6 febbraio 2003 | In VecchiaInter Bar | Commenta

L’è propri un Bati-bluff

Bar Non è da Inter, giovedì 6 febbraio 2003, ore 19

Un giovedì pomeriggio gelido, ma Milano non è Helsinki. Infatti c’è un vento che taglia la faccia, ma si sta peggio nel Nord Europa, secondo i telegiornali. Ma al Bar Non è da Inter quasi nessuno segue i telegiornali, anche se il proprietario Pinuccio tiene sempre il televisore acceso. Ogni tanto ci si ferma su Studio Aperto, ma solo perchè ci sono tanti servizi sul backstage dei calendari. Con le mani bagnate dalla sambuca, Artemio scanala in continuazione alla continua ricerca di fantomatiche fiche, che alle quattro del pomeriggio si possono solo intravedere sulle tivù lombarde che propongono fasce rassodanti. Gli hanno raccontato di quel vecchietto rimasto inchiodato davanti a una Tv mentre reclamizzavano una pancera, e lui ha ripetuto la storia almeno cento volte, ridendo in maniera sgangherata e sviando l’attenzione dei clienti dalle patatine rancide e dalle olive marce. Il freddo fuori ha fatto fare al bar un pienone, visto che in pochi hanno un lavoro, chi ha moglie preferisce star fuori dai coglioni e nessuno ha un interesse oltre al calcio. Si commenta, naturalmente fuori tempo massimo, l’arrivo di Batistuta all’Inter. Il parrucchiere Ignazio Cacchione, che ha letto la Gazzetta del bar per primo parla con sicurezza: “Per me ’stu Batistuta è sempre stato un bluff! Anche alla Fiorentina non è che faceva (facesse, ndr) niente. Sì, segnava, ma poi basta. Niente partecipazione al gioco, niente movimenti senza palla. Alla Roma, poi, ha tirato le cuoia”. Nei suoi primi cinquant’anni Cacchione non ha mai fatto un discorso così articolato, e l’ammirazione del bar è palese. Walter non lo ascolta ma mostra a tutti il nuovo montone già lurido, con un taglio che avrebbe fatto rabbrividire un trapper canadese: “Un affare, me lo ha venduto un napoletano all’autogrill di Lainate”. Walter Bordegoni è il leader del bar: biondo tinto e stempiato, sempre più grasso, con il lupetto alla Albertazzi che sotto la solita renna esalta la voglia di teatralità, è nervoso e silenzioso, perché costretto dall’inverno a mettere in naftalina la renna estiva: per questo e solo per questo non sembra interessato più di tanto all’argomento Batistuta. Così la parola passa a Vito Briscese, che da un’ora sta cercando di aprire una scatola di Saila per mettersi al videopoker. Piccolo e con la faccia da sparring partner suonato, Vito è sospettato di essere milanista, lui ammette ma non sempre, ma non è un problema perché al Bar Non è da Inter parlano tutti: “Batistuta ha sempre giocato in grandi squadre, per questo nell’Inter non ce lo vedo!” – Ridacchia soddisfatto. “Ma vai a cagare, africano!” – ribatte con la consueta gentilezza Walter – “Gioca al videopeoker, ché non capisci neanche le carte!”. Sulla Gazzetta del giorno c’è un’intervista a Oriali, che fa il punto sul mercato interista. Aperta sul frigo dei gelati, è stata stuprata da tutti. Anche dallo stesso Vito, che ha letto con stizza le parole di Rivaldo e prosegue con un’opportuna critica anche alla squadra per cui simpatizza: “Il Milan dovrebbe cacciarlo a calci in culo, altro che trasferta in Cina con il Brasile! Rivaldo lo paghiamo noi. La verità è che non c’è rispetto per i tifosi veri e non parlo per me che seguo poco!Io vado a vedere il Milan nei momenti difficili, come con la Cavese quand’eravamo in B!” Stando alle testimonianze dirette di chi c’era, quel Milan-Cavese avrebbe dovuto avere un milione di spettatori, ma nessuno glielo fa notare. Un milanista è utile come bersaglio dialettico, ma con lui non si discute. Domenica rientrerà Di Biagio dopo la squalifica, ma Di Biagio non piace quasi a nessuno lì dentro. Il pensionato Sergio Budrieri, che sta pensando al ragù che la moglie sta cucinando dalle prime luci dell’alba, attacca: “E’ dai tempi di Suarez che manca un regista!” Ma nemmeno il tasto regista, che di solito fa scattare in automatico un mantra, funziona. Lo studente Boris è appena uscito dal cesso e non capisce di cosa si stia parlando: non sa chi pronuncia il nome di Batistuta, ma srotola statistiche a raffica, dagli esordi a oggi. L’altro pensionato, Teresio, senza staccarsi dalla Gazzetta unta del bar, lo gela: “Tu Boris sei troppo giovane per ricordarti di Milani, uno che Batistuta se lo mangiava. Date retta a me che ho qualche anno più di voi: Batistuta non è da Inter!”
(5 – continua, purtroppo) fonte d’ispirazione: www.indiscreto.it


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Viva l’Inter!