Pellegrini

Ernesto Pellegrini, milanese, classe 1940. Già vicepresidente durante gli ultimi anni della gestione Fraizzoli, diventa presidente dell’Inter il 9 marzo 1984. Si presenta subito ai tifosi con un colpo di mercato da leggenda: l’acauisto di Karl Heinz Rummenigge dal Bayern Munchen per una cifra attorno ai 9 miliardi. Buca completamente le prime due stagioni, anche perchè ha la sfortuna di trovare sul suo cammino avversari poderosi come il Milan di Berlusconi, il Napoli di Maradona, la Sampdoria di Paolo Mantovani, oltre alla solita tignosa Juventus. Spende molto in grandi campioni, ma non sempre i risultati lo confortano. Purtuttavia, dopo essersi affidato ad un trio affiatato, composto dal direttore generale Paolo Giuliani, dal direttore sportivo Giancarlo Beltrami e dal tecnico Giovanni Trapattoni, porta in bacheca uno Scudetto (1988-89), con il record dei 58 punti, una Supercoppa Italiana (1989) e due Coppe Uefa (1990-91 e 1993-94). Il suo declino comincia nell’inverno 1991, quando affascinato dal Milan di Sacchi, commette l’errore di rinunciare al Trap per Corrado Orrico. Da lì cominciano i guai. Riesce comunque a tenere botta negli ultimi anni con Osvaldo Bagnoli in panchina, ma si arrende dopo il fallimento del 1994, quando le casse societarie finiscono esangui per una campagna acquisti straordinaria, impreziosita dal migliore fuoriclasse di allora, l’olandese Dennis Berckamp, che l’Inter soffia per la cifra record di 25 miliardi alla Juventus. La società è pericolosamente vicina al tracollo finanziario. A furor di popolo, è costretto a passare la mano a Massimo Moratti.
Foto scattata il 1 giugno 1990 nella sede di piazza Duse 1

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