL: Inter-Anderlecht 3-0

L’Inter si è qualificata in scioltezza agli ottavi di Champions League: prima nel suo girone, con il miglior attacco, ben 14 gol insieme al Manchester United, che però deve ancora giocare l’ultima gara e una tra le migliori difese d’Europa, e qui sta il bello, con sole tre reti subite. L’Inter si era già affacciata agli ottavi con due gare d’anticipo, ma ne ha comunque vinte quattro su sei, totalizzando l’ideale bottino di 14 punti. A San Siro, la pratica Anderlecht, l’ombra della grande squadra a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, è stata archiviata senza patemi, con un rotondo 3-0, firmato da Cruz e suggellato dalla doppietta di Martins. Era però l’Inter dei delusi, cioè di quei giocatori che per un motivo o per l’altro si son ritrovati in panchina e ora devono sfruttare queste occasioni per far cambiare idea al Mancio sul loro futuro. Tra questi, in prima fila, ci sono Materazzi e Burdisso, stasera mai in affanno, ma anche Recoba, straordinario nell’assist di tacco per il gol d’apertura di Cruz. Mancini ha provato il tridente, che ha funzionato a dovere, ma raramente si troveranno da qui in avanti avversari tanto modesti tecnicamente e psicologicamente dimessi. Ora la parola all’urna svizzera con alcune mine vaganti, tra cui il temutissimo Barcellona. In due gare e in quattro giorni l’Inter ha comunque tenuto inviolata la porta, segnando 8 gol, ma sparring-partners Messina e Anderlecht non capiteranno più. Nessun tecnico interista, nella recente storia di Champions League, aveva ottenuto la qualificazione alla seconda fase così bene e così presto  come Roberto Mancini. Interessante resta l’esordio di Pablo Hernan Dellafiore, difensore argentino proveniente dalla primavera, che ha seguito le orme di Giovanni Pasquale e di Alex Cordaz. Malgrado si dica giustamente che l’Inter non ha saputo in tempi recenti sfruttare il suo discreto settore giovanile, c’è un dato paradossale: infatti, nessuna formazione di alto livello europeo ha lanciato in Champions tre giovani cresciuti nel suo ventre negli ultimi due anni. Osservato speciale tra i belgi, il giovane monumentale difensore Vincent Kompany, che però mi ha deluso. Ultimamente l’ho visto con particolare attenzione solo nelle due occasioni in cui ha ovviamente affrontato l’Inter, ma non mi ha convinto: all’andata ero a Bruxelles e, davanti ad Adriano, mi è sembrato un difensore assolutamente normale, e qui ci può stare, ma stasera a San Siro ha evidenziato più ‘buchi’ di quanti non ne abbia Windows Millennium! Kompany è certamente ancora acerbo, è vero, ma val la pena di svenarsi? Ora sotto con il campionato per vedere se di qui alla sosta di Natale l’Inter è guarita dalla ‘pareggite’!

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