Gassman

Vittorio Gassman, nato a Genova il 1 settembre 1922, è uno dei miei miti. E’ stato per me il più grande attore di teatro di tutti i tempi ed uno dei più grandi del cinema del dopoguerra. Mi ha sempre colpito la sua capacità da fuoriclasse di passare dal teatro classico al cinema comico con una naturalezza che non ho visto in nessun altro. Il suo repertorio resta vastissimo: dai classici teatrali con ‘Amleto’, ‘Edipo’, ‘Otello’ e ‘Adelchi’, al teatro moderno di ‘Affabulazione’, o ‘Ulisse e la balena bianca’. Nel cinema ha saputo reinventarsi in qualunque ruolo da Peppe er Pantera al soldato Giovanni Busacca nei monicelliani ‘I soliti ignoti’ e ‘La grande guerra’. Ma come dimenticare ‘La marcia su Roma’, ‘Il sorpasso’, ‘L’armata Brancaleone’, ‘Profumo di donna’, le incursioni a Hollywood con ‘Quintet’, e ‘Sleepers’ e il tour de force di millanta personaggini nell’insuperato ‘I mostri’. Gli ultimi anni lo hanno visto, purtroppo, diradare le proprie apparizioni, complice una tendenza alla depressioni che gli ha procurato non poche crisi; memorabile resta il suo addio al teatro, al termine di una serata fantastica e riassuntiva di tutta la sua arte in ‘Anima e corpo': talk-show d’addio che avevo visto al Teatro Carcano nel dicembre 1996.
Foto scattata ad Appiano Gentile nell’autunno 1999

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