Zibaldone Nerazzurro: frasi celebri di interisti

Pubblicato su Inter Football Club, numeri di aprile, maggio, giugno 2000

Cosa sarebbe il calcio giocato senza quello parlato? Niente. E questa piccola antologia ha lo scopo di dimostrarlo, rispolverando le dichiarazioni più curiose rilasciate dai protagonisti del calcio. Un modo per sorridere, stupirsi e riflettere, ma soprattutto per non prenderci troppo sul serio. Mai.

“Meglio sconfitti che milanisti!”
(Nicola Berti, marzo 1991)

“I panini ai tifosi della Fiorentina li faccio solo se cacciano il grano!”
(Nicola Berti,22 maggio 1990, Coverciano, in risposta ad un vecchio striscione della curva di Firenze ‘Berti facci un panino’)

“E’ vero. L’Inter nasce da una costola del Milan: infatti noi non abbiamo mai rinnegato le nostre umili origini!”
(Avv.Peppino Prisco, prima di un derby degli anni ’80)

“Un pronostico su Ascoli-Milan? Non saprei, non seguo il calcio minore!”
(Avv. Peppino Prisco, campionato 1983-84)

“Prima di intervenire nel dibattito, vorrei che vi alzaste in piedi, per un momento molto serio: c’è una commemorazione da fare; (e mentre tutti si alzano in piedi preoccupati) ecco, quello che volevo dirvi è questo: chi non salta rossonero è!“
(Avv. Peppino Prisco, davanti a oltre 300 persone riunite il lunedì successivo a Milan-Inter 0-3, campionato 1997-98)

“Una volta, a San Siro, ho incontrato una vecchia che mi ha detto: ‘ Te, non vuoi bene all’Inter, non giochi mai, stai sempre fuori, lazzarone…’
Volevo buttarla giù dal terzo anello!”
(Christian Vieri, Inter Channel, ottobre 2000)

“Se il genio della lampada mi offrisse tre desideri, ne prenderei solo uno: la salute! Gli altri due li regalo a chi sta peggio!”
(Christian Vieri, Inter Channel, ottobre 2000)

“Mai sbagliati tanti gol in una partita sola. Mamma mia, ho i piedi storti!”
(Christian Vieri, dopo Milan-Inter 2-2, 7 gennaio 2001)

“La vicenda passaporti? E io che ne so? Ieri però ho visto Recoba e gli ho chiesto: ma te ti chiami veramente Recoba?”
(Christian Vieri, Appiano Gentile, 5 aprile 2001)

“Quand’ero stato qui in trasmissione l’anno scorso, avevo detto che l’anno prossimo si sarebbe vinto lo scudetto. Io ho mantenuto la promessa, con la Lazio, però!”
(Diego Simeone a Telelombardia, 18 maggio 2000)

“Lo ripeto sempre ai miei figli: io ho giocato nella squadra più bella del mondo e non è la Lazio che ha vinto il campionato, ma quella in cui giocavo prima!”
(Diego Simeone, a Telelombardia, giugno 2000)

“C’è chi può e chi non può: io può!”
(Spillo Altobelli, giugno 1981)

Domanda di un giornalista spagnolo per Altobelli nel ritiro dell’Italia a Spagna ’82:
“Tu es acasado? (sei sposato?)” . Risposta: ”Certo, che sono gasato, il mondiale ti carica tantissimo!”
(Spillo Altobelli, giugno 1982)

“Darei 100 miliardi per poter riavere 18 anni oggi: coi soldi che girano mi rifarei subito a suon di gol!”
(Spillo Altobelli, Appiano Gentile, 2 maggio 2001)

“Voi il Diavolo? Ma non fatemi ridere!”
(Benito Lorenzi, prima di un derby, campionato 1956-57)

“Guardiamoci le spalle e rimbocchiamoci le mani”.
(Walter Zenga, campionato 1983-84)

“Questo scudetto è una delle storie più belle della pagina dell’Inter!”
(Walter Zenga, campionato 1988-89)

“Potrei discolparmi per i due gol ma dovrei citare un proverbio cinese che non si può dire in televisione!”
(Walter Zenga, 26 novembre 1989, dopo Atalanta-Inter 2-1)

“Quando vedo il Trap scappato in Germania, o Bagnoli che non ha più voglia di allenare dopo che all’Inter l’hanno massacrato, divento una bestia!”
(Walter Zenga, aprile 1996)

“Il calcio è una giungla: ti leccano i piedi fino a quando sei il re e ti girano le spalle non appena scendi dal trono”
(Walter Zenga, giugno 1998)

“Mai stati in B!”
(Curva Nord, San Siro, campionati vari)

“A lavorare, andate a lavorare…!”
(Curva Nord, quando l’Inter a San Siro non gioca da Inter)

Ci resta solo la gnocca!
(Striscione Boys a San Siro, campionato 2003-04)

“Io non permetto a nessuno di rovinare il mio lavoro. Se c’è uno che mi rompe le palle, scusate l’espressione, io lo prendo e lo sbatto fuori!”
(Marcello Lippi, presentazione in sede, 7 giugno 1999)

“Dite che con Pancev bisogna avere pazienza perché è macedone? Sarà…ma io sono della Bovisa e non sono mica un pirla!”
(Osvaldo Bagnoli, Appiano Gentile, campionato 1992-93)

“Il mio incubo a San Siro? Un tifoso anziano, che ogni volta che entravo in campo mi insultava ininterrottamente finché non andavo al centro del campo o in panchina: sempre, tutte le volte, non ha mai saltato una partita, e io ogni volta cominciavo la mia giornata così!”
(Alessandro Scanziani, ex centrocampista Inter, settembre 2000)

“Se il portiere para è normale, se prende gol è un pirla! Oggi sono un pirla!”
(Gianluca Pagliuca, dopo Inter-Sampdoria 3-4, campionato 1996-97)

“Adesso o piangiamo tutti o giochiamo tutti: meglio la seconda!”
(Clarence Seedorf, dopo Inter-Helsingborg 0-0, agosto 2000)

“A San Siro ormai c’è tutto: le partite, i concerti, tutti sul prato come quando ha suonato Brussprinter (Bruce Springsteen, ndr) ”
(Giancarlo Beltrami, ds Inter, estate 1986)

“Io, fossi il presidente, manderei via subito l’allenatore e poi prenderei i giocatori e li attaccherei tutti al muro e gli darei dei calci in culo a tutti!”
(Marcello Lippi, dopo Reggina-Inter 2-1, campionato 2000-01)

“Matthaeus ha detto che così non va? L’allenatore sono io e non mi va di litigare, anche perché tra me e lui c’è pure una certa differenza di stazza!”
(Corrado Orrico, dopo Inter-Boavista 0-0, Coppa Uefa 1991-92)

“Avete visto Ronaldo? Ha fatto una finta che sono svenuti in due!”
(Evaristo Beccalossi, a Telelombardia, sul secondo gol in Spartak Mosca-Inter 1-2, Coppa Uefa 97-98)

“Dopo le partite la tensione è normale. Io qui ho litigato con tutti, non solo con Recoba. Ho litigato anche con Cordoba: ma ce l’avete presente Cordoba? E’ impossibile litigare con Cordoba, ma dopo la partita, è cosi!”
(Marco Tardelli, Appiano Gentile, 9 gennaio 2001)

“Sono stato l’ultimo allenatore italiano a salutare le squadre inglesi nelle coppe europee nella maledetta serata dell’Heysel e stasera sono il primo ad averle riviste: abbiamo perso 2-0, è difficile, molto difficile, ma io vi garantisco che con una grande prestazione la mia Inter può passare in turno!”
(Giovanni Trapattoni, Villa Park, Birmingham, dopo Aston Villa-Inter 2-0, Coppa Uefa 1990-91. Nel retour match l’Inter vinse 3-0, ndr)

“Il calcio moderno è velocità. Gioca velocemente, corri velocemente, pensa velocemente, marca e smarcati velocemente”.
(Helenio Herrera, campionato 1966-67)

Combattività si, brutalità no!
Classe+intelligenza+preparazione atletica=scudetto.
Lottare o giocare? Lottare e giocare!
Tutti dobbiamo avere un po’ di ambizione nella vita: la tua è lo scudetto!
(cartelli affissi da Helenio Herrera nello spogliatoio interista negli anni ’60)

“Il Bari è una squadra con la B maiuscola!”
(Giancarlo Beltrami, d.s. Inter, dopo Inter-Bari 5-1, campionato 1990-91)

“La ricordate la storia di Golia e del gigante?”
“E’ come nel film ‘Il sesto potere’ (in realtà ‘Il quarto potere’ ndr)”.
“Le tensioni sono aumentate al mille…di più all’un per mille!”
“Penso alla tutela della struttura societaria che vada tutelata”.
“La vita ci dà martellate sui calli”.
“Non vorrei saltare di palla in frasca”.
“Bisogna costruire mattoni per essere solidi come il cemento armato”.
(Giovanni Trapattoni, Convention TIM, 4 febbraio 2001)

“Quando stringo la mano ad un milanista me le lavo, quando la stringo ad uno della Juventus guardo se ho ancora tutte le dita”
(Peppino Prisco, settembre 1998)

“Inter a luci rosse? Beh, meglio che rossonere!”
Giocatori a festini hard? Non saprei. Quando escono, non mi chiamano mai!”
(Avv. Peppino Prisco, 30 gennaio 2001)

“Sa che lei non può andare a San Siro perché là ci corrono i cavalli e non gli asini?”
(Roberto Boninsegna, a fine carriera nella Viadanese ad un giovane arbitro, marzo 1980)

“Stiamo andando bene, però non dobbiamo fermarci. Non dobbiamo perdere quel filo elettrico conduttore delle ultime gare”.
(Giovanni Trapattoni, campionato 1990-91)

“ Kanu? Più bravo di Gattu e Topu!”
(Francesco Moriero, Appiano Gentile, agosto 1997)

“Direi, forse, senza dubbio, forse che per vincere oggi ci è mancato un uomo, più che un uomo direi un uomo…”
(Giovanni Trapattoni, dopo l’infortunio a Lothar Matthaeus a Vienna in Rapid Vienna-Inter 2-1, Coppa Uefa 1990-91)

“Trapattoni è un grande tecnico perché parla il linguaggio dei calciatori”.
(Lothar Matthaeus, campionato 1990-91)

“I duri mi piacciono, i bravi ragazzi vanno bene per farli sposare alla figlie”.
(Corrado Orrico su Lothar Matthaeus, campionato 1991-92)

“Quando sento parlare di immagine, penso immediatamente a certi bei limoni che poi, al momento dell’apertura, sono completamente senza sugo”.
(Giovanni Trapattoni, campionato 1990-91)

“La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila”.
(Ernesto Pellegrini sul passaggio del dott.Pasquale Bergamo alla Juventus insieme a Trapattoni, estate 1991)

“Per ingaggiare il sottoscritto bisogna essere troppo bravi o troppo incoscienti”.
(Corrado Orrico, giugno 1991)

“Perché mi sono messo le mani nei capelli quando ho visto l’ infortunio di Ronaldo? Secondo voi perché? Perché mi cascava il parrucchino?”
(Marcello Lippi, Appiano Gentile, 15 aprile 2000)

“L’aereo è arrivato prima? Un buon attaccante dev’essere sempre in anticipo!”
(Ronaldo, Aereoporto Milano Malpensa, 13 aprile 2001)

“Ronaldo? Basta parlarci cinque minuti e ti torna il sorriso!”
(Massimo Moratti, 14 aprile 2001)

“Se i ritiri facessero bene, la squadra dei carcerati sarebbe campione del mondo!”
(Mauro Bellugi a Tv sette, 25 marzo 2001)

58410 abbonati: i fenomeni siamo noi!
(striscione dell’Inter Club Rho, San Siro, campionato 1998-99)

“Il calcio di oggi è un mondo fantastico, con un solo difetto: se ne parla troppo!”
(Marco Tardelli a Inter Football Club, marzo 2001)

“Io i miei giocatori li difendo sempre, sono i miei e per me sono migliori degli altri”. Domanda di un giornalista: ” Lei farebbe un cambio Seedorf-Davids?”
Risposta: “Io farei un cambio tra lei e un altro giornalista, uno qualsiasi, il primo che passa!”
(Marcello Lippi, Appiano Gentile, 29 febbraio 2000)

“Mi sono girato su se stesso”.
(Riccardo Ferri, campionato 1982-83)

“Voi giornalisti fermentate la violenza!”
(Riccardo Ferri, campionato 1985-86)

“Il pubblico interista ha un grave difetto: a inizio stagione sceglie il giocatore con cui prendersela e lo martella tutto l’anno. Ma non fischiano mai un campione, fischiano un ragazzo. E’ successo anche a me: a volte uscivo dallo stadio nascosto sotto una poltroncina del pullman vuoto, perché con la mia macchina sarebbe stato impossibile”.
(Davide Fontolan, a La Gazzetta dello Sport, 17 marzo 2001)

“ Ritengo che se una squadra gioca bene, vince. Tutte le storielle sull’ importanza di vincere anche giocando male per me non hanno senso”.(Corrado Orrico, campionato 1991-92)

“Quello di oggi è un calcio di immagine dove contano le mode anche se non sempre si vede lo spettacolo. Soprattutto quando due squadre si ammassano in 18-20 metri”.
(Giovanni Trapattoni, campionato 1989-90)

“Palla a noi, giochiamo noi, palla a loro, giocano loro”.
(Eugenio Bersellini, campionato 1979-80)

“Il calcio è come la briscola al bar col tuo migliore amico. Quando giochi, fai di tutto per fregarlo. Quando posi le carte, bevi un bicchierino con lui”.
(Osvaldo Bagnoli, Appiano Gentile, campionato 1992-93)

“Credo che tutti questi anagrammi clinici abbiano confuso la squadra” .
(Gianni Invernizzi, campionato 1972-73)

“Attenti a non travasare quello che ho detto!”
(Pietro Anastasi, campionato 1976-77)

“Vorrei aver undici Pelè, lo schema lo deciderebbero loro”.
(Roy Hodgson, campionato 1996-97)

“E’ vero… Ho litigato con Hodgson perché non mi faceva mai giocare. La cosa grave è che dalla domenica successiva ho sempre giocato titolare”.
(Davide Fontolan a La Gazzetta dello Sport, 17 marzo 2001)

“Se dovessi difendere il Milan per quello che ha fatto a Marsiglia, chiederei una perizia per incapacità di intendere e volere”.
(Avv.Peppino Prisco, maggio 1991)

“Seguo la regola di mio nonno: è meglio apparire peggio di quello che si è. Se uno ha un’aria educata e intelligente e poi rivela qualche difetto, tutti restano delusi”.
(Corrado Orrico, campionato 1991-92)

“Quando allenavo a Rimini, ero contestato. Fui costretto a scappare come un ladro. Per questo, se posso, esco sempre dalla porta di servizio: mi alleno per i tempi duri!”
(Osvaldo Bagnoli, campionato 1993-94)

“E’ meglio giocare con una sedia che con Hansi Muller, perché con la sedia quando gli tiri la palla addosso ti torna indietro!”
(Evaristo Beccalossi, campionato 1982-83)

“Chi gioca individualmente gioca per l’avversario, chi gioca per la squadra gioca per sé!”
(Helenio Herrera, campionato 1966-67)

“Quando ti abitui allo zucchero, non accetti più il sale!”
(Giovanni Trapattoni, Appiano Gentile, campionato 1987-88)

“Guardando i risultati, posso dire che siamo sullo stesso pianerottolo delle altre!”
(Giovanni Trapattoni, campionato 1990-91)

“Ringrazio il pubblico di Firenze per la sua capienza!”
(Gianni Invernizzi, campionato 1970-71)

“Uomo, zona, numeri tattici, tutto già visto. La diagonale si faceva già negli anni ’60, ma non la chiamava così. Di gabbie erano pieni gli oratori e i cortili. Non si è inventato nulla, si è solo migliorato quello che c’era già. La cosa più importante è consentire alle individualità di esprimersi al massimo nel collettivo. Il resto sono stupidate da Bar Sport!”
(Ottavio Bianchi, Appiano Gentile, campionato 1994-95)

“E’ un eroe chi vive fuori dai media, dalla TV e lavora per la propria famiglia e per chi sta peggio. Quello è l’eroe, mica il calciatore!”
(Marco Branca, campionato 1996-97)

“Il calcio non ti permette di fermarti o di fare il furbo, devi sudare per meritarti quello che guadagni. Il calcio è un lavoro, solo chi non fa il calciatore dice che è un gioco!”
(Roberto Baggio, Appiano Gentile, estate 1998)

“Nel calcio di oggi segni un gol e sei un campione, prendi un palo e sei un coglione!”
(Gigi Simoni, Appiano Gentile, agosto 1997)

“Il calcio è pieno di gente che ti gira le spalle appena sbaglia, di telefoni che non squillano più se le cose si mettono male!”
(Gigi Simoni, estate 1998)

“Non sopporto quelli che dicono ‘fai il bravo a Natale’. E’ meglio dire ‘fai pure il cattivo a Natale ma fai il bravo gli altri 364 giorni’, o no?”
(Roberto Baggio, Appiano Gentile, dicembre 1998)

“Nel calcio italiano contano anzitutto i nomi. Il mio sembra straniero ma è italiano e sembra quasi una colpa!”
(Maurizio Ganz, dicembre 1998)

“La regola alla base del calcio è che chi vince è un bravo ragazzo e chi perde è una testa di cazzo!”
(Ilario Castagner, campionato 1984-85)

“Non cerco una reggia. A noi meridionali per riunire la famiglia bastano due stanze!”.
(Ciriaco Sforza, estate 1996)

“Come calciatore non ero né bravo, né facile da gestire, spero di non dover mai allenare uno come me”.
(Corrado Orrico, estate 1991)

“L’inter è sempre capabile (capace, ndr) di tutto”.
(Roy Hodgson, maggio 1996)

“Certi tifosi dell’Inter sono ‘vecchi’, vecchi dentro: mi parlano sempre degli anni ’60. Sono passati trent’anni. Il mondo intanto va avanti!”
(Roy Hodgson, maggio 1996)

“Un’esperienza in Italia per un allenatore straniero è la cosa più bella che possa capitare, però ti distrugge: la tensione è enorme, unica, perché ogni gare è una finale. Un anno qui ne vale dieci all’estero!”
(Roy Hodgson, maggio 1997)

“Non possiamo fare i coccodrilli e piangere sul latte versato e sulle uova mangiate!”
(Giovanni Trapattoni, 25 febbraio 1990, conferenza stampa a San Siro dopo Inter-Atalanta 7-2)

“Io, a 58 anni, allenatore dell’Inter, se vedo un campo di periferia illuminato, fermo la macchina e vado a vedere: è il richiamo della foresta!”
(Osvaldo Bagnoli, campionato 1992-93)

“Ruben Sosa di tattica el capìss nient, ma se continua a far gol, mi sta benissimo!”
(Osvaldo Bagnoli, Appiano Gentile, campionato 1992-93)

“Come fai nel calcio a dire sempre la verità? Domande banali, risposte di circostanza perché non si può offendere o tradire lo spogliatoio. Insomma è tutto finto e chi non sa recitare, come me, resta fregato!”
(Osvaldo Bagnoli, campionato 1993-94)

“Hai scritto una cazzata, una cazzata grande non come una casa, ma come un grattacielo!”
(Marcello Lippi, Appiano Gentile rivolto ad un giornalista, campionato 1999-00)

“Un bilancio della mia prima stagione all’Inter? Alla prima partita che ho giocato, con l’Helsingborg, c’è stata contestazione e sono uscito scortato!”
(Christian Brocchi, Telelombardia, 1 maggio 2001)

“Le ragazze? Non bisogna cercarle. Arrivano da sole!”
(Ivan Zamorano, campionato 1995-96)

“I gol sono aneddoti!”
(Ivan Zamorano, Appiano Gentile, campionato 1995-96)

“Nella mia carriera mai mi era capitato di soffrire in panchina come quest’anno. E’ stata un’umiliazione per me e per il mio orgoglio, ma sono stato zitto soffrendo e aspettando il grande momento: oggi questo gol è gioia, vittoria, liberazione!”
(Ivan Zamorano, Parigi, stadio Parco dei Principi, dopo Inter-Lazio 3-0, 6 maggio 1998)

“I momenti difficili sono normali all’Inter. Sono abituato fin da ragazzino ad arrampicarmi sui vetri!”
(Riccardo Ferri, 25 febbraio 1990)

“Ci tengo da dire che non abbiamo giocato per i dieci milioni di premio, come qualche giornale aveva scritto, anche perché non erano in palio!”
(Riccardo Ferri, 18 marzo 1990, dopo Milan-Inter 1-3)

“Direi che la partita ormai non ha più storia!”
(Sandro Mazzola, 26 aprile 1989, commentatore RAI negli ultimi minuti dell’ ;amichevole Italia-Ungheria 4-0)

“Le critiche fanno parte del nostro mondo e le accetto. Anzi, a volte mi diverto ad ascoltare certi giudizi feroci su di me in TV. La libertà di giudizio è sacra, a farmi arrabbiare ci pensano già i risultati delle partite!”
(Alvaro Recoba, Appiano Gentile, 4 maggio 2001)

“Un commento sul derby? Non ricordo. Abbiamo giocato il derby? Ah, si! Eh, perdere 3 a 0 è dura. Abbiamo perso 6 a 0? Non so, non credo. Io sono andato via sul 3 a 0!”
(Avv. Peppino Prisco, Telelombardia, 13 maggio 2001)

“L’Inter non ha vie di mezzo: o sta sulla luna o va nel pozzo!”
(Giovanni Trapattoni, campionato 1987-88)

“In Italia non esistono squadre che subiscono senza reagire!”
(Marcello Lippi, Appiano Gentile, 20 dicembre 2000)

“Non ho mai chiesto un dollaro ai calciatori. Sono le società a pagarmi. Io difendo gli interessi dei calciatori. Sempre e comunque!”
(Paco Casal, 1994)

“Avendo accorciato il passo, la palla si è allungata”.
(Sandro Mazzola, 25 marzo 1989, commentatore RAI nell’amichevole Austria-Italia 0-1)

“Le contestazioni sono giuste ma non è possibile che ci siano giocatori che non possono più giocare a San Siro perché hanno sbagliato una partita!”
(Alvaro Recoba, Appiano Gentile, 4 maggio 2001)

“Più vai in alto e più tira il vento!”
(Giovanni Trapattoni, Appiano Gentile, campionato 1986-87)

“Io difensivista? A scampo di equivoci, leggetevi gli almanacchi alla riga dei gol segnati! Le mie squadre sono sempre quelle che hanno fatto più gol!”
(Giovanni Trapattoni, campionato 1990-91)

“Non abbiamo elemosinato energie nel primo tempo!”
(Giovanni Trapattoni, conferenza stampa a San Siro, 18 marzo 1990, dopo Milan-Inter 1-3)

“Seguo la regola di mio nonno: è meglio apparire peggio di quello che si è. Se uno ha un’aria educata e intelligente e poi rivela qualche difetto, tutti restano delusi”.
(Corrado Orrico, campionato 1991-92)

“L’insulto peggiore che ho sentito a San Siro è stato per Juary: ha incespicato sulla palla e uno gli ha urlato viva il Ku Klux Klan!”
(Sergio Scalpelli, maggio 1997)

“Non credo che questo sia l’anno peggiore da quando sono all’ Inter. L’anno di Tardelli era molto peggio: succedeva di tutto. Io uscivo di casa e guardavo di qua e di là perché poteva anche succedere che arrivasse un pullman che mi prendeva sotto”.
(Ivan Cordoba, febbraio 2003)

“Dalle mie parti si dice: quello che non ti uccide, ti dà forza”
(Dejan Stankovic, marzo 2003)

All’inter sempre problemi: non facciamo che zanzara diventa elefante!
(Dejan Stankovic, settembre 2004)

“Paura di giocare a San Siro? Vengo da un Paese dove ci sono state due guerre, mi hanno distrutto la casa e ucciso tanti amici. No, non ho paura di San Siro!”
(Sinisa Mihajlovic, agosto 2004)

Cercasi portiere per squadra di calcio. Scrivere o presentarsi all’ A.S.Ambrosiana, via Dogana 2 – Milano”.
(Inserzione sui principali quotidiani nazionali, rubrica annunci economici, giugno 1930)

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