Che bello, ora è il Milan che vive di ricordi

Pubblicato su Tuttosport, rubrica Inter nos – 2 marzo 2002

Domani sera si gioca il derby della madonnina numero 251 e per noi interisti la stracittadina dall’11 maggio 2001 puzza di bruciato per quelle sei vampate del diavolo, troppe per dimenticarle. A proposito, approfitto di questo spazio per ringraziare pubblicamente l’anonimo che l’anno scorso, all’indomani del set di tennis, provvide a farmi trovare sei pere, tra l’altro buonissime, nella cassetta delle lettere di casa mia. Per la verità, noi interisti pensavamo di rifarci quest’anno nel derby di andata, l’11 ottobre scorso, ma è finita male anche lì: 4 a 2 per i cuginastri, sempre pronti allo sfottò. Non so cosa succederà domani sera ma, a questo punto del campionato, una cosa posso dirla. Quest’anno la musica è cambiata! Dopo 24 giornate, l’ Inter è in lotta per lo scudetto e sarà così fino all’ ;ultimo. Vincerlo poi è un altro discorso. Quel che è certo è che noi interisti non ci sentiamo più i tifosi della seconda squadra di Milano, come accadeva fino a qualche anno fa, quelli che vivono solo per il derby, e che spesso partendo sfavoriti lo vincevano. Belle serate ma brutte stagioni, perché il diavolaccio intanto faceva incetta di scudetti. E i cugini, se perdevano il derby, dicevano che era perché lo snobbavano. Ora le parti si sono invertite. Adesso siamo noi nerazzurri a lottare per lo scudetto, confrontandoci ogni domenica con gli impegni di calendario di Roma e Juventus. Loro, invece, possono solo inseguire il quarto posto, sai che soddisfazione, elaborando tabelle d’aggancio a Chievo e Bologna, con un occhio alle spalle, però, perché con la Lazio non si sa mai. Adesso tocca ai cugini rossoneri vivere nella speranza di vincere il derby, fare del tifo contro l’Inter di qui alla fine della stagione l’unica ragione della loro esistenza sportiva. Come facevamo noi insomma, con la consapevolezza del ruolo e la sportività per ammetterlo, perché vivere solo sperando di vincere il derby è proprio da provinciale. Il giovedì di Uefa ha poi confermato il momento difficile del Milan, che si è stancato fino ai rigori per piegare il Roda Kerkrade, squadra modesta che annaspa in fondo alla classifica del campionato olandese. L’ottimo Abbiati, spesso criticato dai tifosi rossoneri, stavolta meriterebbe un monumento. l’Inter invece non ha nemmeno schierato la formazione migliore nella bolgia di Atene. Scrivo bolgia perché c’ero, e non mi viene in mente nessun altro termine per descrivere l’ atmosfera dello stadio Nea Philadelphia. Eppure, al di là di qualche distrazione, l’Inter ha vissuto solo pochi attimi di tensione e ha chiuso senza affanno il discorso con i greci con Gresko (sic!) e Ventola, al terzo gol in otto giorni. Anche l’Aek, che guida il campionato greco, è atteso domani dal derby contro gli acerrimi nemici del Panathinaikos. Più ; che in campo, l’Inter si è stancata negli spogliatoi: l’ aereo è decollato da Atene con due ore di ritardo perché Recoba, sorteggiato per l’esame antidoping, proprio non voleva saperne di far pipì. Così la comitiva nerazzurra è rientrata a Malpensa poco prima delle cinque del mattino. Ma ora c’è il derby con i cugini che, come detto, partono sfavoriti da un distacco di 11 punti in classifica, e spesso chi è sfavorito finisce per vincere il derby. Se basta questo per crederci. Una sconfitta domani sera potrei anche accettarla, a patto che sia di misura e soprattutto a condizione di vincere lo scudetto. Ci dicono sempre che noi interisti viviamo di ricordi, ma non si accorgono, i cugini, che stanno cominciando a farlo anche loro. Comunque vada, buon derby a tutti, meglio se sarà nerazzurro!

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