Ronaldo il carnevale è finito!

Pubblicato su Tuttosport, rubrica Inter nos – 12 marzo 2002

Caro Ronaldo, per una volta ho scelto di utilizzare questo spazio per parlarti non da giornalista ma da tifoso, anzi da portavoce dei tifosi, ed in particolare di quelli, e sono tanti, che da un paio di settimane stanno intasando i centralini e gli indirizzi di posta elettronica della redazione sportiva di Telelombardia. Scrivono di te e, di questi tempi, non certo per dirti le cose carine a cui eravamo abituati. Stavolta il tenore dei messaggi è ben diverso. I tifosi dell’Inter che nel giugno 1997 si vantavano con tutti gli altri per il tuo acquisto, oggi sono spiazzati, preoccupati, arrabbiati o delusi, a seconda dei casi. Si sentono traditi da te, perché ; non capiscono cosa ti stia succedendo. Non capiscono i motivi della tua ennesima partenza per il Brasile e ormai non si fidano più delle risposte imbarazzate alle domande sulla data del tuo ritorno. Già quando torni? Prima della metà di marzo come dicono, anzi come sperano, in casa Inter o ai primi di aprile, come vogliono le solite voci che rimbalzano da Rio de Janeiro? Il 9 febbraio, alla vigilia di Bologna-Inter, Hector Cuper affermava candidamente in conferenza stampa ad Appiano Gentile che ti aspettava per il giorno dopo. Poi, la domenica pomeriggio, nella sala stampa del Dall’Ara, il tuo allenatore era costretto dagli eventi ad una brusca retromarcia. Senza dimenticare il ricatto di Scolari: secondo lui per giocarti i mondiali in Asia, dovresti restare in Brasile il più a lungo possibile ed affidarti ai medici brasiliani, come se non ci ricordassimo che tutti i tuoi guai sono nati proprio ai Mondiali ’98, quando stavi in ritiro con la nazionale brasiliana. Quella discesa dalla scaletta dell’aereo, riproposta impietosamente dalle televisioni di tutto il mondo ce l’abbiamo ancora negli occhi, come l’infortunio di Roma due anni dopo. E poi i viaggi transoceanici del preparatore Gaudino e del dottor Combi, i laconici comunicati sul sito ufficiale nerazzurro, le tue foto al carnevale di Rio e tutto il resto. Infine, l’ultima uscita, quando hai detto che non eri stato curato bene dopo l’infortunio di Piacenza, una dichiarazione che ha fatto imbestialire tutti, da Cuper ad Alfano, da Gaudino a Combi, fino a Massimo Moratti, che tutto si sarebbe aspettato da te, ma non questo. Non lo merita il presidente, che per te ha un’adorazione unica, e non lo meritano i tifosi. Ha ragione l’Inter, caro Ronnie, ad essere imbarazzata, perché ci sono incazzature che non è facile nascondere dietro sorrisi di circostanza, soprattutto quando fai saltare all’ultimo momento un appuntamento fondamentale per la tua salute, quello preso da tempo con l’osteopata francese Boixel a Laval. Ha ragione l’Inter a ribadire che devono essere i suoi medici a curarti e non quelli brasiliani, che non vedono l’ora di ficcare il loro naso nei tuoi guai muscolari, nei consulti e nelle tabelle di recupero. Ha ragione l’Inter in tutta questa vicenda, perché a Maiorca tu avresti dovuto seguire un programma diverso da quello dei tuoi compagni, ma hai insistito per fare tutto quello che facevano gli altri. Hai sentito la pressione e hai fatto pressione per giocare, e questo è comprensibile, perché star fuori ti fa star male. Puntualmente però è arrivata la ricaduta al bicipite femorale della coscia sinistra. E adesso? Diciamola tutta, Ronnie, la tua popolarità presso i tifosi nerazzurri oggi è al minimo storico, perché c’è la netta sensazione che l’Inter per te sia meno importante di quanto tu sei importante per l’Inter e per i suoi tifosi. Già perché prima di essere un calciatore brasiliano, giustamente appetito dai più grandi sponsor internazionali, tu sei un calciatore, un simbolo ed un patrimonio dell’Inter, anche nell’anno dei mondiali. Torna in te, caro Ronnie, ma soprattutto, torna presto. Basta poco per ricominciare a volersi bene.

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